Il grande piano stava andando a meraviglia. Il concetto di guerra infinita della Grande Israele funzionava alla meraviglia e produceva risultati impressionanti. Opportunisticamente, con l’aggravamento della guerra con altra guerra, pezzo dopo pezzo le terre arabe sono state usurpate e si stava lentamente materializzando la mappa del nuovo Grande Israele. Non importa l’interminabile caos che circonda lo Stato d’Israele da sette anni a questa parte, e non importa l’imperterrita resistenza palestinese e le violente intifada scoppiate all’interno: il sogno Sionista della Grande Israele era ancora in piedi e progrediva inesorabile e incontrastato.
Ma i sogni, per loro natura insostenibile, sono facili da interrompere – e in un attimo possono trasformarsi in incubi. I sogni possono finire in un secondo.
Nessuno si aspettava che il sogno Sionista arrivasse ad una simile battuta d’arresto. Nessuno. Nessuno si aspettava che la Russia, letteralmente in un batter d’occhio, affermasse la sua presenza militare in oriente, trasformando il sogno Sionista in un autentico incubo geopolitico ed esistenziale. Ulteriori espansioni territoriali ora non sono neanche lontanamente possibili con la presenza militare russa. E l’esercito russo intende restarci, questo Israele lo sa bene. Nell’universo Sionista, è come se un enorme avversario dalle grosse zampe fosse apparso all’improvviso e avesse calpestato la mappa del Grande Israele come fosse un castello di sabbia.