Il pregio letteralmente senza confronti di questo articolo di Franco Remondina è che non ha apparentamenti e derivazioni culturali specifiche.
Vuol dire che, al di là di quei noiosissimi commentatori che per fare bella figura vorranno trovare addentellati in questo o in quel precedente letterario e scientifico, il contenuto esposto di seguito fa parte di quelle conoscenze che emergono in questa epoca e che possono essere considerate sostanzialmente nuove.
E sostanzialmente anche strategiche, nel senso che coloro che vorranno interessarsi a comprendere e usare queste acquisizioni, senza squassarsi di pugnette mentali, ne trarranno vantaggi immediati e incalcolabili.
Jervé
Articolo 315- Il collasso della funzione“attenzione”
La comprensione della funzione “verifica continuativa” è essenziale.
Il fatto che sia la prima volta che viene spiegata non è un merito; anzi, è un demerito della comprensione umana.
L’intero “ologramma fisico”, cioè il corpo fisico, è una grande lavagna dove, per effetto dei cinque sensi, si scrivono esperienze.
L’intero resoconto della nostra vita viene trascritto lì.
Il punto è che il corpo, fatto per l’ 80% di acqua, è una “unità di memoria” e, come detto più volte, non può decidere liberamente.
Nella sua acqua sono presenti le memorie dei suoi predecessori e l’intero sistema dell’Io-mentale, inteso come “unità di specie”.
Cosa si intende per “unità di specie”?
Ricordate che l’Io-mentale vive nel e del “mentale”… questo significa che esso è parte di un mentale collettivo più grande che io chiamo consapevolezza totale.
È difficile spiegarlo per via della confusione determinata dalla equivalenza impropria del linguaggio – che tende a classificare “spirituale” e “psichico” come uguali e interscambiabili.
La consapevolezza totale è quella mentale ed è diversa dalla Consapevolezza Spirituale!
Sono “consapevolezze” diverse, come è diverso il loro ambito: la prima, riguarda i pensieri, ovvero il mondo del pensiero, la seconda riguarda l’Essenza.
L’Io-mentale appartiene alla prima consapevolezza e il suo mondo è il mondo psichico.
Come detto, “un pensiero è per sempre”…
A questo si deve aggiungere il fatto che l’essersi “diviso”, cioè aver privilegiato l’aspetto mentale, ha dato come risultato delle anomalie.
Quali? La coscienza è un intero e la scelta dell’Io-mentale di privilegiare lo psichico, lo rende incapace di esercitare il cosidetto “libero arbitrio”.
L’Io-mentale non può decidere nel presente.
Nel 1977 un fisiologo Benjamin Libet si pose come obbiettivo di verificare la differenza tra intenzione e esecuzione cosciente…
“L’esperimento consisteva nello studio del particolare momento in cui l’azione diventa consapevole. Il soggetto, guardando un orologio, deve riferire il tempo cronometrico della sua intenzione cosciente di agire. Gli viene quindi chiesto di compiere un’azione semplice (ad esempio flettere un dito) senza decidere preventivamente quando agire, in modo da poter separare il processo di preparazione dell’azione da quello dello svolgimento dell’azione stessa.
Dai risultati del test, e da altri risultati raccolti in precedenza, risulta che il processo divolizione (il potenziale di prontezza motoria) comincia 550 ms prima dell’azione. Lo sconcertante risultato rivela che la consapevolezza inizia in media solo 200 ms prima dell’azione. Dunque noi cominciamo a volere prima di rendercene conto; come spiegare questi 350 ms di scarto tra il tempo soggettivo della decisione e il tempo neurale?
Quando, ad esempio, si sceglie di fare un clic con il mouse, si prende coscienza di toccare l’oggetto simultaneamente alla decisione di eseguire quel gesto. Tuttavia la realtà non è così semplice: al cervello occorre un tempo relativamente lungo (circa mezzo secondo) per diventare consapevole dell’evento.
Com’è possibile allora che si avverta il tocco contemporaneamente alla decisione di toccare, invece che con mezzo secondo di scarto? Esiste un meccanismo cerebrale che ritarda l’effettiva consapevolezza di un evento, in modo da farla coincidere con l’evento stesso. In altre parole: viviamo in perenne ritardo sulla realtà, ed è proprio questo mezzo secondo a rendere possibile la coscienza. Se questa mancasse non avremmo il tempo di interpretare, modulare o inibire le sensazioni immediate che recepiamo, saremmo quindi schiavi degli eventi.
Fantastico vero? Così tutti quelli che cianciano di eterno presente non sanno quel che dicono?
Si, il loro presente è SEMPRE IN RITARDO DI TRE DECIMI E MEZZO!!!!!
Questo pone un problema per il libero arbitrio: le nostre intenzioni coscienti non sarebbero la causa delle nostre azioni e quindi una scelta, di qualunque scelta si tratti, è veramente una scelta?
Ed è davvero nostra?
Scrive ancora Libet:
Il libero arbitrio se esiste, non inizia come azione volontaria.
Quindi ci sono delle “forze” che, in qualche modo, valutano, approvano o disapprovano una azione cosciente!
Mmmh… è evidente, alla luce del meccanismo della “verifica continuativa”, il ritardo è dato dalla necessità del vettore “attenzione” di verificare la congruità dei dati.
Così abbiamo due coscienze che usano “tempi diversi”, la coscienza principale, quella che chiamiamo “noi”, è in differita di oltre mezzo secondo rispetto alla seconda coscienza…
Questo sarebbe il male minore, per così dire, il guaio vero, ce l’abbiamo nei confronti del vettore “Attenzione”…
Il collasso della funzione d’onda “Attenzione” avviene solo ed esclusivamente nel “passato”?
Se la risposta è sì, questo fa si che quello che chiamiamo realtà, non sia altro che un’ipotesi, con le stesse qualità di un ricordo.
Cosa si intende per “collasso della funzione d’onda”?
Facciamola semplice, ci sono già i fisici a complicare le cose, visto che si sono inventati gli iperspazi, per altro non riuscendo a spiegare nulla…
Per “collasso della funzione d’onda” si intende quando, tra infinite possibilità, ne scegli una!
È chiaro così?
Rendiamolo ancora più semplice, prendiamo i numeri da 1 a infinito… scegliamone uno: 78.352.190… ecco, la funzione d’onda è collassata!
La sola cosa che quindi può collassare è la nostra attenzione, ma essa rende vero il passato!
Houston, abbiamo un problema: non esistiamo!
Se la attenzione collassa solo sul “mondo psichico”, esso vive come memoria ai margini del mondo vero che è quello spirituale?
E, se è un ricordo, può un ricordo essere modificato?
Se questo fosse possibile, allora…
FONTE: https://sites.google.com/site/wwwdodicesima/testimonianze
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