martedì 29 gennaio 2013

IL Financial times DISTRUGGE MONTI E LO PARAGONA AL BRÜNING DELLA REPUBBLICA DI WEIMAR




In un editoriale al vetriolo a firma di Wolfgang Munchau, dal titolo che è tutto un programma: “Why Monti is not the right man to lead Italy”, cioè “Perché Monti non è l’uomo giusto per condurre l’Italia”, il Financial Times stronca definitivamente, dopo le pesantissime critiche già rivoltegli nel recente passato, il premier italiano uscente, in pratica augurandosi di non vederlo mai più a Palazzo Chigi. Spiega l’autorevole quotidiano finanziario londinese, che a suo tempo era stato il più convinto assertore del prof worldwide, che il governo Monti ”ha provato a introdurre riforme strutturali modeste, annacquate fino all’irrilevanza macroeconomica, ha promesso vere e sostanziali riforme finendo solo per aumentare le tasse”. Poi la spruzzata di veleno niente male: “Monti ha iniziato come tecnico ed è emerso come un duro politico”, spiega il quotidiano, sottolineando che anche sul calo dello spread molti italiani “sanno che è legato ad un altro Mario, cioè a Draghi, presidente della Bce”. Notiamo con malcelato compiacimento che dopo che Qelsi glielo ha spiegato per più di un anno, finalmente il Financial Times ha preso atto di questa incontestabile verità. Ma c’è di più. Nella sua disanima del panorama politico italiano, ovviamente frettolosa, ma non per questo meno incisiva, il Financial Times si pone il problema della credibilità di Bersani, arrivando a concludere che il politico di Bettola appare tutt’altro che affidabile perché adesso tenta di prendere le distanze da quel Monti di cui ha sostenuto con risoluta convinzione le politiche di austerità. Inoltre, il leader del PD vuole la patrimoniale, la Tobin Tax e si è mostrato molto “esitante” rispetto a necessarie riforme strutturali anche se, rispetto a Monti, potrebbe vantare maggiori chances di successo nel confronto diretto con Angela Merkel, grazie alla sua migliore possibilità di intesa con il socialista Hollande. Infatti Monti, prosegue il quotidiano nel suo j’accuse, da premier si è sempre ben guardato dal pretendere dalla cancelliera tedesca “che l’impegno per la moneta unica fosse condizionato all’unione bancaria, al varo degli Eurobond ed a politiche economiche più espansive da parte di Berlino”. Per quanto riguarda Silvio Berlusconi, il FT nota che, dopo l’alleanza con la Lega, il consenso per la coalizione di destra sta aumentando, seppur ancora indietro nei sondaggi. “Fino ad ora la campagna dell’ex primo ministro è stata positiva. Ha lanciato un messaggio anti-austerità cui è sensibile l’elettorato deluso. E ha inoltre continuato a criticare la Germania per la sua riluttanza ad accettare gli eurobond ed a permettere che la Bce acquistasse bond italiani incondizionatamente”. Detto da chi aveva invocato a tutta pagina l’aiuto di Dio perché l’inviso ed odiato – dagli inglesi – Berlusconi lasciasse il governo a favore di Monti equivale ad un clamoroso dietro-front del quotidiano finanziario nella considerazione delle qualità dell’ex premier e quasi ad una investitura politica dello stesso. Dopodiché il FT torna su Monti a proposito del quale ricorda anche che tra i suoi argomenti c’è stato quello di aver “salvato l’Italia dal baratro e da Silvio Berlusconi”. E qui arriva la bomba finale laddove il prof  Munchau, autore dell’editoriale, afferma che Monti gli ricorda molto da vicino Henrich Brüning, augurandosi sarcasticamente che la “storia gli accordi un ruolo simile a quello giocato dal cancelliere tedesco tra il 1930-1932, che faceva parte della schiera di quelli che creavano un consenso attorno al fatto che non ci fossero alternative all’austerity”. E conclude l’articolo chiosando che “l’Italia ha ancora poche scelte. Ma le deve fare veramente, (non fingere demagogicamente di farle come ha fatto Monti, ndr)”. Ma perché il Monti attuale ha suggerito al Financial Times il geniale accostamento con un cancelliere tedesco di 80 anni fa, e cosa aveva combinato di tanto nefando costui? Ecco la storia.
Il 29 marzo del 1930, l’esperto di finanza Heinrich Brüning fu nominato cancelliere della Germania da Paul von Hindenburg, un generale eroe della prima guerra mondiale, nonché Reichspraesident della Repubblica di Weimar sino alla sua morte, avvenuta nel 1934. In Germania ci si aspettava che il nuovo governo portasse ad uno spostamento verso un conservatorismo moderato, ispirato ad ideali di democrazia e libertà, che potesse rilanciare sul piano socio-economico un Paese prostrato dalla tragedia di una guerra, per di più rovinosamente persa. 

QUELLO CHE STA PER SUCCEDERE E PERCHE'



Dopo un 2012 turbolento, il nuovo anno è iniziato in un clima economico di relativa tranquillità. Gli spread sono bassi e la crisi sembra concedere una tregua. Ma cosa ci aspetta nel prossimo futuro? Le difficoltà sono davvero superate o sono destinate a riproporsi? Poiché esistono due opposte chiavi di lettura della crisi, per rispondere a queste domande è necessario capire quale sia la più convincente. Vediamole:
Chiave di lettura 1: Crisi dei debiti sovrani.
Secondo questa chiave di lettura, alcuni Paesi europei hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità.

Hanno aumentato il loro debito pubblico senza migliorare la competitività, rischiando il default. L’aumento degli spread indica che i mercati sono restii ad investire in titoli di Paesi spendaccioni e già molto indebitati.
La soluzione della crisi consisterebbe dunque nel rafforzare la disciplina di bilancio, imponendo un tetto al rapporto debito/PIL e implementando drastiche misure di austerity che diminuiscano la spesa. Per scoraggiare la speculazione, a livello europeo andrebbero inoltre introdotte forme di mutualizzazione dei debiti sovrani (acquisto di titoli da parte della BCE, emissione di Eurobonds) in modo che tutti i Paesi si impegnino a garantire, collegialmente, il pagamento degli interessi e il rimborso dei titoli in scadenza emessi dai singoli Stati. Tuttavia, per evitare azzardi morali, i governi nazionali dovrebbero accettare di essere vincolati a realizzare le politiche indicate dagli organismi europei, indipendentemente dalla volontà dei loro cittadini.
Chiave di lettura 2: Crisi dell’euro.
Secondo questa chiave di lettura, invece, alcuni Paesi europei avrebbero sfruttato l’appartenenza alla moneta unica per aumentare la loro competitività, a discapito di altri. Contenendo salari e domanda interna, avrebbero mantenuto la propria inflazione sistematicamente a livelli inferiori rispetto ai partners. I quali, condividendo la stessa moneta, non avrebbero potuto operare una svalutazione difensiva per determinare un riequilibrio. I primi avrebbero accumulato surplus commerciali, mentre i secondi avrebbero visto peggiorare i conti con l’estero, fino ad entrare in crisi.

lunedì 28 gennaio 2013

IL RAGGIO TRAENTE DI STAR TREK



IL RAGGIO TRAENTE DI STAR TREK
Un gruppo di scienziati provenienti dalla Scozia e dalla Repubblica Ceca è riuscito a creare un vero e proprio “raggio traente”, molto simile a quello che abbiamo imparato a conoscere nella serie televisiva di Star Trek. I ricercatori sono riusciti, per la prima volta, ad attirare gli oggetti con un semplice raggio di luce. 
Sebbene le tecniche degli oggetti tramite i fasci ottici esistano fin dal 1970, questa è la prima volta che si è riusciti a spostare degli oggetti, sebbene a livello microscopico, verso la sorgente di luce. Insomma, una scoperta degna di Montgomery Scott, l'ingegnere capo dell'Enterprise, anch'egli di origini scozzesi, tra l'altro!
ricercatori dell'Università di St. Andrew e dell'Institute of Scientific Instruments (ISI) della Repubblica Ceca hanno trovato un modo per generare un campo ottico speciale capace di invertire in modo efficiente la pressione della radiazione luminosa sugli oggetti. La nuova tecnica potrebbe avere sviluppi molto importanti nel campo della medicina e della chirurgia.
Normalmente, quando luce e materia interagiscono, l'oggetto solido riceve una spinta dal fascio di luce, dovuta all'impatto con i fotoni. La forza della radiazione luminosa fu identificata per la prima volta nel 1619 da Johannes Keplero, che se ne rese conto osservando che la coda delle comete andava in direzione opposta al sole. Negli ultimi anni, i ricercatori si sono resi conto che, sebbene il fenomeno si presenti nella maggior parte dei casi, vi sono particolari condizioni in cui questa forza può essere invertita.
Individuando e ricreando queste condizioni, il gruppo di ricerca ceco-scozzese è riuscito a dimostrare la possibilità concreta di invertire il moto degli oggetti investiti dal fascio di luce, prospettando una serie di interessanti applicazioni fotoniche bio-mediche e, forse un giorno lontano, anche utilizzi nello spazio cosmico.

sabato 26 gennaio 2013

E’ GIUNTA L’ORA DI PREPARARE L’UMANITÀ ALLA RIVELAZIONE FINALE SULLA VITA EXTRATERRESTRE



Dopo le ultime dichiarazioni di Medvedev rilasciate “fuori onda” in cui si sostiene che non solo i russi sanno dell’esistenza di alieni con basi sulla terra, ma che addirittura nella valigetta, che contiene i codici di lancio dei missili nucleari, vi siano due cartelle con documenti Cosmic Top Secret,  che descrivono dettagliatamente dove sono collocate le basi Aliene nel territorio russo, allora significa che qualcosa sta nuovamente bollendo in pentola..
Queste cartellette vengono passate ovviamente da un presidente all’altro. Sappiamo altresì  che la Russia, sempre attraverso il suo primo ministro Medvedev, che è ora presente nel Forum Economico Mondiale che si terrà di questa settimana,  dichiarerà ufficialmente che la Russia ha già avvertito il presidente Obama che “è giunto il momento” per il mondo di conoscere la verità sugli Alieni, e se gli Stati Uniti non parteciperanno a questo annuncio , il Cremlino lo farà da solo. All’interno delle cartelle Top Secret che vengono passate dalle mani di un presidente all’altro, vi sono dei documenti che si riferiscono al piano di “acclimatazione” dei “Controllers” (gli alieni) entro il 2013. Ma di cosa si tratta?
Il documento, dovrebbe riferirsi ad un’ offerta da parte degli extraterrestri di aiutare l’ umanità e prepararla alla rivelazione finale sulla vita extraterrestre. Si sarebbe anche discusso su come le Nazioni Unite siano state incoraggiate al rilascio delle tecnologie segrete che rivoluzionerebbero lo sviluppo delle free energy.
La riunione in segreto con Obama, all’interno del Forum Economico Mondiale di questi giorni,  sarebbe uno dei pochi incontri dopo quello che sembra essere avvenuto a New York nel Febbraio 2008, nell’ ufficio delle Nazioni Unite per discutere sugli UFO e la vita extraterrestre e dei moltissimi, (si parla di migliaia e migliaia) rapporti di avvistamenti UFO e Incontri Ravvicinati che giungono da tutto il Mondo.
Un membro della comunità diplomatica degli Stati Uniti, come ci informa il Prof. Michael Salla,  ha rivelato questa informazione ad alcuni ricercatori UFO e viene anche  confermato che l’ incontro suddetto è avvenuto la mattina del 12 febbraio 2008.

RECORD MONDIALE SULLA BENZINA: SIAMO TRA I PIÙ CARI DEL GLOBO




Nel grafico sottostante viene evidenziato come l’Italia abbia il triste primato della percentuale più alta negli aumenti dei carburanti. In un anno infatti la benzina è aumentata ben più del 18% superando perfino l’Ungheria (anche la la crisi economica non scherza) e la Polonia…
In molti paesi infatti per gli automobilisti il costo di un pieno del serbatoio non è mai stato così alto. In America invece il prezzo della benzina  s’è spostato verso il 4 dollari al gallone (1,06 dollari per litro) dai 93 cent. del mese di febbraio (un bell’aumento in un mese non c’è che dire), attestandosi a un +12% rispetto ad un anno fa.
Gran parte dell’aumento è da attribuirsi anche al prezzo del petrolio, che è aumentato del 15% a causa delle preoccupazioni nelle forniture.
Nell’ultimo anno circa il 70% dell’aumento dei prezzi dei carburanti (65% per la benzina e 73% per il gasolio) e’ stato causato dall’aumento della pressione del fisco. E’ quanto emerge dal Rapporto settimanale Figisc Anisa Confcommercio.
”Da un anno esatto a questa parte” spiega il presidente nazionale della Figisc, Luca Squeri, ”il prezzo della benzina e’ aumentato di 34 centesimi/litro: di questi, ben 22 (ossia il 65 % dell’intero aumento) sono imputabili all’incremento della fiscalita’, mentre 10 centesimi (il 35 %) sono causati dall’incremento del costo internazionale del prodotto; per il gasolio, gli aumenti in un anno sono stati di 30 cente-simi/litro, di cui 22 (il 73 % dell’intero aumento) sono ancora imputabili alle maggiori imposte, mentre 8 centesimi (il 27 %) sono determinati dall’incremento del costo internazionale del prodotto”.




UN UFO A OSTIA-CASTELPORZIANO – IL VIDEO ESPLODE SUL WEB




OSTIA – Autentico o no, in quattro giorni ha ottenuto 28mila visualizzazioni su Youtube. È un video che registra il passaggio nei cieli di Ostia, alle porte di Roma, di un oggetto non identificato. Una macchia scura, lunga, che scorre a velocità impressionante di fronte la spiaggia libera del primo cancello di Castelporziano, librandosi poi nell’aria per alcuni secondi. L’autore del video no ha dubbi: è un Ufo. E come lui sembrano pensarla le migliaia di spettatori, incollati alle sue immagini che stanno facendo il giro della rete. Il fortunato videomaker è Marco Canigiula, 25enne musicista e responsabile dell’etichetta discografica indipendente «Cantieri sonori» della Capitale. Le riprese risalgono al 5 gennaio scorso, quando Marco e lo staff erano impegnati nella realizzazione di un video per uno dei loro cantanti. La scena era quella di un barbone che ammirava intensamente il mare.
 X-FILES A OSTIA – Solo in fase di montaggio però gli autori del video si sono accorti dell’intruso extraterrestre. «Mentre lavoravamo alle immagini ho notato quella strana macchia: – racconta Marco – l’ho ingrandita e sottoposta a un software definito bump mapping. Una volta rallentato e messo a fuoco l’oggetto, sinceramente ho avuto forti dubbi che si trattasse di qualcosa di umano. Mai ci saremmo aspettati una cosa del genere». Sarà forse stata la sua passione per la fantascienza a spingerlo, ma Marco ci ha impiegato poco per decidere di diffondere il video dell’avvistamento. Ha anche contattato tramite mail, ufologi ed esperti in tutto il mondo che, alla vista delle immagini, si sono dichiarati «sconcertati» dalla scoperta.

ISLANDA: IL SEGRETO DELLA NOSTRA RIPRESA? “ABBIAMO LASCIATO CHE LE BANCHE FALLISSERO”.







l presidente Olafur Ragnar Grimsson sulla ripresa dell’economia dell’isola, che tanto dipendeva dal sistema finanziario: dopo 4 anni Pil +3% e disoccupazione scesa al 5%.
NEW YORK (WSI) – L’Islanda ha permesso che le sue banche facessero bancarotta, come succederebbe a qualsiasi altra societa’ in un sistema capitalistico ben funzionante. “Anche se le dimensioni sono diverse rispetto agli Stati Uniti – ha detto in un’intervista a Fox news il quinto presidente della piccola nazione del nord Europa, Olafur Ragnar Grimsson, – le caratteristiche di base sono molto simili e quindi si potrebbero applicare soluzioni simili” anche in Europa e Stati Uniti. Approfittando anche dei ridotti intrecci del suo sistema finanziario con l’estero, limitati agli istituti inglesi e olandesi, il governo islandese ha lasciato fallire le sue banche e quattro anni dopo l’economia e’ tornata a crescere (Pil +3%), mentre al 5% la disoccupazione non rappresenta piu’ un problema. “Non ho mai capito come mai le banche sono sacre, mentre le altre societa’ vengono lasciate fallire”, ha proseguito l’ex ministro delle Finanze. “Perche’ quando un istituto di credito fallisce, i contribuenti devono pagare?” “Andando contro questa visione ortodossa, siamo riusciti a rilanciare l’economia”. Ma il percorso per arrivarci non e’ stato facile. “Non dovremmo dimenticare che per i cittadini e’ stata molto dura, molte famiglie hanno perso le loro case e visto depauperare i propri risparmi”, ha ricordato l’ex membro del Consiglio economico. Il segreto e’ dare pieni poteri ala gente. E non far pagare a loro gli errori commessi da qualche dirigente finanziario.

I FURBETTI DELLA POMPA DI BENZINA





LE AUTO A CASA - L’arte di arrangiarsi sembra essere tornata prepotente in un periodo in cui i sacrifici sembrano non finire mai, tra minacce relative a un nuovo aumento dell’Iva, il terrore dell’IMU incombente e quel prezzo alla pompa di benzina che sale come fosse un 747 in decollo anche se il prezzo del petrolio resta ormai stabile da mesi. Su RAI Isoradio, canale di pubblica utilità dedicato agli automobilisti in viaggio sulla rete di Autostrade per l’Italia e varie concessionarie, ormai da giorni si raccoglie l’opinione dei “professionisti del bitume”, ovvero i grandi viaggiatori per lavoro, i quali sostengono come nelle ultime settimane strade e autostrade siano più libere visto che molti hanno deciso di lasciare a casa la macchina per spostarsi con mezzi alternativi, visto che la pompa della benzina ormai è spaventosa quanto Freddy Krueger che appare nella penombra.

LA TRUFFA - E chissà, sarà stata forse la paura di perdere una quota di affari che ha spinto 11 persone a compiere una truffa legata alla vendita dei carburanti nella zona di Padova, truffa scoperta dalla Guardia di Finanza. Le Fiamme Gialle hanno sequestrato una stazione di servizio, nove impianti privati e 24 colonnine erogatrici tarate al ribasso. I finanzieri nella loro indagine hanno scoperto che i gestori, al momento del pagamento, approfittavano della distrazione o della fiducia dei clienti addebitando sulla carta carburante -riservata ai liberi professionisti- una quantità di litri superiore a quella erogata, come certificato dalle forze dell’ordine. Se un cliente faceva un pieno di 80 litri, il gestore ne segnava 77, sottraendo circa sei euro a “distrattone”.
GLI AMMANCHI - Nel caso dei mezzi pesanti -prosegue la nota della Guardia di Finanza- nei serbatoi finivano “circa 50 litri in meno rispetto a quelli ‘contabilizzati’ nella fattura”, a volte anche con la complicità dell’autotrasportatore, prosegue la nota, precisando che i due distributori hanno sottratto 33.000 litri per un controvalore di circa 59.000 euro. I provvedimenti si sono limitati alle semplici denunce in quanto una delle due stazioni di servizio è stata sequestrata la settimana scorsa su decisione dell’autorità giudiziaria, mentre l’altra è stata chiusa dalla compagnia prima che intervenisse il sequestro. Al momento si indaga su un terzo distributore, confermando quello che è stato detto dalle stesse Fiamme Gialle, ovvero che l’indagine porterà a nuove denunce. UNA SERIE DI REATI - Le indagini verranno estese ad altre aree di servizio in tutto il territorio nazionale, specie alla luce delle prove di erogazione condotte su 350 distributori di Padova che hanno portato alla scoperta di 24 colonnine tarate al ribasso, cioè che versavano in macchina una quantità di benzina inferiore rispetto a quella indicata sui display. sono stati sequestrati nove impianti privati, che sono stati scoperti 370.000 litri di prodotti petroliferi commercializzati evadendo le imposte. Pensate che sia finita qui? No, c’è dell’altro. Le forze dell’ordine hanno scoperto undici aziende florovivaistiche che hanno utilizzato 9.000 litri di gasolio agricolo a prezzo agevolato per finalità diverse da quelle previste dalla Legge, quindi non destinati ai motori delle macchine agricole o a generatori. Per finire, sono stati denunciati anche quegli automobolisti e autotrasportatori compiacenti che hanno “collaborato” alla frode, mentre si stanno chiedendo spiegazioni agli agricoltori per la questione del gasolio agricolo. In totale è stata calcolata l’evasione d’imposta di oltre 370.000 litri di prodotti petroliferi.


QUANTO MI COSTA? - Un sistema indubbiamente ingegnoso, che ha potuto proliferare anche grazie alla connivenza di alcuni automobilisti. Qualche giorno fa avevamo provato a spiegare cosa si nasconde dietro i continui rincari alla pompa di benzina.



MERCATO O SPECULAZIONE? - In quest’infografica del Corriere della Sera vengono confrontati i prezzi dei carburanti tra Italia e Resto d’Europa. Il 24 marzo arrivò la notizia che la Guardia di Finanza, a seguito di un esposto del Codacons, era intervenuta su mandato della Procura di Varese perquisendo le sedi delle principali compagnie petrolifere italiane a Roma, Milano e Genova, al fine di acquisire informazioni sul periodo gennaio 2011-marzo 2012 per “valutare se le recenti dinamiche che comportano l’aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi siano da porre in relazione al mero e fisiologico andamento del mercato, ovvero se tali dinamiche siano falsate da comportamenti penalmente illeciti tali da configurare il reato di manovra speculativa su merci”. Tradotto dal burocratese: “Se le compagnie stanno facendo la cresta”.


VOGLIAMO CAPIRCI QUALCOSA - L’obiettivo della Guardia di Finanza è quello di partire con una “preliminare attività di indagine di tipo conoscitivo al fine di delineare quale fosse la filiera delle attività che concorrono all’attribuzione dei prezzi del carburante al momento della vendita al dettaglio, la ricognizione delle norme e dei provvedimenti che contribuiscono alla formazione dei prezzi”. Ovvero: “in che modo si decide il prezzo di vendita del carburante?”. La novità sta però nel modo in cui è stata prodotta l’azione: ”Il provvedimento – conclude la nota della Gdf – è innovativo, sotto il profilo dell’inquadramento giuridico, poichè assimila le compagnie petrolifere a soggetti incaricati di un pubblico servizio in quanto l’attività esercitata, rivolta a un pubblico indeterminato e caratterizzata da un prodotto di essenziale utilità per i cittadini e le imprese, è soggetta a norme di diritto pubblico ed a provvedimenti e interventi da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato”. Traduzione finale: “il vostro è un servizio sociale, vedete di fare i bravi”.


venerdì 25 gennaio 2013

INTERVENTO DI PAOLO BARNARD




2A CONFERENZA NAZIONALE MODERN MONEY THEORY (MMT)






















Quarto intervento di Mathew Forstater - Rimini 20/10/2012



GUIDARE il paese fuori dalla catastrofe dell'Eurozona
RECUPERARE la sovranità monetaria e parlamentare
SALVARE nell'immediato le imprese
MANIFESTO di salvezza economica per l'Italia

I relatori:

Dott. WARREN MOSLER, Levy Inst. New York, USA
Prof. MATHEW FORSTATER Univ. Missouri Kansas City, USA
Prof. ALAIN PARGUEZ, Univ. di Besançon, Francia

e il giornalista PAOLO BARNARD