domenica 21 aprile 2013

GRAN BRETAGNA: L’ECONOMIA RALLENTA A CAUSA DEI TAGLI


Il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde (nella foto), ha espresso la sue rinnovate preoccupazioni per la situazione economica del Regno Unito. I dati riguardanti la crescita della Gran Bretagna “non sono particolarmente buoni”, ha osservato la Lagarde. Tuttavia  quando è stata intervistata poco prima di una riunione ad alto livello a Washington, si è rifiutata di sostenere l’eventualità che il Regno Unito debba rivedere la sua politica di austerità. Le osservazioni del responsabile dell’Fmi sono giunte subito dopo le recenti dichiarazioni rilasciate da Mark Carney, il prossimo governatore della Banca d’Inghilterra, che ha fatto capire anche lui di essere preoccupato per il futuro 


economico della Gran Bretagna. In un’intervista prima della riunione tra il Fmi e la Banca mondiale, ha detto che la ripresa degli Stati Uniti stava lasciando alle spalle le “economie di crisi” che comprendeva il Regno Unito, l’Eurozona, e il Giappone. Carney si è dimostrato piuttosto riluttante a fare commenti sulla situazione della Gran Bretagna prima di prendere il timone della Banca centrale a partire dal prossimo luglio. Ma è sembrato seguire le linee espresse dal cancelliere dello Scacchiere George Osborne, che ha sempre considerato taumaturgiche le misure di austerità per promuovere la crescita. “Le banche centrali possono fornire le condizioni per la crescita ... ma non possono offrire la crescita a lungo termine”, ha commentato. Per poi sottolineare che questo è “ciò che deve venire dal vero risanamento dei conti pubblici e dalle riforme strutturali fondamentali”. All’inizio di questa settimana, capo economista del Fmi, Olivier Blanchard, ha invitato il Regno Unito a ripensare alla sua politica di austerità di fronte alla continua debolezza dell’economia. Osborne si è detto comunque ancora disposto ad adottare le misure di austerità decise dal premier conservatore David Cameron che ha messo a punto finora una serie di tagli e un aumento della tassazione talmente elevati da superare le manovre draconiane di thatcheriana memoria. Ma la situazione non è affatto rassicurante, anzi con le manovre lacrime e sangue la situazione economica del Paese sta peggiorando. “Guardando i numeri ... i numeri della crescita non sono certo particolarmente buoni”, ha sottolineato Osborne. È prevista tuttavia la presenza dei tecnocrati del Fondo monetario in Gran Bretagna nel mese di maggio per condurre un’indagine approfondita sull’economia del Regno Unito. Queste ultime vengono effettuate annualmente e permettono al Fmi di monitorare i Paesi membri ed elaborare raccomandazioni sulla politica economica da seguire. Finora, il Fmi ha sostenuto la politica del ministro Osborne fondata sui tagli alla spesa per ridurre il deficit di bilancio. Ma negli ultimi mesi sono aumentati i dubbi sulle scelte di adottare l’austerità a causa dei deboli dati economici rilevati nel Paese. Dal momento in cui i tagli sono stati introdotti nel 2010, la crescita economica del Regno Unito è stata costantemente al di sotto delle previsioni ufficiali e l’indebitamento non è stato ridotto in maniera consistente.
Per tutte queste ragioni, all’inizio della settimana, il Fmi ha tagliato le sue previsioni di crescita per il Regno Unito. E comunque i tecnocrati del Fondo monetario hanno previsto per quest’anno una crescita dello 0,7%, in calo rispetto alle previsioni del gennaio scorso che prevedevano una crescita dell’1%. Tuttavia, Osborne ha insistito sul fatto che l’unico modo per garantire una crescita economica a lungo termine nel Regno Unito era di abbassare innanzitutto il disavanzo. Ma a pagare come al solito saranno i soliti noti: famiglie, handicappati, disoccupati, che non potranno più usufruire dell’aiuto da parte dello Stato come era avvenuto fino a qualche tempo fa.
  http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=20474

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