venerdì 10 maggio 2013

LA BOLDRINI E IL WEB: COME MAI SE LA COMPAGNA CHIEDE LA CENSURA VA TUTTO BENE?

Laura Boldrini, la compagna, ci ha mostrato come, improvvisamente, una grana personale diventi urgenza sociale. Stiamo parlando della proposta di censura del web da parte della Presidente della Camera dei deputati.Non importa, però, che lo stesso tema abbia colpito più volte altri esponenti politici nel recente passato e nel presente (vedi gruppi Facebook inneggianti all’ uccisione di Berlusconi, ndr), 


boldrini 








la cosa importante, traducendo il Boldrini pensiero, è che la sua pellaccia sia salva. Ma, come avevo già ricordato in un articolo su Napolitano, ribadisco alla Presidente che non si può agire per tutelare se stessi scavalcando la Costituzione, anche se la vecchia dottrina di falce e martello, ha loro insegnato questo.
Non si deve in alcun modo accettare che la Boldrini giustifichi la sua proposta antidemocratica, con la scusa che, citando solo altri 2 episodi, siano coinvolte altre 2 donne-ministro. Certo, a loro e alla terza carica dello stato va tutto il nostro sostegno e la condanna di tali insulti, ma da qui a voler imbavagliare il diritto di alla libertà di espressione (articolo 21 della Costituzione) temendo che 



“sulla rete si costruiscano campagne d’odio e di violenza” (fonte : Boldrini, Repubblica) solo perchè gli stessi politici si sottraggono al confronto e all’ascolto del popolo che li ha scelti, questo risulta inaccettabile e mette a rischio una stabilità democratica che negli ultimi anni con fatica, si cerca di ricostruire.
Il fatto ancora più sconvolgente però, è che contro la famosa “legge bavaglio” dell’allora deputato Mastella, sciami di proteste, lettere, blog in sciopero, occupazione delle piazze, ecc. per difendere la propria libertà di espressione. Oggi, a parte qualche testata giornalistica e qualche migliaio di utenti dei social network, non una mosca è volata per condannare le parole della Boldrini. Ecco un chiaro esempio, allora, di protesta ideologica : coloro che scioperavano e contestavano la legge bavaglio, ci credevano davvero ( e dunque dove sono finite ora le loro proteste) oppure protestavano contro altro, magari contro l’avversario politico, usando quello’argomento come pretesto…?
di Mattia Murnigotti 

http://www.ilfazioso.com/

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