mercoledì 11 novembre 2015

CHE COS’È LA MALATTIA INFIAMMATORIA PELVICA?

Impariamo a riconoscere i sintomi della malattia infiammatoria pelvica per poter ricorrere subito al medico. Una terapia tempestiva impedirà l'insorgenza di complicazioni più gravi.


Conosciuta come PID (sigla dell’inglese Pelvic Inflammatory Disease), la malattia infiammatoria pelvica è un’infezione provocata da batteri o da malattie a trasmissione sessuale. Il sintomo principale è un dolore costante al basso ventre, che non si attenua mai.

In questo articolo vi spieghiamo di cosa si tratta e come riconoscere i sintomi.
Molte volte quando una donna sente dolore alla zona pelvica non pensa di consultare il ginecologo. I primi pensieri sono: “sta per arrivare il ciclo”, “è normale”, “probabilmente succede perché sto troppo seduta”, ecc.

Potrebbe, però, trattarsi di malattia infiammatoria pelvica.

Ecco le domande più frequenti:
Che cos’è la malattia infiammatoria pelvica?

La PID è un’infezione che colpisce gli organi riproduttivi, le tube di Falloppio, l’utero, il collo dell’utero, le ovaie e la vagina.

Quali sono le cause della PID?

Quest’infiammazione è solitamente causata da una malattia a trasmissione sessuale (soprattutto clamidia e gonorrea) o da batteri. In quest’ultimo caso, possono penetrare nell’organismo attraverso:

Il parto
Una biopsia dell’endometrio
L’inserimento di un dispositivo contraccettivo intrauterino (IUD)
Un aborto spontaneo o terapeutico
Chi può contrarre la PID?

In realtà qualsiasi donna potrebbe contrarre una malattia infiammatoria pelvica, anche se alcuni fattori possono aumentare il rischio:
Rapporti sessuali non protetti
Rapporti sessuali con più partner
Presenza di una malattia a trasmissione sessuale nella coppia
Aver contratto precedentemente una malattia a trasmissione sessuale
Essere sessualmente attive da prima dei 20 anni
Aver fatto inserire un dispositivo IUD

È fondamentale saper riconoscere i sintomi della malattia infiammatoria pelvica per potersi rivolgere subito al medico. Una terapia tempestiva impedirà l’insorgere di complicazioni più gravi.


Come si contrae la PID?

La malattia infiammatoria pelvica comincia come infezione alla vagina o al collo dell’utero. Se non viene curata con antibiotici, l’infiammazione si può estendere all’endometrio (la mucosa che riveste l’utero) e in seguito alle tube di Falloppio, alle ovaie, all’utero, e perfino all’addome.
Quali sono i principali sintomi della PID?

Quando una donna soffre di malattia infiammatoria pelvica, può presentare:
Dolore nella parte bassa dell’addome
Dolore nella parte inferiore della schiena
Cicli mestruali prolungati (più di una settimana)
Mestruazioni molto abbondanti
Mestruazioni molto dolorose
Assenza di mestruazioni o ritardo
Crampi addominali
Perdite di sangue al di fuori del ciclo mestruale
Secrezioni vaginali diverse dal solito
Febbre
Nausea
Vomito
Dolori durante o dopo il rapporto sessuale
Dolore durante un esame ginecologico
Bruciore o dolore nell’urinare
Minzione frequente
Dolore quando si sta sedute
Sensibilità eccessiva della zona pelvica
Brividi
Stanchezza insolita
Mancanza di energia

In casi molto rari è possibile contrarre la PID senza presentare nessuno di questi sintomi. La patologia in questi casi viene scoperta a seguito di una gravidanza ectopica (fuori dall’utero) o in presenza di infertilità.


Come si diagnostica la PID?

Il ginecologo può richiedere una serie di esami per confermare la malattia infiammatoria pelvica o un’altra patologia. Generalmente sono due gli esami prescritti dal medico:
Esame pelvico (raccolta di campioni dalla vagina o dalla cervice).
Esame del sangue.

Potrebbe anche richiedere un’ecografia pelvica per cercare eventuali complicazioni oppure una laparoscopia (piccolo intervento chirurgico che permette di vedere all’interno degli organi riproduttivi e di diagnosticare correttamente la malattia).


Vale la pena sottolineare l’importanza di sottoporsi a controlli annuali completi per diagnosticare e curare tempestivamente qualsiasi tipo di malattia ginecologica.

La colposcopia e il Pap test si possono realizzare dopo aver avuto il primo rapporto sessuale; si tratta di esami rapidi, semplici e indolori. Possono evitare molti problemi e complicazioni future.
Qual è la terapia per la PID?

Dipende molto dallo stadio della malattia. Il medico può proporre un trattamento ambulatoriale o il ricovero. Il più delle volte si pratica un’iniezione di antibiotici e si prescrive una terapia specifica da seguire per due settimane, seguite da un ulteriore controllo medico.

Se l’avanzamento della malattia è molto grave, la paziente potrebbe anche essere ricoverata; la cura consiste in somministrazione di antibiotici per endovena e per via orale. Occorre anche curare la causa della malattia, ad esempio la gonorrea o la clamidia.


La PID è una patologia pericolosa?

Può diventare grave se non trattata adeguatamente e può lasciare conseguenze serie. Ad esempio, può portare alla formazione di tessuti cicatriziali nelle tube di Falloppio, creando difficoltà nel restare incinta o perfino l’infertilità. Una parziale ostruzione, invece, può portare ad una gravidanza extrauterina. Se l’infezione è molto grave, si può realizzare un intervento per eliminare i tessuti o gli organi danneggiati.


Vi consigliamo di leggere: La gravidanza dopo i 35 anni
Come si previene la PID?

Per non ammalarsi o per non ricadere in questa patologia, è preferibile:

Evitare rapporti sessuali non protetti (fare sempre uso del preservativo).
Evitare rapporti sessuali con persone affette da malattia sessualmente trasmissibile.
Limitare il numero di partner sessuali.
Evitare le lavande vaginali o i semicupi perché potrebbero propagare i batteri.
Seguire la terapia antibiotica prescritta dal medico.
Prestare attenzione alla comparsa di sintomi.
In caso di diagnosi di malattia infiammatoria pelvica, astenersi dall’avere rapporti sessuali fino a completa guarigione.
Sottoporsi a visita ginecologica una volta l’anno.
Adottare una dieta corretta e non fumare per mantenere forte il sistema immunitario e bloccare naturalmente l’entrata di virus e batteri.
fonte : viverpiusani

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