Chi non conosce la storia, non conosce l'attualità. Ecco
perché non vogliono che la impariamo, e ce ne rifilano versioni posticce a
scuola e in tv. Per chi è interessato a capire quali poteri hanno veramente
diretto il mondo negli ultimi secoli, ho tradotto e riassunto il capitolo sulla
rivoluzione francese di "Pedine nel gioco", scritto dal comandante
canadese William Guy Carr nel 1958.

"Agenti degli Illuminati di Baviera entrarono in
contatto con il marchese di Mirabeau, quale persona più adatta per servire i
loro scopi in Francia. Questi era molto influente nei circoli di corte, e amico
stretto del duca d'Orleans, che gli Illuminati avevano scelto come uomo di
facciata per guidare la rivoluzione. Soprattutto, il marchese di Mirabeau non
aveva morale, e i suoi eccessi lo avevano condotto pesantemente in debito.
Fu semplice per i banchieri far contattare Mirabeau, il
famoso oratore francese, dai loro agenti. Fingendosi amici e ammiratori si
offrirono di aiutarlo a uscire dalle difficoltà finanziarie. In realtà, lo
incoraggiarono a sprofondare nel vizio e nello sperpero fino a renderlo
completamente dipendente dalle loro richieste. Durante un incontro, Mirabeau fu
presentato a Moses Mendelssohn, uno dei grandi finanzieri ebrei. Al momento
opportuno, Mendelssohn presentò a Mirabeau una donna, famosa per bellezza e
fascino, ma priva di scrupoli morali.
La bella ebrea era sposata con un tale Herz, ma, per un uomo
come Mirabeau, il fatto che fosse sposata la rendeva solo più desiderabile. Non
ci volle molto prima che questa spendesse più tempo con Mirabeau di quanto ne
spendesse con suo marito. Pesantemente
indebitato con Mendelssohn, tenuto in pugno dalla signora Herz, Mirabeau era
completamente incastrato. Aveva abboccato perfettamente. La mossa seguente fu
di iniziarlo all'illuminismo. Fu fatto giurare segretezza e ubbidienza
illimitata, a costo della vita. Fu poi condotto in situazioni compromettenti,
che misteriosamente divennero pubbliche. Questo metodo di distruggere
l'immagine divenne noto come la pratica de L'infamie. A causa degli scandali,
Mirabeau fu allontanato da molti del suo rango. Il suo risentimento produsse in
lui il desiderio di rivalsa e fu così che abbracciò la causa rivoluzionaria.
Il compito di Mirabeau fu di convincere il duca d'Orleans a
guidare il movimento rivoluzionario. Doveva fargli intendere che, una volta
fatto abdicare il re, egli avrebbe governato la Francia. Gli Illuminati
prestarono molta attenzione affinché né Mirabeau né il duca d'Orleans venissero
a sapere che il piano prevedeva invece l'assassinio del re, della regina, e di migliaia
di nobili. Fecero credere loro che lo scopo della rivoluzione fosse di liberare
la politica e la religione dalla superstizione e dal dispotismo.
Il duca d'Orleans era stato scelto come leader apparente
della rivoluzione anche perché era il gran maestro della massoneria francese.
Mirabeau presentò il duca e il suo amico Talleyrand all'illuminato Weishaupt,
il quale li iniziò ai segreti della massoneria del Grande Oriente. Alla fine
del 1773, Filippo, duca d'Orleans, aveva introdotto il rituale del Grande
Oriente nella massoneria francese. Nel 1788 c'erano già in Francia più di 2000
logge affiliate con il Grande Oriente, e più di 100.000 adepti. Gli Illuminati
ebrei organizzarono quindi dei comitati rivoluzionari segreti all'interno delle
logge. In questo modo i direttori rivoluzionari sommersi erano pronti in tutta
la Francia.
Una volta fattagli amalgamare la massoneria nazionale (detta
anche blu) con i riti del Grande Oriente, Mirabeau condusse il duca d'Orleans
lungo lo stesso percorso che lo aveva ridotto all'esclusione sociale. In
esattamente 4 anni, il duca divenne così indebitato che fu convinto a
esercitare ogni sorta di traffico illegale per recuperare le perdite. Ma, per
qualche strana ragione, le sue imprese sembravano andare sempre storte, ed egli
perdeva sempre più denaro.
Nel 1780 il suo debito era di 800.000 livres. Come con
Mirabeau, i banchieri gli offrirono consulenza finanziaria. Con molta
delicatezza, lo manovrarono affinché egli garantisse i loro prestiti con il suo
palazzo, le sue tenute, la sua casa, e il suo palazzo reale. Il duca d'Orleans
firmò un contratto in cui autorizzava i finanziatori ebrei a gestire le sue
proprietà cosicché gli assicurassero entrate sufficienti a pagare i debiti e
fornirgli un reddito adeguato. Il duca non era mai stato molto brillante in
materie finanziarie. Il contratto gli sembrava un affare.
Il potere segreto che dirigeva la rivoluzione francese
appuntò Choderlos de Laclos a gestire il palazzo reale e le tenute del duca. Si
ritiene che de Laclos fosse un ebreo di origine spagnola, autore de "Les
Liaisons Dangereuses" e altri lavori pornografici. Egli difendeva
pubblicamente la sua estrema immoralità dicendo che il suo interesse per la
politica dell'amore in tutti i suoi aspetti derivava dal suo amore per la
politica.
Di fatto, Choderlos de Laclos trasformò il palazzo reale
nella più grande e famigerata casa di malaffare il mondo avesse mai conosciuto.
Vi tenne ogni tipo di laido intrattenimento, spettacoli spudorati, gallerie di
pittura oscena, biblioteche pornografiche, ed esibizioni pubbliche delle più
bestiali forme di depravazione sessuale. Il palazzo reale divenne il centro in
cui i dettagli della campagna per la distruzione sistematica della fede
religiosa e della pubblica morale vennero concepiti ed eseguiti. Questo fu
fatto secondo la teoria cabalistica secondo cui il migliore rivoluzionario è la
gioventù senza morale.
Associato con de Laclos era un ebreo di Palermo di nome
Cagliostro, alias Giuseppe Balsamo. Questi convertì una delle proprietà del
duca in una stamperia, da dove propagava volantini rivoluzionari. Balsamo
organizzò uno staff di propagandisti. Oltre alla letteratura, questi
organizzavano concerti, opere teatrali, dibattiti pensati per assecondare gli
istinti più bassi e portare avanti la causa della rivoluzione. Balsamo
organizzò anche le spie che permettevano di applicare la strategia de l'infamie
per la sistematica distruzione dell'immagine.
Uomini e donne, accattivati nella rete da de Laclos e
Balsamo, potevano essere ricattati e fatti ubbidire. Fu così che le tenute del
duca d'Orleans furono trasformate nel centro della politica rivoluzionaria,
mentre, sotto la copertura di sale di lettura, teatri, gallerie d'arte e club
di atletica, le sale da gioco, i bordelli e le osterie facevano affari d'oro.
In questo underground rivoluzionario, i potenziali leader furono individuati.
Le tenute del duca erano diventate le fabbriche dove il potere segreto stava
creando i pezzi che intendeva usare nel suo gioco internazionale di scacchi.
Ma, per il pubblico, questo posto famigerato era proprietà del duca d'Orleans,
il cugino del re. Solo una manciata di uomini e donne sapeva che era
controllato dai banchieri che lo stavano usando per i loro scopi rivoluzionari.
Nel 1784, il corriere che stava portando i dettagliati piani
sovversivi di Weishaupt da Francoforte a Parigi fu colpito da un fulmine mentre
attraversava Ratisbona, e i documenti furono ritrovati dalla polizia, che li
consegnò al governo bavarese. Il governo ordinò la perquisizione delle sedi
degli Illuminati, e vi vennero trovate ulteriori prove delle vaste
ramificazioni del movimento di rivoluzione mondiale. I governi di Francia,
Inghilterra, Polonia, Germania, Austria, e Russia vennero informati del
complotto rivoluzionario internazionale, ma, come poi accadde più e più volte,
non agirono.
Nel 1785 la sorella di Maria Antonietta scrisse a questa
ripetutamente, avvertendola del complotto rivoluzionario, della connessione con
i banchieri internazionali, del ruolo che la massoneria avrebbe giocato. Maria
Antonietta non riuscì a crederci. Le rispose con lunghe lettere, in cui si
legge: "Credo che, per quanto riguarda la Francia, tu ti preoccupi troppo
della massoneria. Qui è lungi dall'avere l'importanza che potrebbe avere
altrove in Europa."
Quanto si sbagliasse fu dimostrato dalla storia. Poiché
rifiutò ripetutamente di dare ascolto ai moniti della sorella, lei e suo marito
morirono sotto la ghigliottina.
La maggior parte degli studenti crede che Maria Antonietta
intrattenesse molte avventure con gli amici di suo marito, e si lasciasse
andare in spericolate stravaganze. Questa immagine è il frutto della propaganda
di Balsamo. Tramite la tecnica de l'infamie questi istigò il popolo a
pretendere che fosse giustiziata. Ma gli storici hanno dimostrato che quella
versione del comportamento di Maria Antonietta è un mucchio di menzogne. La
forza d'animo con cui sopportò le sofferenze che le vennero inflitte, la
dignità con cui affrontò il suo destino, la rassegnazione e il coraggio con cui
offrì la sua vita, non si conciliano con le caratteristiche di una donna
frivola e immorale.
Per diffamare Maria Antonietta, Weishaupt e Mendelssohn
escogitarono la storia della collana di diamanti. In quel periodo, le risorse
finanziarie della Francia erano ridotte ai minimi termini, e il governo stava
pregando i banchieri internazionali affinché concedessero ulteriori prestiti.
Un agente segreto dei cospiratori ordinò una favolosa collana di diamanti ai
gioiellieri di corte. L'ordine, il cui valore si stima fosse 250.000 livres, fu
fatto in nome della regina. Quando i gioiellieri consegnarono la collana alla
regina, questa rifiutò e spiegò di non saperne nulla. Ma la notizia della
favolosa collana trapelò proprio come i cospiratori avevano inteso. Balsamo
mise all'opera la sua macchina di propaganda. Maria Antonietta fu inondata di
critiche, la sua reputazione distrutta. Mentre, come sempre, nessuno poteva
alzare un dito sulle persone che avevano organizzato l'infamia. Dopodiché,
Balsamo tirò fuori il suo capolavoro. La sua stamperia diffuse migliaia e
migliaia di volantini secondo cui la collana era il regalo di un amante segreto
della regina, come apprezzamento per i suoi favori.
Ma gli artefici de l'infamie
escogitarono piani ancora più diabolici. Scrissero una lettera al
cardinale de Rohan, con falsa firma della regina. Nella lettera veniva chiesto
che il cardinale la incontrasse al palazzo reale a mezzanotte per discutere la
faccenda della collana. Una prostituta del palazzo reale fu fatta travestire da
regina e incontrare il cardinale. L'incidente fu propagandato nei giornali e
volantini, e vennero fatti circolare i pettegolezzi più idioti riguardo due
delle più alte cariche di Stato e Chiesa.
Una volta che la collana di diamanti era servita allo scopo,
fu portata in Inghilterra e smontata. Si ritiene che la maggior parte dei
preziosi diamanti di cui era composta furono tenuti da un ebreo di nome
Eliason.
Ulteriori connessioni dei banchieri ebrei inglesi con il
complotto che scatenò la rivoluzione francese furono scoperte da Lady
Queensborough, autrice di "Teocrazia occulta". Mentre svolgeva delle
ricerche, questa lesse una copia de "L'anti-semitismo" scritta da un
ebreo di nome Bernard Lazare e pubblicata nel 1849. Secondo le informazioni
ottenute da questo libro, Lady Queensborough sostiene che Benjamin Goldsmid,
suo fratello Abraham, il loro partner Moses Mecatta, e suo nipote Sir Moses
Montifiore, finanzieri ebrei in Inghilterra, erano affiliati con i loro
consanguinei in Europa nel complotto per scatenare rivoluzione francese. Ulteriori prove furono trovate per collegare
Daniel Itsig di Berlino, suo genero David Friedlander, e Herz Gergbeer di
Alsazia con i Rothschild e il complotto. Sono così rivelati gli uomini che in
quel tempo costituivano il potere segreto dietro il movimento rivoluzionario mondiale.
Capire i metodi usati da questi uomini per portare il
governo francese in difficoltà finanziarie è importante, perché è lo stesso
standard che poi seguirono in America, Russia, Spagna, e nei successivi paesi.
Sir Walter Scott, nel secondo volume de "La vita di
Napoleone", dà un chiaro resoconto delle mosse iniziali. Egli riassume la
situazione con queste parole: "Questi finanzieri usarono il governo
francese nello stesso modo in cui gli spendaccioni falliti sono trattati dagli
usurai, che, mentre con una mano finanziano lo sperpero, con l'altra estorcono
i compensi più irragionevoli. Tramite una lunga serie di questi prestiti
rovinosi, e i vari diritti stabiliti per garantirli, le finanze della Francia
furono ridotte alla confusione totale."
Dopo che il governo francese fu fatto enormemente indebitare
per combattere guerre che avrebbero favorito le ambizioni segrete dei
cospiratori internazionali, questi poi molto gentilmente offrirono il denaro, a
condizione di poter dettare i termini dei prestiti. In apparenza questi termini
erano molto accomodanti. In realtà un tarlo era stato introdotto nel legno,
nella persona di un certo M. Necker. Questi fu nominato primo ministro degli
affari finanziari al consiglio del re di Francia. I finanzieri ebrei promisero
che questo mago finanziario avrebbe tirato fuori la Francia dai guai in men che
non si dica. In pratica quello che ottenne nei successivi 4 anni fu di
invischiare il governo con i finanzieri ebrei al punto che il debito nazionale
raggiunse le 170.000.000 livres.
Il capitano A.H.M. Ramsay, in "La guerra senza
nome" riassume la situazione così: "La rivoluzione è un colpo
sferrato a un paralitico. Quando la morsa del debito è ben salda, presto segue
il controllo di ogni forma di pubblicità e di attività politica, insieme al
controllo degli industriali (sia gli imprenditori che i lavoratori). Lo stage è
quindi pronto per il colpo rivoluzionario. La corruzione morale facilita il
processo."
Mentre Balsamo infamava i più alti rappresentanti di Chiesa
e Stato con la sua propaganda, agenti degli Illuminati organizzavano gli uomini
da usare come leader nel regno del terrore che era stato programmato insieme
alla rivoluzione. Tra questi leader spiccavano Robespierre, Danton, e Marat. I
dettagli del piano sanguinario furono decisi tra le mura di un convento
giacobino. Furono compilate le liste dei reazionari da liquidare. Fu spiegato
che, mentre i criminali e i pazzi sarebbero stati liberati per terrorizzare la
popolazione con omicidi di massa e stupri pubblici, i sovversivi, diretti da
Manuel, procuratore del Comune, avrebbero sistemato tutte le figure politiche
importanti, i capi del clero, e gli ufficiali militari fedeli al re. Gli uomini
che sarebbero dovuti emergere dall'underground ebraico furono organizzati in club
giacobini. Sotto la direzione dei loro leaders, questi compirono le atrocità di
massa utili ai loro padroni occulti.
I giacobini presero il potere. Usarono il duca d'Orleans
fintanto che questi era necessario per votare la morte di suo cugino, il re. Il
duca credeva che egli stesso sarebbe stato incoronato re costituzionale, ma i
giacobini avevano istruzioni diverse. Dopo che il duca fu fatto votare la morte
del re, addossandosene quindi la colpa, i poteri occulti dietro la rivoluzione
puntarono tutta la forza della propaganda a l'infamie contro di lui. In un
attimo, anch'egli fu sulla strada della ghigliottina, deriso e infamato da
tutte le classi.
Quando Mirabeau si rese conto di quale terribile strumento
di vendetta aveva aiutato a mettere in moto, se ne pentì. Sebbene si fosse
comportato da dissoluto, non sopportava la vista delle scioccanti atrocità che
i giacobini stavano sistematicamente perpetrando su tutti quelli contro cui i
loro padroni segreti puntavano il dito. Mirabeau di fatto era contrario acché
venisse fatta alcuna violenza al re. La sua intenzione era di ridurre Luigi XVI
a un monarca limitato, e di farsi nominare suo consigliere principale. Quando
capì che i suoi padroni erano decisi invece ad ucciderlo, cercò di aiutarlo a
scappare da Parigi e di metterlo sotto la protezione dei generali a lui fedeli.
Il piano però fu fatto trapelare ai giacobini, e anche Mirabeau fu liquidato.
Nel suo caso, la pubblica esecuzione non fu possibile perché mancava il tempo
per costruire un'accusa nei suoi confronti, perciò fu semplicemente avvelenato.
La sua morte fu fatta sembrare un suicidio.
Danton e Robespierre furono strumenti degli Illuminati per
instaurare il regno del terrore, ottenere vendetta sui loro nemici, ed
eliminare i personaggi che essi consideravano ostacoli. Tuttavia, una volta
serviti allo scopo, anche i due rivoluzionari furono fatti arrestare e accusati
delle atrocità perpetrate.
Nel suo "Vita di Robespierre", G. Renier scrive:
"Il 28 giugno 1794 Robespierre fece un lungo discorso di fronte alla
Convenzione, una filippica contro gli ultra-terroristi, nella quale egli mosse
accuse vaghe e generali." Robespierre avrebbe detto: "Non oso dire il
loro nome in questa sede. Non posso strappare il velo che nasconde questo
profondo mistero di iniquità. Ma posso sicuramente affermare che tra gli autori
di questo complotto vi sono gli agenti di quel sistema di corruzione e
sperpero, che sono i mezzi più potenti inventati dagli stranieri per
distruggere la repubblica: intendo dire gli apostoli dell'ateismo, e
dell'immoralità che è alla sua base." Renier aggiunge: "Se
Robespierre non avesse fatto quel discorso, probabilmente sarebbe rimasto al
potere."
Ma Robespierre aveva detto troppo. Fu deliberatamente
colpito alla mascella per impedirgli di parlare, e il giorno seguente fu
trascinato alla ghigliottina. Gli Illuminati così eliminarono un massone che
ormai aveva capito troppo."
Studiata la storia, si capisce che la strategia dei
banchieri è sempre la stessa: sfruttare quella parte dei politici che è
-avida
-corruttibile
-ingenua
e quella parte del popolo che è
-credulona
-pettegola
-invidiosa
-emotiva
Quando i banchieri vogliono creare il caos per avanzare i
loro interessi, manovrano i politici corrotti e prendono posizioni strategiche.
Contemporaneamente instillano nel popolo l'idea che i loro governanti siano i
peggiori possibili, fomentando l'odio e il desiderio di vendetta. Per farlo,
usano i media e i grandi predicatori rivoluzionari (Robespierre, Marx, Di
Pietro, Grillo) che sono ingenui o venduti, generalmente entrambe le cose.
Una volta che la furia del popolo ha spodestato i
governanti, i banchieri li sostituiscono con uomini a loro più succubi, e
scaricano i rivoluzionari. Esempio abbastanza recente, tangentopoli e
l'eliminazione di statisti come Andreotti, certo non santi ma abbastanza
benevoli da fare gli interessi dell'Italia, sostituiti con politici asserviti
agli atlantici, usando come grimaldello l'illuso Di Pietro, poi scaricato.
Esempio attuale, la campagna a l'infamie contro Berlusconi e la classe politica
in genere, usando personaggi come Travaglio e Grillo, che poi saranno
certamente scaricati.
Davvero, la strategia dei banchieri internazionali non si è
spostata di un centimetro.
Ai tempi della rivoluzione francese, il popolo veniva
ubriacato con parole che suonavano bene ma di sostanza ne avevano assai poca:
libertà, uguaglianza, fratellanza.
Oggi, viene ubriacato con parole che suonano bene ma di
sostanza ne hanno assai poca: democrazia, non-discriminazione, tolleranza, ecc.
Come allora convinsero il popolo che, una volta eliminato il
re, avrebbe ottenuto il paradiso in terra, mentre la condizione del popolo in
realtà peggiorò, oggi ci vogliono convincere che:
-dobbiamo eliminare gli stati, e avremo la pace mondiale;
-dobbiamo eliminare le differenze tra uomini e donne, e
avremo la pace tra i sessi;
-dobbiamo eliminare le differenze tra le razze, e avremo la
pace e l'amore fraterno;
-dobbiamo eliminare le differenze tra le religioni, e avremo
la comprensione tra gli uomini;
-una marea di altre balle che possono sembrare vere solo
agli idioti.
Mentre ovviamente NON ci dicono:
-dovete eliminare noi, i banchieri parassiti e spietati, noi
che vi tassiamo, vi imbrogliamo, vi indebitiamo con la nostra moneta, vi
riempiamo di balle tramite i nostri media, vi conduciamo in guerra, castriamo
voi uomini e roviniamo voi donne e vi vogliamo ridurre tutti a schiavi
multirazziali senza potere, famiglia, patria, onore e speranza.
No, non ce lo diranno mai.
O ci svegliamo noi, o è finita.
Mandragola
http://perchiunquehacompreso.blogspot.it/
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