
Come potremmo tirare le somme di questo 2015 per quanto riguarda le relazioni tra l’Unione Europea e la Russia?
Tirare le somme di quest’anno un po’ tumultuoso è difficile. L’Unione Europea si è mossa verso la Russia in maniera non coordinata: a parte la questione delle sanzioni, nelle ultime settimane il presidente Hollande è riuscito a risolvere alcuni problemi tra Stati Uniti e Federazione russa in merito alla questione della crisi siriana. In un certo senso, Hollande è stato l’uomo del momento piuttosto della Merkel, che come abbiamo visto è sulla prima pagina del Time e viene chiamata la cancelliera democratica. Forse è Hollande per questo fine 2015 il più interessante per quanto riguarda la politica estera dell’Unione Europea. Hollande ha portato avanti anche una politica di tipo diplomatico militare. I rapporti tra Unione Europea e Russia erano partiti molto male quest’anno e in quest’ultimo periodo forse le cose stanno cambiando a causa della crisi siriana.
Secondo alcune indiscrezioni dei media, l’Italia avrebbe chiesto un dibattito a proposito delle sanzioni antirusse e avrebbe detto un “no” al loro prolungamento automatico. Secondo te sarebbe possibile una svolta del genere?
Quest’iniziativa, qualora fosse ufficiale e istituzionale, nel tentativo di limitare le sanzioni è una proposta che ha una sua coerenza con la politica italiana. Quest’iniziativa rientrerebbe in una politica di lunga durata per i rapporti tra Russia e Italia. Questa posizione, qualora fosse poi ufficializzata, ha una sua ragione d’essere e dobbiamo augurarcela. Una possibile eliminazione delle sanzioni, permetterebbe alla Russia di concentrarsi di più sulla questione della crisi siriana ed avere un certo margine di manovra che porterebbe alla tessitura di nuovi rapporti con alcuni Paesi dell’Unione Europea, non soltanto la Francia, ma molto probabilmente la Germania e forse l’Inghilterra…
Diventa sempre più evidente per i partner europei, che la soluzione dei dossier internazionali è impensabile senza la Russia. È stato l’intervento russo in Siria a capovolgere la situazione?
Quest’intervento è un elemento nuovo. Fino a quando l’iniziativa sulla Siria era condotta dagli occidentali, sostanzialmente dagli Stati Uniti, e poi in modo più ambiguo dalla Turchia, ci si trovava in una sorta di stallo. L’iniziativa di Putin ha ribaltato questa situazione, accelerando alcune operazioni. C’è da considerare anche il massacro di Parigi, perché questo ha portato Hollande a porsi il problema di un’alleanza e una sinergia maggiore con la Federazione Russa. Questo ha prodotto nella cosiddetta coalizione occidentale qualche elemento nuovo e qualche titubanza riguardo al possibile alleato russo. Con il suo intervento Putin è uscito dall’isolamento in cui era stato costretto dagli Stati Uniti e l’Europa per la questione ucraina.
*Estratto dell’intervista a Tiberio Graziani, Presidente dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (l’IsAG), direttore della rivista “Geopolitica”.
fonte :sputniknews
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