di Gianni Lannes
Massima attenzione: prepariamoci al peggio, anzi alla
catastrofe. Obiettivo? Il Mezzogiorno d’Italia. Parola di un altro esperto di
Stato colonizzato e privo di sovranità. Infatti, «E’ dal terremoto dell’Irpinia
(3 mila morti e 9 mila feriti, ndr) - rivela il capo della Protezione Civile - che
l’Italia non vive un altro fenomeno di quella portata. Il nostro paese è
inevitabilmente soggetto ad un altro importante terremoto. Non sapremo quando
succederà, né come, né dove, ma sappiamo che succederà».
Tradotto: secondo l’ex capo dei servizi segreti
civili, Franco Gabrielli «Italia
inevitabilmente soggetta ad altro importante sisma». Durante il
Festival del volontariato, il prefetto Gabrielli, si sofferma anche sul tema
della prevenzione sismica. Lo stesso si augura successivamente che il Paese
possa fronteggiare la futura emergenza con i mezzi adeguati.
Ma se i terremoti, secondo la vulgata scientifica
corrente non sono prevedibili, allora Gabrielli - non un cittadino qualunque ma
un funzionario dello Stato con incarico di responsabilità, almeno sulla carta -
come fa a rilasciare certe dichiarazioni? Ha la sfera di cristallo, oppure i
padroni nordamericani gli hanno spifferato qualcosa? Altrimenti è pericoloso ed
irresponsabile allarmismo. In ogni caso, esiste, uno studio a livello
accademico (ambito universitario) che ha già calcolato numero esatto delle vittime
e delle devastazioni.
Tre fatti sono certi. Primo: i
terremoti artificiali sono prodotti attualmente in ambito militare. E
si fanno esperimenti in aree notoriamente sismiche per non destare
sospetti.
Secondo: le sperimentazioni belliche della NATO atte a scatenare sismi in Italia
registrano un incremento a partire proprio dall’anno 2009. E si stanno sempre
più intensificando. La premiata ditta Bertolaso
& Boschi in una pubblicazione edita dalla Regione Umbria, stabilirono preventivamente
addirittura entità delle vittime e dei danni a L’Aquila, dove si verificò
appunto, un terremoto provocato dalla mano militare armata dal governo degli
Stati Uniti d’America.
Terzo: la paura ingenerata a tali livelli è la più
potente arma di controllo delle masse, già ben manovrate.
Identikit
(repetita iuvant) - 6 aprile 2009: il Governo del piduista Berlusconi (tessera 1816) già in
affari con le mafie (alla voce Dell’Utri), nomina prefetto dell'Aquila Franco Gabrielli. Dal 1 maggio 2009 al
31 gennaio 2010 Gabrielli è stato vice commissario vicario dell'Emergenza
Abruzzo, al fianco del Commissario Guido Bertolaso. Dal 15 maggio 2010 al 12
novembre 2010 Gabrielli è stato vicecapo del dipartimento della protezione
civile per l'area tecnico amministrativa e per la gestione delle risorse aeree.
Più di tutto: Franco Gabrielli è stato direttore del SISDE, il servizio segreto
civile italiano dal 16 dicembre 2006 a ottobre 2007, quando l'agenzia è stata
sostituita dall'AISI, che ha guidato fino al 15 giugno 2008. Dal 13 novembre
2010 ha assunto l'incarico di capo del dipartimento della protezione civile
nazionale al posto di Guido Bertolaso, che due giorni prima era andato in
pensione. Il 7 aprile 2011 il Consiglio
dei Ministri lo ha nominato Commissario dell'emergenza per l'immigrazione dal
Nord Africa. Il 30 dicembre 2011, il Presidente del Consiglio Mario Monti lo ha
confermato nell'incarico di Capo del Dipartimento della Protezione Civile. Il
20 gennaio 2012, è stato nominato Commissario delegato per l'emergenza
conseguente al naufragio della motonave Costa Concordia, avvenuto la sera del
13 gennaio 2012, nei pressi dell'Isola del Giglio . Dal 20 maggio al 29 luglio
2012 ha coordinato gli interventi emergenziali, conseguenti al sisma che ha
colpito i territori delle province di Modena, Ferrara, Reggio Emilia, Bologna,
Mantova e Rovigo. Nell'occasione, stante il decreto legge 59/2012 che ha
riformato la protezione civile, ha emanato le ordinanze necessarie alla
gestione della prima emergenza, una delle principali novità del nuovo assetto
normativo che esenta lo Stato.
«Non ho mai chiesto forme di immunità, ma un conto è
il ruolo del decisore e altro quello del valutatore». Così il capo della
Protezione civile, Franco Gabrielli interviene, in una intervista a Tgcom24,
sulla sentenza che ha condannato alcuni membri della Commissione Grandi Rischi
per il terremoto all’Aquila. «Io parlerei di colpa lieve che non significa
immunità, ma riconoscere ad alcune professionalità e compiti caratterizzati da
incertezza una forma di responsabilità inferiore», ha spiegato Gabrielli.
«Credo che la sentenza non costituisca un problema, ma ha posto dei problemi.
Questi sono la comunicazione del rischio, il rapporto tra la Commissione e la
protezione civile e la responsabilità».
Ergo:
cui prodest? In uno Stato di diritto, insomma,
in un Paese serio, uno come Gabrielli andrebbe immediatamente destituito
e
processato. Ma prima di tutto vanno subito cacciati via per sempre, i
gendarmi a stelle e strisce, i veri responsabili impuniti di tante
tragedie. Chi sa tace: l'orticello scientifico italiano è sotto
schiaffo, anzi fa il lavoro sporco manipolando i sismogrammi.

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