Un
anno e mezzo fa un Presidente della Repubblica che porta
orgogliosamente l'appellativo de “il comunista più amato da Kissinger”
c'imponeva un governo di tecnici, guidati dal presidente europeo
della Commissione Trilaterale che procedeva a tappe forzate verso lo
smantellamento dell'economia nazionale e dello stato
sociale.Lo stesso Presidente della Repubblica stravolgendo e negando
le sue funzioni, dichiarava che lo Stato dovrà affrettarsi a cedere
sovranità.Quindi scioglieva le Camere fissando le elezioni
un mese prima del previsto, in modo da costringerci, grazie alla
legge che non consente di mandare a casa i deputati a fine mandato, ad
assistere ad una coabitazione forzata espressamente
prolungata, e cioè di almeno un mese con lui e di uno con il suo
successore (che potrebbe essere lui stesso) prima che questi possa
fissare nuove elezioni.Un periodo sufficientemente lungo perché
si parli di “ingovernabilità” e s’invochino “riforme
radicali”.Infine esplicitava quella che è stata contrabbandata come una
sua critica del comunismo ma che, al contrario, è la valutazione
negativa di alcuni suoi modelli accompagnata dall’auspicio che nella
società globalizzata i suoi valori tornino a prevalere.
Segnali politici Il
grande stallo emerso dalle urne ha poi prodotto un immaginario vuoto di
potere e l’avvento di un sentimento caotico di
“innovazione” nel segno del bricolage che fa pensare allo scenario
che precedette la rivoluzione francese,
la rivoluzione sovietica e la
grande ristrutturazione post-sessantottina.Intanto sono
emersi alcuni segnali ben chiari.Il tribuno della nuova società,
Grillo, non perde occasione di accompagnarsi con Casaleggio, guru della
democrazia mondialista in salsa Rothschild-Soros e con
Dario Fo che della medesima rivoluzione è mentore da tempo immemore e
che è stato sostenitore acceso del più sanguinoso antifascismo degli
anni settanta.Mentre ci si crogiola
nell’ingovernabilità, altri due segnali precisi sono stati dati
dalla nuova legislatura.La presidenza della Camera è andata ad una
giovane mondialista d’assalto, la Boldrini, che sposa il suo
impegno nella Fao e nell’Onu con la militanza all’ultrasinistra.In
sprezzante risposta alla forte richiesta d’indipendenza della
Magistratura e di neutralizzazione dei suoi soviet togliattiani,
la presidenza del Senato è stata affidata a un procuratore, Grasso.
Segnali millenaristi A
questo si aggiungono segnali millenaristi.Casaleggio, sempre lui, ha
annunciato che dobbiamo attenderci a breve una
catastrofe nucleare che dovrebbe liquidare i sei settimi
dell’umanità dando infine luogo, grazie alle nuove tecniche di
comunicazione di massa alla Grillo, all’unica e indivisibile democrazia
mondiale composta di un miliardo di cittadini, sapientemente guidati
da un pool di Illuminati.E’ stato eletto a San Pietro quello che
secondo Malachia e Nostradamus dovrebbe essere l’ultimo papa,
profezie che la Chiesa sembra aver preso molto sul serio visto che a
San Paolo fuori le mura le cornici per i ritratti dei pontefici sono
previste fino al duecentosessantacinquesimo (Benedetto
XVI).Nostradamus aveva anche dato appellativi ai vari pontefici.
Giovanni Paolo I ad esempio era atteso come “il papa della luna” e visse
da papa solo un mese, cioè una luna. Quest’ultimo era
stato annunciato come il “papa nero” ed essendo rappresentante dei
Gesuiti effettivamente lo è.Il gran maestro del Grande Oriente d’Italia
ha salutato l’avvento del papa “che viene dalla fine del
mondo” come quello di un “fratello” annunciando ai suoi adepti che
“nulla sarà come prima”.Il papa è massone? O invece il gran maestro
delira? Dà i numeri? Si attende anch’egli una catastrofe e
il papa gesuita sembra comunque fargli eco. Magari semplicemente
sanno qualcosa dei progetti imminenti di chi è in grado di decretare
stermini di massa.Oppure più semplicemente credono nelle
profezie.
E’ l’internazionale Non
fossilizziamoci su temi a sensazione che piacciono agli isterici e agli
squilibrati. Prendiamoli con tutta la
circospezione necessaria e dovuta. Atteniamoci positivamente a
registrare che contribuiscono a creare un immaginario millenarista che
diviene operativo nelle minoranze che si considerano
elette. Partendo di qui, dunque, e non da una qualsiasi frenesia
apocalittica, vediamo d’individuare chi sta agendo con decisione e
celerità al fine di un compimento messianico della storia che
si annuncia come imminente.Non si tratta della globalizzazione come
fenomeno in sé e neppure del mondialismo come ideologia della
globalizzazione. Nemmeno della dittatura dei mercati o del
“mercatismo” tremontiano che abbiamo già ampiamente documentato
dipendere da apparati decisionali ed essere in balia del rating. Si
tratta, di sicuro, della dittatura dell’internazionale
finanziaria: ma anche sostenere questo è insufficiente. Generalmente
si confonde quest’internazionale come la garante dell’alleanza tra
usurai che fanno i loro porci comodi, ma si dimentica che
quest’internazionale è mossa da un fanatismo millenario che ha
un’idea della vita e del mondo assai precisa.Come ebbero a sottolineare
negli anni trenta i trozkisti, tra internazionale comunista
e internazionale finanziaria non vi è differenza, né ideologica, né
programmatica, né operativa.E la critica marxista al capitalismo non per
niente riguarda gli aspetti sociali e produttivi ma
non quelli monetari, che sono affrontati solo di sfuggita. Gli scopi
dei due soggetti – internazionale finanziaria e internazionale
comunista – coincidono: abolizione degli Stati, delle
nazioni, delle identità, delle culture, delle religioni, delle
libertà individuali, delle classi medie e della proprietà privata;
proletarizzazione di massa e gestione delle masse da parte di
minoranze illuminate, organizzate per chiusure stagne e
riproducentisi per cooptazione e per rigida selezione.
Trotsky Leon Trotsky
fu l’uomo che, messo a capo dell’Armata Rossa, risolse la guerra civile
russa.Ma prima di ciò fu quell’avversario di
Lenin che venne imposto dai finanzieri al capo bolscevico in cambio
dei miliardi e del lasciapassare per la rivoluzione sovietica.A
differenza di Lenin e di Stalin, che poi lo farà uccidere,
Trotsky non aveva una visione organizzativa da partito di massa.
Usufruiva dei quadri del “Bund” che avevano infiltrato i diversi partiti
socialisti e socialdemocratici. Teorico della
“rivoluzione permanente”, in ogni caso internazionale e universale,
chiuso nella tenaglia Hitler-Stalin venne sconfitto. Tuttavia il
trozkismo, che a differenza delle correnti rivali, contemplava
e contempla come arma rivoluzionaria l’appartenenza massonica, gli
sopravvisse. Non poteva essere diversamente per un partito
rivoluzionario che godeva del sostegno congiunto dei capitali
Rothschild, Warburg Kuhn, Loeb, Guggenheim, Hanauer, Breitung,
Ashberg ecc.Un partito che si riteneva erede del primo creatore
dell’Internazionale Comunista, l’illuminato Weishaupt, a sua volta
finanziato dai Rothschild. Un partito che per bocca del suo
dirigente Rakovsky processato nelle purghe staliniane osò sostenere che
le cinque punte delle cinque stelle del comunismo coincidono
con le cinque frecce della Casa Rothschild e che il comunismo è il
fine ultimo dei mistici dell’alta finanza.
Trozkisti Trozkista
fu la matrice di gran parte dell’OSS americana che produsse poi la
Cia.Trozkista fu l’internazionale terrorista che operò
negli anni settanta, protetta e foraggiata in modo incredibile da
servizi e apparati israeliani, americani, inglesi, francesi, tedeschi
occidentali ed orientali, cechi e russi.Trozkista è
l’impalcatura dei quadri neocon della destra in America ma anche in
Francia.Né c’è da stupirsi in questo essendo l’infiltrazione una delle
tecniche più praticate da quel partito e non essendoci
alcuna differenza essenziale tra le destre e le sinistre
borghesi.Trozkista è il mito della cospirazione mondiale e lo è anche la
prassi.Non a caso quello trozkista è un partito di quadri che fin
dalla sua origine punta tutto sull’organizzazione, sulla finanza e
sulle armi per esercitare influenze da un lato e causare tensioni
dall’altro.Trozkista, in modo più o meno consapevole, è il
movimento di Grillo.Trozkista in modo sicuramente consapevole è
quanto esprimono le figure di Casaleggio, Boldrini, Dario Fo. Trozkista è
Soros. Tutti questi sono del partito Rothschild,
fanaticamente impregnati del messianismo che lo anima.Ad esser
precisi questa forza trascende ogni categoria politica, è piuttosto un
fanatismo millenario che ha un’idea della vita e del mondo
assai precisa di cui il trozkismo è solo un metodo di applicazione
preciso ed efficace.Trozkista è dunque l’opera che si sta compiendo in
accompagnamento alle dinamiche globali.Trozkista ne è la
mentalità, ne è il progetto e, soprattutto, lo sono le forme
organizzative e operative.Troppo pretendere che chi ne ha gli strumenti
culturali se ne renda conto?Sul serio, non
astrattamente: piantandola d’impegnarsi illusoriamente in obiettivi
fuori dal tempo e dallo spazio, privi di qualsiasi incidenza, che sono
una semplice cornice per una politica concepita da
comparsate della cultura facebook.Si tratta invece di comprendere
esattamente il nemico e di mutuarne le tecniche per controbatterlo dove
realmente è e come davvero si può.C’è qualcuno?
http://capoterrarac.over-blog.it/article-trotsky-e-vivo-116328995.html
Gabriele Adinolfi
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