Il prossimo mese mi attende il pagamento della prima rata dell'IMU.
L'anno scorso consistette nell'amputazione di mezzo stipendio, 550 euro.
Quest'anno non so, spero non sia di più.

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Per gli incauti che facessero la domanda fatale: "Ma come fai a pagare così tanto; che hai un CASTELLLOO??", che di solito mi provoca una fastidiosa identificazione con Hannibal Lecter, fave e chianti inclusi, in questi due post ho
già spiegato il perché mi ritrovo a pagare tanto nonostante abbia un
reddito da normale impiegata da 1100 euro (netti) al mese e stia in
affitto.
Immaginate la mia contentezza nel sentire in questi giorni che, invece,
coloro che ad esempio guadagnano 5000 euro al mese e vivono in una prima
casa, magari lussuosa, avranno probabilmente la sospensione della rata
fino a settembre.
Nelle mie condizioni vi sono anche quelle persone che, avendo una casa
di proprietà, si sono momentaneamente trasferiti altrove per lavoro,
pagano un affitto nel luogo di domicilio e vengono salassati da un'IMU
che viene applicata sulla "seconda casa" di loro proprietà al paese.
Per non parlare delle attività commerciali che, in pieno crollo della
domanda, dovranno pagare cifre da boom economico, addirittura aumentate e
perfino nelle aree terremotate.
Come ha spiegato il nostro eroe Luttwak, nei paesi civili le tasse sugli immobili servono per le spese di gestione dei servizi locali.
Si pagano al comune affinché il comune provveda allo smaltimento dei
rifiuti, alla manutenzione stradale, ecc. Non servono per fare cassa per
la fiscalità generale e nemmeno per tappare i buchi fatti al casinò dei derivati dalle banche di partito.
Quei miei 500 euro ( e 1500 complessivi annui) sarei molto più contenta
di tirarli fuori se sapessi che serviranno unicamente a tenere pulito il
letto del fiume vicino a casa mia e a mettere a posto le buche per
strada fatte dal ghiaccio di quest'inverno.
Invece servono probabilmente a continuare a pagare il pizzo all'Europa,
la domina sadica che ci vuole sempre più sottomessi, e ad oliare le
macchinette della finanza creativa.
Non ho sentito un singolo politico, a parte di nuovo l'amerikano Luttwak, affrontare il vero problema che rappresenta l'IMU: l'iniquità da assenza di progressività.
Qualcosa che, sempre nei famosi paesi civili, farebbe tirare in ballo
l'incostituzionalità. Se la tassazione fosse rapportata al reddito io
pagherei forse al massimo 200-250 euro e non starei tanto a menarla.
Invece, siccome l'importo della gabella si basa su un coefficiente
unico per tutti e svincolato dal reddito, chi più guadagna meno paga.
Non si tiene nemmeno conto delle situazioni particolari e nemmeno del
blocco del mercato immobiliare che impedisce di disfarsi, volendolo, di
un bene che ormai genera solo costi e nessun ricavo.
L'iniquità della tassa emerge con ancor maggior vigore con l'operazione
di puro marketing elettorale del fottuto dominante di Arcore, avallata
supinamente dai fottuti sottomessi del PD, della richiesta di abolizione
e addirittura rimborso per l'IMU sulla prima casa. Sia che si tratti di
una bicocca pericolante o di Villa San Martino. Una parvenza di
egualitarismo che nasconde la solita manovra salvaricchi.
Ma non temete. Anche se vi sospenderanno la rata sulla prima casa,
perché Silvio è tantobbono e Letta è un ragazzo così ammodino e devoto,
sono sicura che l'uccello di fuoco uscito dalla porta vi rientrerà dalla
finestra. Magari sotto forma di nuova tassa. Dicono che si chiamerà
ICS. Come il pareggio. Il pareggio di bilancio voluto dalla padrona.
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