
Una questione cruciale nella diatriba sulle scie chimiche, che alcuni affermano essere innocue scie di condensazione e quindi comunissimo vapor d'acqua,
è rappresentata dalla pressante richiesta di eseguire un prelievo in
quota, direttamente sulla traiettoria di una scia, se si vuol dimostrare
qualcosa. Ovviamente questa non è una risoluzione definitiva e tanto
meno appare essere l'unica risoluzione, visto che già le analisi delle
acque piovane e della neve, nonché le analisi spettroscopiche (eseguite a
suo tempo dal C.N.R.), hanno chiarito che di tutto si tratta, fuorché
di innocenti cristalli di ghiaccio.
E'
evidente che chiunque di noi vorrebbe non solo compiere un prelievo in
quota, ma sarebbe anche felicissimo di riprendere da vicino un "aereo
chimico", visto che quelli che vediamo noi incrociano a quote molto
basse e quindi non sarebbe poi così difficile. Il problema è, però,
innazitutto organizzativo, ma quand'anche si superasse questo scoglio,
si dovrebbe sormontare l'ostacolo delle autorizzazioni. Già, perché
nelle zone di intervento dei tankers, il traffico civile viene interdetto e
questo si evince non solo dai dispacci dell'E.N.A.C., ma anche dai
tracciati radar, nei quali si osservano dei veri e propri "buchi" nelle
aree in cui sono in atto operazioni clandestine di aerosol. Ma niente
paura! Una televisione tedesca, in collaborazione con la rivista
pseudo-scientifica "Focus", edizione germanica ed il Centro Aerospaziale
Tedesco, ha risolto questi problemi, ha quindi noleggiato un "Dassault
Falcon (Mystere) 20E-5" e si è avventurata nella perigliosa missione di
prelievo in volo, concludendo che si tratta solo di aghetti di ghiaccio.
Magari un po' diversi dai soliti, ma pur sempre ghiaccio!
Risolto
il mistero? Certo che no, poiché si tratta di una clamorosa
mistificazione. Come? Sì, hanno finto di "annusare" una "scia di
condensa", ma in realtà hanno seguito la scia di un aereo che montava a
bordo due generatori di fumo del tutto simili a quelli impiegati dalla
F.A.A. nel 1975, per studiare i vortici alari ed i loro effetti su
eventuali velivoli in coda. Ma non solo! Dove sono le goccioline d'acqua
che dovrebbero essere ben visibili sullo schermo della telecamera di
bordo durante il volo nella scia? Ancora: come mai il Dassault impiegato
per questa ridicola pagliacciata non emette scie di condensa? Eppure in
quella zona d'atmosfera, stando a quanto dichiarato nel servizio,
sarebberto state presenti le condizioni fisiche per la loro formazione.
Invece niente, come si evince dalla foto. Avete delle perplessità su
quanto sin qui asserito?
E'
evidente che chiunque di noi vorrebbe non solo compiere un prelievo in
quota, ma sarebbe anche felicissimo di riprendere da vicino un "aereo
chimico", visto che quelli che vediamo noi incrociano a quote molto
basse e quindi non sarebbe poi così difficile. Il problema è, però,
innazitutto organizzativo, ma quand'anche si superasse questo scoglio,
si dovrebbe sormontare l'ostacolo delle autorizzazioni. Già, perché
nelle zone di intervento dei tankers, il traffico civile viene interdetto e
questo si evince non solo dai dispacci dell'E.N.A.C., ma anche dai
tracciati radar, nei quali si osservano dei veri e propri "buchi" nelle
aree in cui sono in atto operazioni clandestine di aerosol. Ma niente
paura! Una televisione tedesca, in collaborazione con la rivista
pseudo-scientifica "Focus", edizione germanica ed il Centro Aerospaziale
Tedesco, ha risolto questi problemi, ha quindi noleggiato un "Dassault
Falcon (Mystere) 20E-5" e si è avventurata nella perigliosa missione di
prelievo in volo, concludendo che si tratta solo di aghetti di ghiaccio.
Magari un po' diversi dai soliti, ma pur sempre ghiaccio!
Risolto
il mistero? Certo che no, poiché si tratta di una clamorosa
mistificazione. Come? Sì, hanno finto di "annusare" una "scia di
condensa", ma in realtà hanno seguito la scia di un aereo che montava a
bordo due generatori di fumo del tutto simili a quelli impiegati dalla
F.A.A. nel 1975, per studiare i vortici alari ed i loro effetti su
eventuali velivoli in coda. Ma non solo! Dove sono le goccioline d'acqua
che dovrebbero essere ben visibili sullo schermo della telecamera di
bordo durante il volo nella scia? Ancora: come mai il Dassault impiegato
per questa ridicola pagliacciata non emette scie di condensa? Eppure in
quella zona d'atmosfera, stando a quanto dichiarato nel servizio,
sarebberto state presenti le condizioni fisiche per la loro formazione.
Invece niente, come si evince dalla foto. Avete delle perplessità su
quanto sin qui asserito?
http://www.tankerenemy.com/2011/06/il-falso-prelievo-in-quota.html
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