La relazione e’ stata presentata ai ministri degli interni dei paesi UE
durante un incontro a Bruxelles che si e’ svolto a porte chiuse. Cio’
nonostante le principali tesi di questo documento sono diventate note al
quotidiano tedesco “Frakfurter Allgemeine Zeitung”.
Il quotidiano rileva che il sostegno militare della Francia al regime di Bamako e la missione dell’Unione Europea in questo paese vengono presentati dagli ideologi dei ribelli come una guerra all’islam. Cio’ aiuta i ribelli a reclutare nuovi terroristi, nonche’ a radicalizzare gli umori degli stranieri che abitano in Europa e che finora restavano fuori del mirino della propaganda di Al-Qaeda. Gli esperti sono preoccupati anche dal fatto che nell’Africa settentrionale e nel Sahel stia pervenendo un flusso di armi provenienti dal Libano e dalla Siria, mentre i servizi di sicurezza di alcuni paesi della “primavera araba” sono stati indeboliti o addirittura liquidati. Cio’ slega le mani agli islamisti di ogni sorta.
Tuttavia c’e’ da chiedere se la “primavera araba”, appoggiata attivamente dai paesi NATO, era davvero inevitabile. Vladimir Anokhin, vice presidente dell’Accademia dei problemi geopolitici, crede che la responsabilita’ per la situazione creatasi oggi in queste regioni ricada sugli europei. In via di principio la “primavera araba” e’ stata innescata dall’Europa o piuttosto da alcuni ambienti europei. Hanno seminato il vento e ora stanno mietendo, per ora non si sa ancora che cosa. Per ora la situazione rimane arginata nel senso che i processi si stanno sviluppando all’interno di questi paesi. Per quanto riguarda il Mali, e’ stata una vera cretinata.
Da vero militare, l’esperto Vladiimr Anokhin e’ molto risoluto nei suoi giudizi, si potrebbe anche non condividere la sua opinione. Tuttavia anche il tedesco “Frankfurter Allgemeine Zeitung” ha intitolato il suo commento “Minaccia terroristica all’Europa: peste o colera?”. Infatti, che cosa e’ piu’ grave: meta’ del Mali in mano agli islamisti o la prospettiva di nuovi atti di terrorismo in Europa? L’esperto di lotta al terrorismo della Fondazione per la scienza e la politica della Germania, dottor Guido Steinberg, riconosce che dietro l’operazione in Mali non non c’e’ alcuna motivazione politica, perche’ nessuno sa come lo stato africano potra’ uscire da questa situazione.
Informando giorni fa dei nuovi successi dell’operazione contro gli islamisti e del ferimento di 30 militari francesi, il ministro della difesa della Francia, Jean-Yves Le Drian, ha dichiarato: “Siamo sulla via giusta”. A quanto pare la minaccia di terrorismo davvero pone l’Europa di fronte alla necessita’ di scegliere tra peste e colera.
FONTE ORIGINALE: http://italian.ruvr.ru
Il quotidiano rileva che il sostegno militare della Francia al regime di Bamako e la missione dell’Unione Europea in questo paese vengono presentati dagli ideologi dei ribelli come una guerra all’islam. Cio’ aiuta i ribelli a reclutare nuovi terroristi, nonche’ a radicalizzare gli umori degli stranieri che abitano in Europa e che finora restavano fuori del mirino della propaganda di Al-Qaeda. Gli esperti sono preoccupati anche dal fatto che nell’Africa settentrionale e nel Sahel stia pervenendo un flusso di armi provenienti dal Libano e dalla Siria, mentre i servizi di sicurezza di alcuni paesi della “primavera araba” sono stati indeboliti o addirittura liquidati. Cio’ slega le mani agli islamisti di ogni sorta.
Tuttavia c’e’ da chiedere se la “primavera araba”, appoggiata attivamente dai paesi NATO, era davvero inevitabile. Vladimir Anokhin, vice presidente dell’Accademia dei problemi geopolitici, crede che la responsabilita’ per la situazione creatasi oggi in queste regioni ricada sugli europei. In via di principio la “primavera araba” e’ stata innescata dall’Europa o piuttosto da alcuni ambienti europei. Hanno seminato il vento e ora stanno mietendo, per ora non si sa ancora che cosa. Per ora la situazione rimane arginata nel senso che i processi si stanno sviluppando all’interno di questi paesi. Per quanto riguarda il Mali, e’ stata una vera cretinata.
Da vero militare, l’esperto Vladiimr Anokhin e’ molto risoluto nei suoi giudizi, si potrebbe anche non condividere la sua opinione. Tuttavia anche il tedesco “Frankfurter Allgemeine Zeitung” ha intitolato il suo commento “Minaccia terroristica all’Europa: peste o colera?”. Infatti, che cosa e’ piu’ grave: meta’ del Mali in mano agli islamisti o la prospettiva di nuovi atti di terrorismo in Europa? L’esperto di lotta al terrorismo della Fondazione per la scienza e la politica della Germania, dottor Guido Steinberg, riconosce che dietro l’operazione in Mali non non c’e’ alcuna motivazione politica, perche’ nessuno sa come lo stato africano potra’ uscire da questa situazione.
Informando giorni fa dei nuovi successi dell’operazione contro gli islamisti e del ferimento di 30 militari francesi, il ministro della difesa della Francia, Jean-Yves Le Drian, ha dichiarato: “Siamo sulla via giusta”. A quanto pare la minaccia di terrorismo davvero pone l’Europa di fronte alla necessita’ di scegliere tra peste e colera.
FONTE ORIGINALE: http://italian.ruvr.ru

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