Unione bancaria: la Germania non ci sta (e se la svigna?)
In Europa si parla ormai apertamente più di
"salvataggio delle Banche" che di salvataggio degli Stati. Nella
migliore delle ipotesi - colpevoli - si lascia intendere che salvare alcune
Banche equivalga a salvare gli Stati nei quali tali istituti risiedono: quasi
che non si trattasse di società private, nate per fare utili privati e ora in
crisi per via della loro sete di speculazione, quanto piuttosto di entità
cardine stesse dei Paesi nei quali sono collocate.
Al di là del sottile e criminoso gioco comunicativo, il tema
all’ordine del giorno, e già da diverso tempo, è quello della
"supervisione bancaria", che va di pari passo con quello dell’unione
bancaria.
Va da sé che attorno ai poteri di tale vigilanza, che
sarebbe nel caso accentrata, si gioca tutta la dialettica delle varie
differenti posizioni degli Stati in merito all’Ssm (questa la definizione
corrente).
La Germania, in quest’anno di elezioni interne, quasi non ne
vuole sentire parlare. A meno di tante clausole che vorrebbe imporre.
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