IO SONO UN MENTITORE...
Affermazione vera oppure falsa?
Se l'affermazione fosse vera direi la verita' e quindi l'affermazionee e'
falsa
Se l'affermazione fosse falsa direi la verita' e quindi l'affermazione e'
vera
Comunque la si giri questa frase non ha senso, mai nessuno riuscirà a
dimostrare la veridicità di tale affermazione! Questo e' un paradosso, un gioco
di parole volto a sottolineare la difficoltà nell'individuare le menzogne...
Come fare per capire se il nostro interlocutore sta mentendo oppure no?
Individuare un bugiardo non è cosa facile e sono molteplici i fattori che
si dovrebbero valutare: la dilatazione delle pupille, la posizione degli arti
inferiori, la tonalità della voce...
Svariati sono i segnali che lasciano trapelare i nostri veri pensieri ed in
questa sessione analizzeremo brevemente le microespressioni facciali.
COSA SONO LE MICROESPRESSIONI FACCIALI?
In molti casi si può mostrare un’espressione che si adegua a quella
determinata situazione, ma che in realtà non appartiene alla vera emozione
provata in quel momento... qui entrano in gioco le microespressioni facciali,
espressioni che compaiono sul nostro volto per circa 1/5 di secondo,
manifestando le emozioni del momento. Data la loro brevità è praticamente
impossibile falsificarle. Il nostro viso non mente. Una contrazione dei muscoli
in un certo modo piuttosto che in un altro è un chiaro segno di una determinata
emozione. Il volto e il corpo, attraverso il loro linguaggio comunicano più di
mille parole. Non possiamo “non comunicare” qualcosa attraverso il nostro corpo
o la nostra mimica facciale. E’ impossibile controllarle le nostre
microespressioni. Neanche il più abile ed esperto mentitore riuscirebbe a
trattenere una microespressione dettata da una determinata emozione in quel
preciso istante. Il motivo è che l’essere umano non è un robot, per cui può
accadere che, nonostante lo sforzo profuso per “contenere” un’emozione che non
si vuole mostrare, succede che questa compaia ugualmente come microespressione,
senza che nemmeno accorgersene. Avviene a livello inconscio e può durare solo
1/25 (un venticinquesimo) di secondo, tanto quanto un singolo fotogramma di un
video o la durata di un battito di palpebre, svanendo con la stessa rapidità
con cui è comparsa.
Una Microespressione varia rispetto ad una Macroespresione proprio nella
durata. Un'emozione di base quando provata, compare sul viso e può durare 5-10
secondi o qualche minuto venendo
considerata come Macroespressione, e serve per segnalare agli altri quale
emozione si sta provando. Se si vuole invece nascondere questa stessa emozione,
si tenderà a bloccare i muscoli del viso per non far comparire alcuna
espressione. Sarà a questo punto che potrà comparire una Microespressione e,
più é forte l'emozione provata, minore sarà la facilità di bloccare
l'espressione, quindi maggiore la probabilità che compaia una Microespressione.
Purtroppo però percepire, riconoscere ed interpretare una microespressione
non è semplice, e come facilmente intuibile, il motivo principale riguarda la durata. Quasi mai si
spende il 100% del tempo di una conversazione fissando gli occhi o il viso del
proprio interlocutore, per cui può capitare di guardare altrove proprio quando
una microespressione si presenta. Altre volte magari la si vede senza sapere
come interpretarla e non se ne dà così la giusta importanza, lasciandola
passare come se fosse un gesto qualunque o una smorfia di adattamento, mentre
invece è appena stata fornita un’informazione importante.
Quali emozioni esprimono le Microespressioni?
"Se la menzogna come la verità, avesse una sola faccia, saremmo in
condizioni migliori. Perché prenderemmo per certo l'opposto di ciò che il
mentitore ha detto. Ma l'inverso della verità ha centomila forme e un campo
illimitato."
Paul Ekman

Lo studio delle microespressioni inizia negli anni ’60 grazie alla scoperta
di questi micromovimenti da Haggard e Isaacs ma lo studio approfondito di
questo fenomeno lo si deve al dott Paul Ekman. Andremo ora ad analizzare alcune
tra le più comuni emozioni di base mostrate:
Felicità
Tristezza
Rabbia
Disprezzo
Disgusto
Paura
Sorpresa
Ognuna di queste emozioni può essere riconosciuta nel proprio viso ed in
quello di tutte le persone, a prescindere dall’etnia, cultura, genere,
religione e, con un opportuno allenamento, è possibile riconoscerle e capire la
reale emozione che una persona prova, persino se quella persona siamo noi
stessi.
RABBIA:
Molte sono le cause che possono far provare un senso di rabbia. I motivi
per cui ciò può accadere sono diversi, ad esempio quando un imprevisto reca un
danno immediato, come il computer che si blocca e i documenti non salvati
vengono persi, oppure quando sii é diretti in un luogo e si buca una gomma, o
quando si deve rinunciare ad un appuntamento importante.
Un senso di ingiustizia può sortire lo stesso effetto, basti pensare ad un
collega promosso immeritatamente a spese di altri, oppure qualcuno che salta la
coda al supermercato passando davanti a tutti.
Rabbia può essere anche conseguenza di un meccanismo di difesa messo in
atto dal proprio corpo, reazione come conseguenza ad un’aggressione fisica o
verbale.
Naturalmente esistono vari livelli di rabbia. Differentemente da altre
emozioni, come paura e sorpresa, non si manifesta immediatamente nella sua
interezza, ma tende a raggiungere il suo apice per gradi. Può iniziare come
senso di fastidio e andarsene immediatamente, percepita solo come un accenno,
oppure se non interrotta autoalimentarsi rendendosi così sempre più difficile
da controllare. Ovviamente dipende dal motivo per il quale si prova rabbia,
perché maggiore è il “danno” subìto, maggiore sarà la velocità e la probabilità
che si autoalimenti.
Come si presenta:
Quando un'emozione di Rabbia si manifesta, compare su tutte e tre le parti
del viso. Fronte, Occhi, Bocca.

Come è possibile notare nella fronte, le sopracciglia si abbassano, gli
angoli interni sempre delle sopracciglia si abbassano anch’essi muovendosi
verso il centro formando due linee verticali molto evidenti nel mezzo. La
palpebra inferiore e quella superiore risultano essere in tensione, lo sguardo
è centrale e minaccioso, le labbra sono pressate con forza.
Restando invariata la parte della fronte e quella relativa agli occhi, può
variare quella della bocca. Le labbra vengono pressate, a meno che non si stia
parlando o urlando mentre si foga la propria rabbia, in questo caso la bocca
risulterà aperta ma in tensione.
SORPRESA:
Quando ci si trova di fronte ad un fatto inaspettato, la prima sensazione
che si prova é Sorpresa. Può accadere quando si incontra qualcuno che non si
vedeva da molto tempo, oppure quando viene data un’informazione che non ci si
aspettava o in mille altre circostanze che in comune hanno il fatto di accadere
senza alcun preavviso.
Due sono le particolarità di questa emozione. E’ istantanea, infatti ha una
durata brevissima, anche una sola frazione di secondo, il tempo necessario al
cervello di elaborare questa nuova informazione. Una volta elaborata subentrerà
l’emozione successiva che dipende dal motivo di tale sorpresa. Per esempio può
essere di gioia se si apprende di avere vinto al superenalotto o di paura se
una macchina esce all'improvviso tagliando
la strada.
Inoltre la sorpresa non è un’emozione né positiva né
negativa. Non dà né gioia né turbamento. Come detto serve per apprendere ed
elaborare una nuova informazione, sarà poi l’emozione successiva ad essere
positiva o negativa. (Gioia o Paura come nei casi precedenti).
A volte le microespressioni di Sorpresa e Paura sono miscelate. Gli
elementi del viso che sono coinvolti sono simili e talvolta confusi. Si tratta
di una micro-espressione molto importante per determinare la menzogna.
Se accusi il tuo coniuge di qualcosa e poi verifichi che egli abbia uno
sguardo sorpreso della tua osservazione, potrebbe essere che la tua illazione è
corretta! Per scoprirlo, basta prestare attenzione alla lunghezza
dell’espressione. Infatti è facile simulare la sorpresa.
Ciò che la gente non sa è che la sorpresa simulata è facilmente
identificabile. Se qualcuno fa finta di essere sorpreso, l’espressione facciale
dura più di un secondo. Viceversa, la vera sorpresa è molto veloce (come
dicevamo sopra durerà meno di un secondo) prima di tornare a uno stato iniziale
neutrale. Se qualcuno tiene le sopracciglia alzate più di un secondo e in modo
vistoso, è probabile che stia mentendo, non c’è dubbio.
Come si presenta:
Un’emozione di Sorpresa si manifesta su tutte e tre le parti del viso.
Fronte, Occhi e Bocca

Come è possibile vedere nella parte relativa alla fronte, le sopracciglia
sono alzate e formano una curvatura verso l’alto. Spesso come conseguenza di
questo movimento si formano linee orizzontali che attraversano tutta la fronte.
Gli occhi risultano spalancati, permettendo così al cervello di acquisire
il maggior numero di dati in merito a questa nuova informazione che crea
sorpresa. Nessuna tensione si crea sulla palpebra superiore o inferiore.
Come conseguenza di una sorpresa si apre la bocca con un movimento della
mascella verso il basso che separa le arcate dentali.
PAURA:
La Paura è un’emozione di cui qualsiasi essere vivente farebbe volentieri a
meno, non tanto per le sensazioni che comporta, ma quanto per le cause che la scatenano. Come
possibile immaginare la priorità del cervello è quella di sopravvivere e per
farlo ha bisogno di allontanarsi da tutte le situazione che lo mettano in
pericolo, da tutto ciò che può recare danno fisico, morale o psicologico. Per
raggiungere questo scopo viene “attivata” l’emozione della paura, una
sensazione negativa e sgradevole che provoca una reazione fisica immediata di
fuga per creare distanza dal pericolo, inoltre permette al cervello di
memorizzare quel pericolo associandolo alla sensazione di paura in modo tale da
evitarlo in futuro.
Come si presenta:
La Paura si presenta su tutte e tre le parti del viso, Fronte, Occhi,
Bocca.

Le sopracciglia sono alzate e posizionate quasi in linea orizzontale (a
differenza della sorpresa dove sono piegate verso l’alto), gli angoli interni
vanno verso il centro e sulla fronte si formano linee orizzontali solo in
centro (a differenza della sorpresa dove le linee orizzontali attraversano
tutta la fronte).
Gli occhi si aprono perché sia le sopracciglia che le palpebre superiori si
alzano, ma non risulta lo stesso effetto “spalancato” come nella sorpresa in
quanto sono in tensione e tendono ad alzarsi le palpebre inferiori.
La bocca può aprirsi come nella sorpresa, ma anziché essere rilassata, presenta
tensione nelle labbra che si tendono verso l’esterno.
FELICITA':
La felicità è l’emozione che tutti vogliono provare e sentire il più spesso
possibile. E’ l’emozione più piacevole perchè quando si prova si sta bene,
tanto che si preferisce frequentare persone che ridono e sono felici piuttosto
di altre che non lo sono. A differenza della paura, le situazione dove si prova
felicità si memorizzano per cercare di ripeterle o fare in modo che riaccadano.
Ecco come si presenta il volto di una persona felice:

Un volto felice è contraddistinto da un’espressione che comporta il
movimento della bocca verso l’esterno e verso l’alto, le guance si alzano
provocando a loro volta l’innalzamento delle palpebre inferiori e delle rughe
si formano attorno agli occhi. Inoltre una linea si forma partendo dal naso
fino agli angoli della bocca.
Un sorriso è anche spesso volutamente effettuato per non esprimere una
situazione di disagio, quando si vuole piacere a qualcuno e non lo si vuole
deludere. Ma lo puoi utilizzare anche quando non sei d’accordo con il tuo
partner e fai finta di assecondarlo.
Un indicatore dell’autenticità del sorriso sono le pieghe sotto gli occhi.
DISPREZZO:
Il Disprezzo è un’emozione rivolta esclusivamente verso le persone. Non si
prova disprezzo per oggetti od odori. Sentendo un odore cattivo si prova
disgusto, ma non disprezzo. Disprezzo quando ci si trova di fronte a situazioni
ritenute immorali e si prova un senso di superiorità rispetto a chi ha compiuto
l’azione. Può accadere quando si vede un uomo maltrattare una donna o un
bambino, oppure se si nota una persona che maltratta un animale. Si prova
disprezzo anche quando il proprio consiglio o la propria opinione non viene
ascoltata o contraddetta da qualcuno che occupa un grado superiore (capoufficio
per esempio) ma ritenuto inferiore.
L’espressione di disprezzo si presenta in questo modo:

Tra le emozioni di base, il disprezzo è l’unica che si presenta in modo
asimmetrico, ovvero su un solo lato del volto. Compare solo nella parte
inferiore del viso dove la bocca da un lato si tende verso l’esterno con
l’angolo verso l’alto, questo movimento del labbro può essere molto veloce,
appare e scompare molto rapidamente.
DISGUSTO:
Si prova una sensazione di disgusto quando si avverte repulsione per qualcosa.
Può essere un oggetto, un odore, un sapore o un pensiero, a volte solo il
ricordo di ciò per cui si é provato
disgusto può far provare questa sensazione. In tutte queste occasioni la prima
reazione è quella di allontanarsi o liberarsi da ciò che provoca disgusto.
Ecco come si presenta un’espressione di disgusto:

Come é possibile vedere nella fotografia, un’espressione di disgusto si
manifesta alzando il labbro superiore della bocca facendo apparire i denti, le
guance si alzano provocando l’innalzamento delle palpebre inferiori, le
sopracciglia si abbassano abbassando a loro volta le palpebre superiori e il
naso si arriccia.
TRISTEZZA:
Quando si subisce una perdita si prova tristezza. Si può trattare
dell’allontanamento di una persona o la perdita di un oggetto a cui si era
particolarmente affezionati. Può accadere dopo la separazione da un amico o da
una persona amata, per la perdita del lavoro o della propria salute.
La tristezza è un’emozione che permette di superare queste perdite e di
comunicare agli altri il nostro bisogno di essere confortati.
Il volto di una persona triste apparirà in questo modo:

Nella parte relativa alla fronte si nota che gli angoli interni delle
sopracciglia si alzano verso il centro mentre gli angoli esterni saranno in
posizione cadente, verso il basso, le palpebre superiori tendono ad alzarsi
negli angoli interni e potrebbe apparire uno sguardo fisso nel vuoto. Gli
angoli della bocca risultano abbassati e con l’intensificarsi della tristezza
le labbra risulteranno tremanti e il labbro inferiore potrebbe sporgere in
avanti.
Le microespressioni facciali in linea teorica hanno dei fondamenti saldi.
Nel pratico visto che interagiscono 2 o + persone, possono vacillare per via di
determinate problematiche:
1) ciò a cui poca gente da veramente importanza è l’ambiente in cui si crea
una microespressione. In mezzo ad una strada e/o con altre persone e/o tra
mille distrazioni, le microespressioni hanno un valore pressochè pari allo
zero. Bisogna prima chiedersi come favorire la naturalezza e la sintonia in chi
ci sta davanti. E tu sai creare sintonia?
2) facciamo circa 60.000 pensieri al giorno, quasi 1 al secondo (ma forse
quotidianamente ne sono molti di più). Come facciamo a sapere con sicurezza
matematica che quella microespressione sia dovuta a ciò che crediamo noi e non
ad un pensiero conscio o inconscio generato da chi ti sta davanti???
3) la veridicità delle microespressioni dipende in larga misura dalle
abilità di chi le analizza, quindi prima di partire in quarta fatti sempre
queste domande:
come posso comunicare efficacemente?
come si costruisce una domanda?
come posso raggiungere un atteggiamento neutrale?
Consigliamo inoltre di tener sempre presente questa citazione:
"La verità era uno specchio che cadendo dal cielo si ruppe. Ciascuno
ne prese un pezzo e, vedendo riflessa in esso la propria immagine, credette di
possedere l'intera verità."
-Mevlana Rumi-
FONTE:
http://bodylanguage.comxa.com
http://www.formazionepersonale.it
http://www.memorizzare.eu
http://www.crescita-personale.org
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