Angela Merkel è la vera perdente nelle elezioni italiane. Quanto la sua euro-politica sia sbagliata, nei giorni scorsi è diventato chiaro a tutti. Mi aspetto che questa strada ci porti al disastro. La sua politica consisteva nel tentare di risolvere la crisi
debitoria e di competitività nei paesi del sud Europa con un processo
di aggiustamento unilaterale. Grecia, Portogallo, Spagna e Italia,
attraverso una politica di austerità, garantiscono il rimborso del debito e spingono verso una politica di riduzione salariale nel settore pubblico, che si propaga verso il resto dell’economia.
In questo modo si pensava di prendere due piccioni con una fava. La
speranza era che dopo uno shock breve e acuto, i debiti e i livelli
salariali sarebbero tornati in equilibrio. Davvero intelligente, oppure
no? Nei sogni. Né l’economia, né la politica
funzionano nel modo in cui ci si immagina in Germania. Economicamente è
stata un’analisi molto superficiale, senza considerare le conseguenze
devastanti sull’economia complessiva.L’Italia si trova in una recessione che si autoalimenta: le banche non danno credito perché non vedono nessuna ripresa, e la ripresa non arriva perché le banche non danno credito. Le imprese nel frattempo pagano interessi del 10 %. Non c’è da meravigliarsi se non investono e se l’economia si contrae. Poiché il Pil è il denominatore nel livello di indebitamento, questo cresce automaticamente quando l’economia si contrae. Ciò significa che il livello di indebitamento continua a salire, sebbene i debiti non crescano. E’ chiamata anche “trappola del debito”. Non se ne esce senza l’aiuto esterno. E più ci si dimena, più si scivola in profondità.
L’Italia interromperà la politica
di austerità. Le conseguenze politiche le abbiamo vissute in diretta.
Beppe Grillo con il suo movimento anti-euro oggi è il più grande partito
del paese. Insieme a Silvio Berlusconi
ha condotto e vinto una campagna contro l’euro e contro Merkel. Non
importa quello che succederà politicamente, l’Italia arresterà la sua politica
di austerità. Come potrebbe andare diversamente da un punto vista
politico? In questo modo viene meno per l’Italia la possibilità di
trovare protezione sotto il fondo di salvataggio. Perché l’Esm come
condizione imporrebbe ulteriori risparmi. Se in quel momento si dovesse andare alle elezioni, il “Movimento 5 Stelle” di Grillo avrebbe allora la maggioranza assoluta.Mario Monti è la figura più tragica nel dopo-elezioni. Il suo errore più grande è stato l’accettazione in maniera acritica delle politiche merkeliane. Avrebbe dovuto insistere su un fondo comune europeo per il rimborso del debito e su di una europeizzazione completa delle banche, compresi i debiti pregressi. E avrebbe dovuto minacciare: in caso diverso, l’Italia è pronta a lasciare l’euro. Merkel tuttavia sapeva che l’ex commissario europeo, al contrario di Berlusconi, non sarebbe mai andato tanto lontano. E così è stata capace di imporsi tatticamente. Ma non è stata capace di risolvere il problema della crisi. Al contrario. La rabbia della folla presto toccherà anche il Portogallo e la Spagna.
Da un punto di vista economico, il problema italiano può essere
compreso attraverso un confronto con il Gold Standard durante la Grande
Depressione. L’euro oggi ha il ruolo che allora aveva l’oro, quello di
un tasso di cambio fisso. Anche allora gli economisti conservatori
sostenevano che i paesi nel Gold Standard si sarebbero riallineati
attraverso aggiustamenti nell’economia
reale – al posto dei tassi di cambio, sostituiti da un aggancio
permanente all’oro. L’unica via di uscita dalla Grande Depressione fu l’abbandono
del sistema basato sull’oro. In America avvenne nel 1933, in Francia
rimase fino al 1936 – con conseguenze economiche disastrose.
Io credo che in Europa avremo un percorso simile. Per mantenere
l’euro sono necessari trasferimenti e aggiustamenti su entrambi i lati,
per i quali sia nel sud che nel nord Europa non c’è la maggioranza
necessaria. Le politiche di austerità costituivano l’ultima possibilità
in questo senso. La rabbia del popolo ha raggiunto l’Italia, e presto o
tardi toccherà anche la Spagna e il Portogallo. Anche in Francia ci sono
segnali in questa direzione. I greci in questo momento sono un po’
storditi, ma anche lì la strategia dell’aggiustamento non sta funzionando politicamente – nemmeno dopo sei anni di recessione.Merkel in Germania potrà essere salvata politicamente solo dall’incapacità dei suoi avversari politici di smascherare questa strategia. Del resto sono molto impegnati a sprecare il loro capitale politico nella relativamente poco importante questione degli aiuti finanziari a Cipro. La dichiarazione poco diplomatica di Peer Steinbrück sui due clown italiani distrae dal fatto che il vero problema non sono Grillo e Berlusconi, piuttosto la sua avversaria politica. Steinbrück aveva la possibilità di attaccarla politicamente e invece fa un altro passo falso che lo allontana dalla questione centrale. La sola consolazione è che Merkel dovrà farsi carico delle conseguenze di una crisi che lei stessa ha creato. La combinazione delle sue politiche e del risultato elettorale italiano hanno drasticamente aumentato le possibilità di un crollo dell’euro.
(Wolfgang Münchau, “La Merkel ha perso le elezioni in Italia”, editoriale pubblicato da “Der Spiegel”, tradotto e ripreso il 27 febbraio 2013 dal blog “Voci dalla Germania”).
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