14
marzo 2013 (MoviSol) – Aprendo la nuova legislatura del Congresso
Nazionale il 1 marzo, la Presidente dell’Argentina Cristina Fernandez de
Kirchner ha puntato il dito contro i leader mondiali che si piegano ai
fondi speculativi e che cercano di distruggere le nazioni, invece di
difendere il benessere delle loro popolazioni.
Cristina Fernandez ha parlato del default argentino nel 2001-2002 e
della conseguente ristrutturazione del debito sovrano, che ha costretto
i detentori di titoli di stato (in larga parte stranieri) ad accettare
una riduzione del valore nominale, gonfiato, di tali titoli, indicando
il disastro in Europa. “E’ probabile che molti altri paesi, prima o poi,
pur negando il disastro, ristrutturando e attuando salvataggi bancari,
saranno costretti a ristrutturare il proprio debito riducendo i
pagamenti ed i tempi di rimborso. Altrimenti come potranno pagare paesi
come Grecia, Spagna e ora l’Italia, che a quanto scopriamo ha il dramma
di non avere un governo?”
In questo contesto, ha aggiunto, le battaglie giudiziarie
dell’Argentina contro gli speculatori e i loro fondi pirata, che
continuano ad esigere il pieno pagamento, più gli interessi, sui titoli
che detengono, sono emblematici, non solo in termini economici e
finanziari, ma anche come un test politico. “La questione è se i
principali leader mondiali, i membri del G-20, i capi degli istituti di
credito ed i governi di varie nazioni del mondo lasceranno che una
manciata di predatori finanziari – che si contano sulle dita di una mano
– mandino in rovina il mondo intero, creino milioni di disoccupati,
persone disperate che si suicidano, che hanno perso il lavoro, non
possono andare a scuola, hanno perso la casa, o se daranno invece la
priorità alla loro società, alla loro nazione, alla loro storia ed al
loro patrimonio. Questo è in ballo oggi” ha dichiarato la Fernandez.
Riferendosi al calo della produzione industriale in Europa, e in
particolare in Italia, ha considerato che “viviamo in un mondo strano,
dove i leader che hanno più responsabilità, perché nei loro paesi si è
generata la crisi, non hanno una percezione di ciò che sta avvenendo”. E
si è chiesta: “Come è possibile che si voglia sacrificare intere
nazioni a dei piccoli gruppi” che esattamente come i fondi pirata che
predano in Argentina “cercano di imporre le proprie condizioni al mondo
intero?”
La Presidente argentina sottolinea che lo sviluppo scientifico e
tecnologico è alla base del suo governo così come lo era di quello del
suo scomparso marito, Nestor Kirchner, dichiarando che è sua ferma
intenzione ricostruire l’infrastruttura scientifica che è stata decimata
dalla giunta militare e dal regime del FMI dagli anni Settanta agli
anni Novanta, costringendo decine di migliaia di scienziati e studenti
universitari a lasciare il paese. Questo sarà al centro dell’attenzione
anche in futuro, ha notato, giacché il paese dipende da ciò.
Quello che infuria il FMI, ha aggiunto, è che “fondamentalmente
abbiamo avuto successo senza seguire la sua politica. Anzi, siamo andati
contro tutte le cose che ci hanno detto di fare, e andiamo benissimo.
Ecco perché vogliono punirci, non ci perdonano questo successo”.

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