mercoledì 20 marzo 2013

TROTSKY È VIVO

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Un anno e mezzo fa un Presidente della Repubblica che porta orgogliosamente l'appellativo de “il comunista più amato da Kissinger” c'imponeva un governo di tecnici, guidati dal presidente europeo della Commissione Trilaterale che procedeva a tappe forzate verso lo smantellamento dell'economia nazionale e dello stato sociale.Lo stesso Presidente della Repubblica stravolgendo e negando le sue funzioni, dichiarava che lo Stato dovrà affrettarsi a cedere sovranità.Quindi scioglieva le Camere fissando le elezioni un mese prima del previsto, in modo da costringerci, grazie alla legge che non consente di mandare a casa i deputati a fine mandato, ad assistere ad una coabitazione forzata espressamente prolungata, e cioè di almeno un mese con lui e di uno con il suo successore (che potrebbe essere lui stesso) prima che questi possa fissare nuove elezioni.Un periodo sufficientemente lungo perché si parli di “ingovernabilità” e s’invochino “riforme radicali”.Infine esplicitava quella che è stata contrabbandata come una sua critica del comunismo ma che, al contrario, è la valutazione negativa di alcuni suoi modelli accompagnata dall’auspicio che nella società globalizzata i suoi valori tornino a prevalere.



Segnali politici Il grande stallo emerso dalle urne ha poi prodotto un immaginario vuoto di potere e l’avvento di un sentimento caotico di “innovazione” nel segno del bricolage che fa pensare allo scenario che precedette la rivoluzione francese, 


la rivoluzione sovietica e la grande ristrutturazione post-sessantottina.Intanto sono emersi alcuni segnali ben chiari.Il tribuno della nuova società, Grillo, non perde occasione di accompagnarsi con Casaleggio, guru della democrazia mondialista in salsa Rothschild-Soros e con Dario Fo che della medesima rivoluzione è mentore da tempo immemore e che è stato sostenitore acceso del più sanguinoso antifascismo degli anni settanta.Mentre ci si crogiola nell’ingovernabilità, altri due segnali precisi sono stati dati dalla nuova legislatura.La presidenza della Camera è andata ad una giovane mondialista d’assalto, la Boldrini, che sposa il suo impegno nella Fao e nell’Onu con la militanza all’ultrasinistra.In sprezzante risposta alla forte richiesta d’indipendenza della Magistratura e di neutralizzazione dei suoi soviet togliattiani, la presidenza del Senato è stata affidata a un procuratore, Grasso



Segnali millenaristi A questo si aggiungono segnali millenaristi.Casaleggio, sempre lui, ha annunciato che dobbiamo attenderci a breve una catastrofe nucleare che dovrebbe liquidare i sei settimi dell’umanità dando infine luogo, grazie alle nuove tecniche di comunicazione di massa alla Grillo, all’unica e indivisibile democrazia mondiale composta di un miliardo di cittadini, sapientemente guidati da un pool di Illuminati.E’ stato eletto a San Pietro quello che secondo Malachia e Nostradamus dovrebbe essere l’ultimo papa, profezie che la Chiesa sembra aver preso molto sul serio visto che a San Paolo fuori le mura le cornici per i ritratti dei pontefici sono previste fino al duecentosessantacinquesimo (Benedetto XVI).Nostradamus aveva anche dato appellativi ai vari pontefici. Giovanni Paolo I ad esempio era atteso come “il papa della luna” e visse da papa solo un mese, cioè una luna. Quest’ultimo era stato annunciato come il “papa nero” ed essendo rappresentante dei Gesuiti effettivamente lo è.Il gran maestro del Grande Oriente d’Italia ha salutato l’avvento del papa “che viene dalla fine del mondo” come quello di un “fratello” annunciando ai suoi adepti che “nulla sarà come prima”.Il papa è massone? O invece il gran maestro delira? Dà i numeri? Si attende anch’egli una catastrofe e il papa gesuita sembra comunque fargli eco. Magari semplicemente sanno qualcosa dei progetti imminenti di chi è in grado di decretare stermini di massa.Oppure più semplicemente credono nelle profezie. 



E’ l’internazionale Non fossilizziamoci su temi a sensazione che piacciono agli isterici e agli squilibrati. Prendiamoli con tutta la circospezione necessaria e dovuta. Atteniamoci positivamente a registrare che  contribuiscono a creare un immaginario millenarista che diviene operativo nelle minoranze che si considerano elette. Partendo di qui, dunque, e non da una qualsiasi frenesia apocalittica, vediamo d’individuare chi sta agendo con decisione e celerità al fine di un compimento messianico della storia che si annuncia come imminente.Non si tratta della globalizzazione come fenomeno in sé e neppure del mondialismo come ideologia della globalizzazione. Nemmeno della dittatura dei mercati o del “mercatismo” tremontiano che abbiamo già ampiamente documentato dipendere da apparati decisionali ed essere in balia del rating. Si tratta, di sicuro, della dittatura dell’internazionale finanziaria: ma anche sostenere questo è insufficiente. Generalmente si confonde quest’internazionale come la garante dell’alleanza tra usurai che fanno i loro porci comodi, ma si dimentica che quest’internazionale è mossa da un fanatismo millenario che ha un’idea della vita e del mondo assai precisa.Come ebbero a sottolineare negli anni trenta i trozkisti, tra internazionale comunista e internazionale finanziaria non vi è differenza, né ideologica, né programmatica, né operativa.E la critica marxista al capitalismo non per niente riguarda gli aspetti sociali e produttivi ma non quelli monetari, che sono affrontati solo di sfuggita. Gli scopi dei due soggetti – internazionale finanziaria e internazionale comunista – coincidono: abolizione degli Stati, delle nazioni, delle identità, delle culture, delle religioni, delle libertà individuali, delle classi medie e della proprietà privata; proletarizzazione di massa e gestione delle masse da parte di minoranze illuminate, organizzate per chiusure stagne e riproducentisi per cooptazione e per rigida selezione.



Trotsky Leon Trotsky fu l’uomo che, messo a capo dell’Armata Rossa, risolse la guerra civile russa.Ma prima di ciò fu quell’avversario di Lenin che venne imposto dai finanzieri al capo bolscevico in cambio dei miliardi e del lasciapassare per la rivoluzione sovietica.A differenza di Lenin e di Stalin, che poi lo farà uccidere, Trotsky non aveva una visione organizzativa da partito di massa. Usufruiva dei quadri del “Bund” che avevano infiltrato i diversi partiti socialisti e socialdemocratici. Teorico della “rivoluzione permanente”, in ogni caso internazionale e universale, chiuso nella tenaglia Hitler-Stalin venne sconfitto. Tuttavia il trozkismo, che a differenza delle correnti rivali, contemplava e contempla come arma rivoluzionaria l’appartenenza massonica, gli sopravvisse. Non poteva essere diversamente per un partito rivoluzionario che godeva del sostegno congiunto dei capitali Rothschild, Warburg Kuhn, Loeb, Guggenheim, Hanauer, Breitung, Ashberg ecc.Un partito che si riteneva erede del primo creatore dell’Internazionale Comunista, l’illuminato Weishaupt, a sua volta finanziato dai Rothschild. Un partito che per bocca del suo dirigente Rakovsky processato nelle purghe staliniane osò sostenere che le cinque punte delle cinque stelle del comunismo coincidono con le cinque frecce della Casa Rothschild e che il comunismo è il fine ultimo dei mistici dell’alta finanza.



Trozkisti Trozkista fu la matrice di gran parte dell’OSS americana che produsse poi la Cia.Trozkista fu l’internazionale terrorista che operò negli anni settanta, protetta e foraggiata in modo incredibile da servizi e apparati israeliani, americani, inglesi, francesi, tedeschi occidentali ed orientali, cechi e russi.Trozkista è l’impalcatura dei quadri neocon della destra in America ma anche in Francia.Né c’è da stupirsi in questo essendo l’infiltrazione una delle tecniche più praticate da quel partito e non essendoci alcuna differenza essenziale tra le destre e le sinistre borghesi.Trozkista è il mito della cospirazione mondiale e lo è anche la prassi.Non a caso quello trozkista è un partito di quadri che fin dalla sua origine punta tutto sull’organizzazione, sulla finanza e sulle armi per esercitare influenze da un lato e causare tensioni dall’altro.Trozkista, in modo più o meno consapevole, è il movimento di Grillo.Trozkista in modo sicuramente consapevole è quanto esprimono le figure di Casaleggio, Boldrini, Dario Fo. Trozkista è Soros. Tutti questi sono del partito Rothschild, fanaticamente impregnati del messianismo che lo anima.Ad esser precisi questa forza trascende ogni categoria politica, è piuttosto un fanatismo millenario che ha un’idea della vita e del mondo assai precisa di cui il trozkismo è solo un metodo di applicazione preciso ed efficace.Trozkista è dunque l’opera che si sta compiendo in accompagnamento alle dinamiche globali.Trozkista ne è la mentalità, ne è il progetto  e, soprattutto, lo sono le forme organizzative e operative.Troppo pretendere che chi ne ha gli strumenti culturali se ne renda conto?Sul serio, non astrattamente: piantandola d’impegnarsi illusoriamente in obiettivi fuori dal tempo e dallo spazio, privi di qualsiasi incidenza, che  sono una semplice cornice per una politica concepita da comparsate della cultura facebook.Si tratta invece di comprendere esattamente il nemico e di mutuarne le tecniche per controbatterlo dove realmente è e come davvero si può.C’è qualcuno?

  http://capoterrarac.over-blog.it/article-trotsky-e-vivo-116328995.html


 Gabriele Adinolfi

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