Un Massone si svela e ci scrive perché e come ha deciso di lasciare la massoneria. Qui di seguito pubblichiamo la lettera che inviò ai suoi capi per comunicare loro che se ne sarebbe andato.
Venerabili Fratelli,
non voglio affrontare o dilungarmi su faccende personali che mi hanno
infastidito ma che non sono all’origine della mia decisione, e per cui
non ho risentimento alcuno nei vostri confronti, anche se ogni dinamica è
stata già espressa al Potentissimo Sovrano Gran Commendatore e Gran Maestro 33°.
Cinque anni fa ero in procinto di andarmene, in silenzio, non avendo io
le motivazioni per continuare la vita massonica ma, viste le vostre
esortazioni di un chiarimento, mi accingo a una breve disamina generale:
In tutti questi 23 anni e mezzo nella massoneria e nel rito scozzese non ho visto novità alcune, e frutti non ne ho raccolti. Vorrei ribadire che le motivazioni che hanno determinato questa mia scelta, non sono risentimenti contro l’operato di qualcuno che, per’altro, se abbia fatto mancanze, dovrà risponderne alla sua coscienza. Le motivazioni riguardano l’Obbedienza tutta, le modalità odierne in Massoneria, ed esprimo qui le mie idee senza nessuna convinzione che tali motivazioni, che mi hanno portato a questa irrevocabile decisione, siano da voi condivise.
In tutti questi anni ho vissuto, con paziente obbedienza e abnegazione,
superiore per’altro a quelle che normalmente, profanamente, umanamente
siano consone a un professionista del mio status sociale, questa
associazione di uomini chiamata massoneria, in cui esiste ad oggi un gran operare e parlare di passioni tutt’altro che propizie all’instaurazione di una tanto decantata fratellanza universale.
Passioni politiche, economiche, sessuali (in netta minoranza).
Ho avuto cariche di un certo spessore, ho partecipato ad adunanze,
tornate, in Italia e all’estero, ho versato migliaia di euro tra
capitazioni e libere donazioni ed oggi, da 30° grado, rifiuto ogni
ulteriore avanzamento di grado e di responsabilità.
E’ vero, cari fratelli, io non ci credo più. Credo che la massoneria come istituzione non possa essere riformata, perché ha preso oramai una piega mediocre e insana. Avrei voluto trovare l’eccellenza, ma ho trovato superficialità, arrivismo e “grembiulite acuta”. Avrei voluto trovare esoterismo e scienza ermetica, e invece trovai cripticismo e dogmatismo gerarchico indegni della più piccola setta evangelica. Avrei voluto trovare una comunità, e invece mi sono ritrovato in un’altra piramide, non già composta da illuminati ma, non ve ne vogliate, da parrucchieri e bidelli che per aver letto una decina di libri di storia della massoneria si atteggiano a maestri.
Avrei voluto dare tanto, ma mi sono stati chiesti soltanto denari, e qualche temino scolastico. Che il sistema abbia perduto la purezza originaria e si sia corrotto gravemente non lo asserisco soltanto io, ma anche chiunque dice che è necessario che si rispettino gli Statuti, e questo vuol dire che nel tempo sono stati spesso violati, e che si rispetti il dovere di tegolare opportunamente, e vuol dire che i lupi hanno fatto razzia. Le tegolature, che dovrebbero scegliere nel mondo profano chi è degno di appartenere alla rete degli eletti, sono false e non tengono conto d’altro se non delle amicizie politiche e familiari, con l’ansia di percepire un’altra capitazione in denaro per la loggia e per l’Ordine. Il mio giudizio non si abbatte sugli Iniziati della massoneria, se ve ne sono, o su quelli di altre organizzazioni iniziatiche, ma sul sistema burocratico e associazionistico massonico.
E’ vero, cari fratelli, io non ci credo più. Credo che la massoneria come istituzione non possa essere riformata, perché ha preso oramai una piega mediocre e insana. Avrei voluto trovare l’eccellenza, ma ho trovato superficialità, arrivismo e “grembiulite acuta”. Avrei voluto trovare esoterismo e scienza ermetica, e invece trovai cripticismo e dogmatismo gerarchico indegni della più piccola setta evangelica. Avrei voluto trovare una comunità, e invece mi sono ritrovato in un’altra piramide, non già composta da illuminati ma, non ve ne vogliate, da parrucchieri e bidelli che per aver letto una decina di libri di storia della massoneria si atteggiano a maestri.
Avrei voluto dare tanto, ma mi sono stati chiesti soltanto denari, e qualche temino scolastico. Che il sistema abbia perduto la purezza originaria e si sia corrotto gravemente non lo asserisco soltanto io, ma anche chiunque dice che è necessario che si rispettino gli Statuti, e questo vuol dire che nel tempo sono stati spesso violati, e che si rispetti il dovere di tegolare opportunamente, e vuol dire che i lupi hanno fatto razzia. Le tegolature, che dovrebbero scegliere nel mondo profano chi è degno di appartenere alla rete degli eletti, sono false e non tengono conto d’altro se non delle amicizie politiche e familiari, con l’ansia di percepire un’altra capitazione in denaro per la loggia e per l’Ordine. Il mio giudizio non si abbatte sugli Iniziati della massoneria, se ve ne sono, o su quelli di altre organizzazioni iniziatiche, ma sul sistema burocratico e associazionistico massonico.
Altro problema è quello delle singole filiali, delle logge. Alla
sovranità di ogni singola Loggia si è sostituito il concetto, mutuato
dal sistema del vaticano nei confronti del libero e autonomo
monachesimo, di “Obbedienza”; ed i Massoni, che universalmente si erano
riconosciuti per segni parole e toccamenti, impararono a riconoscersi
solo se fossero iscritti nel registro degli affiliati ad una Obbedienza
“riconosciuta” e fin quando fossero in regola con le capitazioni come
membri attivi e quotizzanti.
Bisognerebbe iniziare a rendere intanto gratuito l’accesso, e simbolica la capitazione,
evitando di affittare templi più o meno lussuosi. Bisogna anche
evitare, oggi come oggi, riti e ordinamenti che allontanano i giovani.
Si assiste talora allo scempio di una vera e propria opera di
reclutamento di individui che ritengono di sottoporsi ad un rituale
'obsoleto' e ad incontri vestiti con grembiulini e guanti pur di
inserirsi nella “famigerata massoneria“.
Le Logge indipendenti di cui auspico l’avvento non hanno la “sete di
visibilità” che riscontri ovunque nel web, non aspirano a certificati di
garanzia rilasciati da autorità massoniche estere.
Si dovrebbe auspicare a Logge che lavorino veramente Alla Gloria del
Grande Architetto dell’Universo, senza alcuna spesa, o appannaggio. Oggi
voi sapete che i vertici della massoneria percepiscono appannaggi di
200.000 e passa euro come rimborsi spesa, e che le Luci della loggia,
una volta divenute tali, tendono a riprendersi i soldi versati negli
anni precedenti di massoneria, attingendo a tutti quelli che, sino a
quel momento, sono entrati per breve tempo, poi hanno lasciato il lavoro
massonico e le capitazioni nel tesoro di loggia, che in genere ammonta a
un minimo di 10.000 euro.
Tutti questi soldi non potrebbero essere, se raccolti, spesi TUTTI per opere di bene? Ci lamentiamo spesso della Chiesa e dell’8X1000, ma noi non facciamo forse lo stesso, donando l’1 per cento di quello che entra in beneficenza, e tenendo il resto per le “spese di culto”? Almeno nella chiesa parrocchiale si entra gratis.
Tutti questi soldi non potrebbero essere, se raccolti, spesi TUTTI per opere di bene? Ci lamentiamo spesso della Chiesa e dell’8X1000, ma noi non facciamo forse lo stesso, donando l’1 per cento di quello che entra in beneficenza, e tenendo il resto per le “spese di culto”? Almeno nella chiesa parrocchiale si entra gratis.
bello , giusto e perfetto furono amanti della Massoneria fino
all’estremo Passaggio. No, fratelli, non è più tutto “giusto e perfetto”
in questa Massoneria dal mercimonio e delle vanità.
Vogliano tutti quelli che oggi sono interessati ad entrare in massoneria desistere, desistere, desistere.
Ci sono altre associazioni, altri circoli, altri modi.
Ho detto.
Articolo pubblicato sul sito Crimini e Cospirazioni
Link diretto:
http://criminiecospirazioni.wordpress.com/2013/02/24/ho-lasciato-la-massoneria/#more-28


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