Salvatore Giuliano aveva dichiarato di essersi messo a disposizione degli Stati Uniti per contrastare i comunismo.
Il documento è allegato al Rapporto giudiziario con il quale i marescialli dell’Arma dei Carabinieri, Lo Bianco, Calandra e Santucci denunciarono il 4 settembre 1947 Giuliano e la sua banda, quali esecutori materiali della strage di Portella della Ginestra.




Il documento è allegato al Rapporto giudiziario con il quale i marescialli dell’Arma dei Carabinieri, Lo Bianco, Calandra e Santucci denunciarono il 4 settembre 1947 Giuliano e la sua banda, quali esecutori materiali della strage di Portella della Ginestra.

Questo Rapporto, in realtà, ebbe la supervisione dell’ispettore di P.s. Ettore Messana,
che pur avendo abbandonato il suo incarico dopo i fatti del 1°maggio
1947, grazie alla denuncia politica espressa dal dirigente comunista
Girolamo Li Causi, tuttavia rimase nei fatti al suo posto gestendo la
fase terminale della sua carriera con la cura scrupolosa di quell’atto
di denuncia all’autorità giudiziaria.
Si tratta del primo atto di depistaggio costruito a tavolino da un organo dello Stato,
nel quale il fenomeno del banditismo è rigidamente chiuso dentro i suoi
confini territoriali, ma nel quale, però, gli stessi Carabinieri non
poterono fare a meno di riferire quanto era sotto gli occhi di tutti. Che, cioè, la
manovra eversiva partita il 1°maggio era proseguita il successivo 22
giugno con gli assalti alle Camere del Lavoro e alle sedi del Pci e dei
socialisti in ben sette comuni della provincia di Palermo, con altri morti e decine di feriti.
L’obiettivo,
aveva detto il bandito Pasquale ‘Pino’ Sciortino era quello di
provocare la reazione (e poi la repressione) in tutte le altre provincie
siciliane.
Su Ettore Messana occorre, in
ultimo dire, che era stato questore a Lubiana, aveva organizzato le
retate contro i partigiani della Slovenia, deportandoli nei campi di
internamento italiani, tra il 1941 e il 1942; che era ricercato dalle
Nazioni unite per crimini di guerra e che era stato promosso a guidare
la pubblica sicurezza in tutta la Sicilia, anziché essere mandato sotto
processo, da parte del governo De Gasperi, nel 1945.
Il documento riportato in pdf è copia digitalizzata di un originale costituente la velina di un allegato pervenuto all' "Archivio Casarrubea" . Il bandito aveva indirizzato la sua lettera al Giornale di Sicilia.
(fonte e autore Giuseppe Casarrubea Blog)



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