sabato 16 marzo 2013

SCANDALO NEL WELFARE: TRUFFE FISCALI E SUSSIDI A OLTRE 30.000 MORTI. MONTI NON RISPONDE

Soldi a go go, anche ai morti. L'audit interno dell'Inps ha segnalato alla Procura di Roma una montagna di dichiarazioni fiscali fasulle o taroccate, smascherando un giro d'affari da diversi milioni di euro. L'inchiesta, apparsa il 15 marzo 2013 sulle colonne di Repubblica, fotografa le grandi difficoltà della pubblica amministrazione in ambito accertativo e coinvolge anche i CAF, lautamente sovvenzionati dallo Stato ma, a secondo le indagini, poco inclini a controlli specifici.

AFFARI E SOVVENZIONI I Centri di Assistenza Fiscale ogni anno compilano quasi il 95% delle dichiarazioni reddituali degli italiani, un gioco da 15 milioni di unità circa. Grazie ai servigi resi, l'Inps ha versato solo nel 2012 ben 162 milioni di euro nelle casse degli 83 Caf convenzionati, cifra quasi raddoppiata rispetto a soli 5 anni fa, quando il contributo si fermava a 86 milioni circa.
LA TRUFFA, FATTURE FALSE La Guardia di Finanza, puntando il mirino su Napoli con l'operazione Parafiscalia, ha svelato però scenari inquietanti. Ben 700 persone riuscivano a ottenere rimborsi per prestazioni mediche mai effettivamente sostenute, arrotondando lo stipendio in maniera illecita. Il meccanismo era molto semplice: venivano prodotte fatture false, intestate a due strutture sanitarie del napoletano assolutamente all'oscuro di tutto, 


e i documenti venivano portati in detrazione nella dichiarazione dei redditi. I modelli venivano poi trasmessi ai Caf, che nella maggior parte dei casi non richiedevano l'esibizione della documentazione di supporto. Secondo Repubblica,  la pioggia di detrazioni indebite sarebbe valsa quasi 2,7 milioni di euro.  
PRESENTAZIONI MULTIPLE Non solo Napoli. Anche a Roma sono finite sotto osservazione quasi 40.000 certificazioni Isee. Le modalità di truffa erano infinite: dichiarazioni sostitutive inoltrate più volte per lo stesso nucleo familiare, più Caf contattati sulla medesima pratica o modelli che spuntavano come funghi facendo riferimento a redditi diversi. La Guardia di Finanzia sospetta l'esistenza di un apparato ben consolidato, all'interno del quale contribuenti e lavoratori dei Caf condividano interessi e benefici.
I MORTI RESUSCITANO, BOOM AL SUD Incredibile poi il giro d'affari legato ai sussidi fantasma. L'Inps avrebbe erogato fino a tre milioni di euro a 30.000 persone decedute o improvvisamente resuscitate, sia in Italia che all'Estero. Le domande venivano presentate dai familiari anche più volte all'interno dell'esercizio e, cosa ancor più sorprendente, fino a 18 volte nello stesso giorno per il medesimo soggetto. Quantomeno inusuale. Quasi 6 domande su 10 arrivavano da Campania, Calabria e Sicilia. Il Mezzogiorno, secondo l'inchiesta, sarebbe il serbatoio principale delle richieste fasulle: tra i resuscitati molti registrano Catanzaro e Vibo Valentia alla casella 'luogo di nascita'.
AUTOCERTIFICAZIONE, FACILE SCAPPATOIA Il sistema fiscale italiano affida ai cittadini l'onere di quantificare la propria base imponibile, puntando sul principio di massima collaborazione. Appare evidente però come parte della popolazione utilizzi l'autocertificazione a proprio piacimento, danneggiando la restante porzione di cittadini che paga onestamente le tasse. Le poche imposte che funzionano in Italia sono quelle trattenute alla fonte, senza bisogno cioè di successiva identificazione in epoca distinta dalla transazione.
MONTI NON RISPONDE E il Governo Tecnico che fa? Non risponde. Repubblica  sottolinea come il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua, il primo giugno 2012, abbia scritto una lettera a Mario Monti e al ministro Elsa Fornero per rompere il sodalizio Inps-Caf e affidare la gestione agli istituti territoriali e ai Comuni. Il campanello d'allarme, però, è suonato nel deserto, visto che da Palazzo Chigi non è mai arrivata alcuna risposta. 

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