giovedì 11 luglio 2013

"BASTA SPOT SEXY DI BELLE DONNE". MOZIONE DEL PD CONTRO BELEN & CO.

Quattro senatrici del Partito Democratico, hanno presentato un disegno di legge intitolato "Misure in materia di contrasto alla discriminazione della donna nelle pubblicità e nei media", che vieta la presenza del corpo femminile in atteggiamenti sexy negli spot pubblicitari. Arresto e 5 milioni di multa per chi sgarra


"Basta spot sexy di belle donne". Mozione del Pd contro Belen & Co. (FOTO)



Mozione del Partito Democratico contro l'uso del corpo femminile negli spot pubblicitari. Quattro senatrici del Pd, Manuela Granaiola, Daniela Valentini, Valeria Fedeli e Silvana Amati, hanno infatti presentato un disegno di legge intitolato "Misure in materia di contrasto alla discriminazione della donna nelle pubblicità e nei media", con l'obiettivo di vietare l’utilizzo del corpo della donna nella pubblicità televisiva o stampata, pena pesanti sanzioni, fino a 5 milioni di euro e addirittura l'arresto.



In poche parole potremmo dire addio a Belen in intimo che sorride ammiccante, basta Uma Thurman che conturbante sembra proporre un rapporto sessuale al suo interlocutore, basta star e belle donne in atteggiamenti ambigui che campeggiano sui tram o sui cartelloni pubblicitari, insomma l'intento è quello di condannare tutte le pubblicità che "trasmettono non solo esplicitamente, ma anche in maniera allusiva, simbolica, camuffata, subdola e subliminale, messaggi che suggeriscono, incitano o non combattono il ricorso alla violenza esplicita o velata, alla discriminazione, alla sottovalutazione, alla ridicolizzazione, all’offesa delle donne". Questo è ciò che scrive Libero, in un articolo in cui attacca "Inquisitrici del Pd"..

    


Eppure, chi ha buona memoria, può ricordare che lo stesso PD in passato, in occasione della festa dell'unità del 2011 ha realizzato un manifestato, dove sono visibili le gambe di una donna, con la gonna che viene leggermente alzata dal vento, non a caso titolo dello slogan è proprio la frase "Cambia il vento". Dunque, che dire chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Un provvedimento simile è già stato preso dal Comune di Milano che qualche giorno fa ha varato un regolamento per la valutazione dei messaggi da affiggere sugli spazi comunali o delle partecipate, vietando quelli che raffigurano stereotipi avvilenti per la dignità delle persone.

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