Non tutti sanno che da alcuni mesi è stato posto sul mercato il primo farmaco capace di curare definitivamente l’epatite C, una malattia grave, che lentamente, ma inesorabilmente, nel giro di alcuni anni conduce alla morte, che giunge dopo atroci sofferenze. Quando la malattia giunge ad uno stadio avanzato, si trasforma in cirrosi epatica, il fegato smette di funzionare, il corpo trattiene liquidi, ed il malato “gonfia” in modo vistoso, nei casi più gravi i liquidi vengono estratti dal corpo mediante siringhe. Si verificano “travasi di bile”, ed il carnato del soggetto diventa giallo.
Per guarire da una malattia così, o per vedere guarire il proprio figlio, chiunque sarebbe disposto a tutto. Anche a contrarre un prestito, o vendere la casa, se necessario. Lo sanno bene le case farmaceutiche, che dopo aver trovato la cura, l’hanno posta sul mercato ad un prezzo esorbitante. Un ciclo di cura costa 45.000€ secondo un articolo pubblicato da La Stampa.
Il governo italiano pare sia riuscito ad ottenere uno sconto del 22% dai produttori, ma la cifra rimane alta e proibitiva. Ed è stato deciso che lo Stato avrebbe dispensato il farmaco gratuitamente (a carico del SSN)solo ai 14.000 pazienti ritenuti più gravi, lasciando 36.000 persone alla loro malattia. Non sono gravi, il pericolo di vita non è imminente, e siccome la cura è troppo costosa, lo stato per ora l’ha dispensata solo ai malati più gravi.
Uno scandalo inaudito, che costringe i pazienti italiani a recarsi in altre nazioni per curarsi. Casi come quello di Marco, raccontato da huffingtonpost.it, non sono affatto isolati. In India il farmaco è disponibile ad un prezzo molto inferiore. La stessa cura che da noi costa 74.000 euro, in India si paga 700€.
Questo però non disturba gli affari delle big pharma, visto che il governo italiano (come tutti i governi occidentali succubi del sistema lobbistico-bancario) si piega agli interessi delle lobbies, pagando il farmaco decine di migliaia di euro, con un conto totale superiore al miliardo di euro, lasciando senza cura la maggioranza dei malati, ai quali è stato promesso che saranno curati in seguito. Nel frattempo non gli resta che convivere con la malattia e sperare nella “magnanimità” futura del governo.
Chi ha da parte i soldi per recarsi in India, o in altri paesi, è costretto a lunghi viaggi della vita, ma se la passano peggio coloro che non possono pagarsi nemmeno il viaggio, e restano con la loro malattia. Che peggiora di giorno in giorno.
La salute ormai è un grosso business, i pazienti sono dei clienti, quello che conta è fare business e bilanci milionari. I governi accettano supinamente di sottostare alle regole imposte “dai mercati”, che ormai valgono molto più della sovranità popolare.
Tutto questo avviene nell’indifferenza non solo dei politici e dei media, ma anche dei cittadini. Chi non ha l’epatite C se ne frega se migliaia di persone che hanno la malattia restano senza cura. Come se questa ingiustizia non li toccasse, non li riguardasse.Senza pensare che un giorno, in quella situazione, potrebbero ritrovarcisi loro, o un parente caro. Una ingiustizia è tale sempre, e come tale deve essere combattuta. Ma ormai la gente è demotivata, menefreghista, disincantata. Ci siamo arresi a questo sistema, come se le cose non potessero cambiare. Proprio come vogliono loro, quell’1% che tiene in scacco il 99% della popolazione mondiale.Coloro che collezionano ville e yacht, e che vivono tra rubinetti d’oro e altri lussi inutili ed idioti, e che per farlo costringono milioni di persone alla miseria, con la complicità di una minoranza di persone alla quale viene concessa una vita un po’ migliore, come lavorare tutta la vita per comprare casa e concedersi qualche sfizio, la vacanzetta annuale e poco altro.
Veritanwo
Per guarire da una malattia così, o per vedere guarire il proprio figlio, chiunque sarebbe disposto a tutto. Anche a contrarre un prestito, o vendere la casa, se necessario. Lo sanno bene le case farmaceutiche, che dopo aver trovato la cura, l’hanno posta sul mercato ad un prezzo esorbitante. Un ciclo di cura costa 45.000€ secondo un articolo pubblicato da La Stampa.
Il governo italiano pare sia riuscito ad ottenere uno sconto del 22% dai produttori, ma la cifra rimane alta e proibitiva. Ed è stato deciso che lo Stato avrebbe dispensato il farmaco gratuitamente (a carico del SSN)solo ai 14.000 pazienti ritenuti più gravi, lasciando 36.000 persone alla loro malattia. Non sono gravi, il pericolo di vita non è imminente, e siccome la cura è troppo costosa, lo stato per ora l’ha dispensata solo ai malati più gravi.
Uno scandalo inaudito, che costringe i pazienti italiani a recarsi in altre nazioni per curarsi. Casi come quello di Marco, raccontato da huffingtonpost.it, non sono affatto isolati. In India il farmaco è disponibile ad un prezzo molto inferiore. La stessa cura che da noi costa 74.000 euro, in India si paga 700€.
Questo però non disturba gli affari delle big pharma, visto che il governo italiano (come tutti i governi occidentali succubi del sistema lobbistico-bancario) si piega agli interessi delle lobbies, pagando il farmaco decine di migliaia di euro, con un conto totale superiore al miliardo di euro, lasciando senza cura la maggioranza dei malati, ai quali è stato promesso che saranno curati in seguito. Nel frattempo non gli resta che convivere con la malattia e sperare nella “magnanimità” futura del governo.
Chi ha da parte i soldi per recarsi in India, o in altri paesi, è costretto a lunghi viaggi della vita, ma se la passano peggio coloro che non possono pagarsi nemmeno il viaggio, e restano con la loro malattia. Che peggiora di giorno in giorno.
La salute ormai è un grosso business, i pazienti sono dei clienti, quello che conta è fare business e bilanci milionari. I governi accettano supinamente di sottostare alle regole imposte “dai mercati”, che ormai valgono molto più della sovranità popolare.
Tutto questo avviene nell’indifferenza non solo dei politici e dei media, ma anche dei cittadini. Chi non ha l’epatite C se ne frega se migliaia di persone che hanno la malattia restano senza cura. Come se questa ingiustizia non li toccasse, non li riguardasse.Senza pensare che un giorno, in quella situazione, potrebbero ritrovarcisi loro, o un parente caro. Una ingiustizia è tale sempre, e come tale deve essere combattuta. Ma ormai la gente è demotivata, menefreghista, disincantata. Ci siamo arresi a questo sistema, come se le cose non potessero cambiare. Proprio come vogliono loro, quell’1% che tiene in scacco il 99% della popolazione mondiale.Coloro che collezionano ville e yacht, e che vivono tra rubinetti d’oro e altri lussi inutili ed idioti, e che per farlo costringono milioni di persone alla miseria, con la complicità di una minoranza di persone alla quale viene concessa una vita un po’ migliore, come lavorare tutta la vita per comprare casa e concedersi qualche sfizio, la vacanzetta annuale e poco altro.
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