Ma quale Golpe d’Egitto! Certo, ci troviamo di fronte ad eventi epocali, in
un’area caldissima e strategica per i futuri assetti internazionali come il
Mediterraneo orientale. Tuttavia, occorrerebbe pensare con maggiore
preoccupazione ai colpetti di stato di
casa nostra.
Quest’ultimi dovrebbero suscitare più ampia indignazione – in quanto
attuati in un sistema di sedicente democrazia dove il popolo con i suoi
rappresentati eletti sarebbe, almeno sulla carta, ancora sovrano – dei
carrarmati dispiegati di fronte alle
Piramidi. Del resto, lì sono abituati alle messinscene allestite dai soliti
registi statunitensi che fanno e disfano a loro piacimento. Morsi e rimorsi
storici camuffati da rivoluzioni colorite più che colorate, a seconda delle
esigenze del Presidente di turno (se non è bianco è nero, così come se non è
zuppa è pan bagnato comunque nel sangue altrui) e delle urgenze geopolitiche
mondiali.
Ma c’è un’altra piramide, questa volta di potere, dinanzi alla quale si può
soltanto rabbrividire. Non si trova
lungo le Rive del Nilo ma sulle sponde del Tevere, nella ex città eterna dove
eterni sono ormai unicamente i Capi di stato.
Come Il neo faraone della Repubblica, autoproclamatosi tale dopo aver
ufficialmente esautorato il Parlamento che, a suo dire, non avrebbe nessuna
competenza in questioni centrali per la vita istituzionale, come l’acquisto dei
velivoli da combattimento F35, fortemente voluti dalla Nato e dai suoi alleati.
L’Italia ripudia se stessa, altro che la guerra! Non che ci interessi
molto, non essendo noi né pacifisti, né innamorati della carta più logora e
calpestata che si sia mai vista in un Paese cosiddetto “civile”, ma teniamo a
precisarlo a quanti, in questi anni d’infervoramento legalistico e
giustizialistico, si sono stretti intorno a presunti padri della patria, i quali sventolavano le
insegne della Costituzione per affossarla meglio. Bene, adesso che Ramsete il
Grande vi ha confermato che il Parlamento non conta niente, ed evidentemente
anche chi lo elegge, perché lui è lui e voi non siete lui, come la prenderete?
Non so come la prenderete ma posso immaginare dove ancora lo prenderemo tutti.
Su questa storia degli F35 sono state già proferite abbondanti menzogne. I
nostri governanti ci ripetono come una nenia per addomermentarci che abbiamo a
che fare con mezzi di difesa integrata, utili a proteggerci dai nostri nemici.
Però dietro a quella sigla striminzita si nascondono le parole Joint Strike
Fighter. Provate a tradurle e poi
chiedete la traduzione in manicomio di chiunque prosegua a dichiarare che:
“servono per fare la pace”. Vero Ministro (in)competente?
Ad ogni modo, l’aspetto peggiore di tutta questa storia è che comprando
tali aerei dall’americana Lockheed Martin saremo dipendenti da una tecnologia
che non controlliamo e che mal si integra con quella di altri membri europei
come la Germania, la quale ricorre agli Eurofighter Typhoon. Disunione Europea.
Inoltre, il tempo necessario per entrare in possesso di tutti gli aerei
ordinati potrebbe essere ancora lungo, tanto lungo che non è escluso il serio
rischio di ritrovarsi per le mani un giocattolo tecnologicamente superato e al
di fuori delle contingenze militari per le quali era stato richiesto.
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