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domenica 25 ottobre 2015

PERCHÉ VENIAMO SULLA TERRA?

La società intorno a noi ci dice: cerca il benessere, cerca la felicità. E ci pare la cosa più giusta ovviamente. Nessuno vuole la malattia e l’infelicità. Ma di quale benessere e di quale felicità si parla?

La cultura materialistica dei nostri tempi ci pone davanti una serie di “beni” da inseguire: la salute e la bellezza fisica, il posto di lavoro, il ruolo sociale, il successo, il denaro e tutto quello che è possibile comprare di fisico o di piacevole con il denaro.

Ma poi avviene sempre che nessuno di questi beni ci dà veramente la felicità o il benessere. Oppure ce li dà per un limitato periodo di tempo. Nessuno di questi beni viene raggiunto (se viene raggiunto…) in modo stabile e definitivo. E allora non si capisce perché dobbiamo faticare tanto, correre e darci da fare tutto il giorno per raggiungere risultati tutto sommato effimeri. E’ più la fatica che si fa per raggiungerli che il tempo di goderli…

La nuova cultura “olistica”, d’altra parte, ci invita meritoriamente a ricercare gli stessi “beni” in modo più consapevole. Avendo maggiore cura del proprio corpo e della propria psiche, evitando cibi ed esperienze che creano danni e ricercando alimenti e attività che diano benessere e quiete al corpo e all’anima.

domenica 13 gennaio 2013

ANCHE LA DESTRA USA ORA VUOLE SPEZZARE LE GRANDI BANCHE




Molto interessante,forse piu’ dell’articolo,il commento del lettore

Fabrizio Goria
Cambia il vento al Congresso Usa dove anche i repubblicani ora appoggiano in maniera crescente lo spezzatino delle grandi banche. E Obama, sicuro che non potrà ricandidarsi, ha più margini operativi per una effettiva riforma finanziaria. Si avvicina quindi la fine delle banche troppo grandi per fallire?

COMMENTO

Submitted by Trader Piero on 12 Gennaio 2013 - 13:52.
da alcuni anni vivo di trading (la mia azieda se ne andò in Svizzera x eludere il fisco)..
conosco ormai i mkt finanziari al di là di quello che la gente anche esperta crede di sapere...




giovedì 29 settembre 2011

DESIDERI


Se c’è qualcosa che sogni o desideri , il primo passo da fare per attirarla a te, è quello di concentrare emozioni e pensieri su di essa.
Concentrare le emozioni, vuol dire IMMAGINARCI ,già nel nostro sogno e sottolineare a noi stessi il brivido che ci percorre
Solo dopo  aver provato e avvertito sulla pelle il brivido dell’allineamento
tra ciò che siamo, ciò che sentiamo e che vogliamo, siamo a pronti a compiere azioni funzionali al nostro scopo, quindi al nostro sogno  e desiderio
Ma se non ci prendiamo prima il tempo necessario per “allinearci” sarà
necessaria molta più azione,correndo il rischio di non realizzare i nostri desideri
più profondi.
Con questo non vogliamo dire che SOLO pensando di avere una nuova casa ne otterremmo una nuova , né che solo pensando ad una nuova macchina la otterremmol
Certo è che se ci concentriamo sull’impossibilità che tutto ciò possa accadere,
bene questo accadrà
Non sarà possibile avere quella macchina, quella casa,o quella vita così soddisfacente,
Esatto, proprio nulla di quello che desideravi.
Accade esattamente il contrario di ciò che desideravi:
Se c’è qualcosa che desideri, e che al momento non hai, e  poni la tua attenzione sul fatto che NON  l’hai, tutto si disporrà intorno a te per per ripagare questa tua attenzione

A presto

domenica 28 agosto 2011

PASSA IL FAVORE


Prendiamoci una pausa

Pensa  a un modo per cambiare il mondo , 
e mettilo in pratica

Il regno della possibilità è tutto nel concetto di AIUTO
               
                QUESTO AIUTO POSSO DARTELO

giovedì 25 agosto 2011

I FALCHI IN VOLO


Mi è capitata fra le varie letture e la ripropongo e condivido volentieri con tutti Voi

Waly e il falco dalla coda rossa

C'era una volta un piccolo falco. Un falco diverso dagli altri, era tutto bianco e amava volare all'incontrario.
I suoi coetanei non lo prendevano in giro, ma lo guardavano con stupore e un po' impauriti per quella diversità così evidente.
Waly, così si chiamava, era amico del vento. Giocava con lui nello sfidarsi a volare controcorrente e a rimanere immobile mentre il vento soffiava a più non posso.
Un giorno un giovane falco dalla coda rossa si avvicinò a Waly e un po' intimidito e un po' fifone gli chiese: "ma come fai a volare così e come mai sei tutto bianco tu, ma ma sei sicuro di essere un falco?". Waly si guardò le ali e guardò il vento, si perché lui era capace di vedere il vento, rimase in silenzio per un po' e poi rispose: "tu sei un falco dalla coda rossa così ti hanno sempre detto, ti hanno insegnato a volare nel giusto verso, almeno così ti hanno dato la direzione".
Il falco dalla coda rossa allora capì e volò verso il suo nido.
Waly andò a giocare con il vento poi si posò su un ramo di faggio che si rifletteva in un piccolo laghetto...
Si specchiò le sue bianche penne e il lago gli sorrise. Non c'era nulla in quella natura che lo reputasse diverso e non c'era nulla che contestava il suo modo di volare.
Il giorno dopo mentre Waly riposava su una roccia si avvicinò il falco dalla coda rossa, si guardarono e senza chiedersi nulla cominciarono a volare, all'inizio ognuno verso la propria direzione poi si ritrovarono a volteggiare insieme in alto sopra le cime delle montagne. Erano felici perché entrambi avevano le ali ed erano falchi ma avevano ognuno la propria identitià. E non importava il modo di volare e cosa gli avrebbe insegnato il vento ma come insieme erano riusciti a volare sopra ogni cosa.

di Sabrina Bertocchi

Ciao a domani

sabato 23 luglio 2011


La nostra vita diventa una corsa senza meta,giriamo in tondo,come fossimo legati ad una corda
Descriviamo traiettorie circolari, senza più distinguere la partenza dall’arrivo.
Chi invece ha una vita lavorativa identificabile con i quadranti di destra,ha per così dire,delle abilità,diremo quasi genetiche.
Questo però deve indurci una riflessione,
perché tali abilità non vengono insegnate a scuola?
Perché la scuola ci indirizza verso il traguardo del posto fisso, e non invece verso quelle mete che ci darebbero la libertà finanziaria?
Il lavoro che va e viene, flessibile, precario, rischioso, frenetico, ogni giorno una scelta, ogni volta una scommessa.
Niente più Stato che ti coccola dalla culla alla tomba.
Niente certezze. Mobilità.
C’è un’intera generazione che ha fatto i conti con questa storia. Si sono adeguati. Si sono convinti che si può convivere con l’incertezza.
Qualcuno ha avuto paura, qualcun’altro ha pensato che questa vita in bilico è meno noiosa di quella dei padri.