Se chiedeste ad uno qualsiasi di coloro che hanno il fogno europeo, si sdilinquiscono di fronte alla bandieruccia con le stelline gialle (attenzione, nel link video per stomaci forti)
e si commuovono fino alla polluzione all'idea che l'unione europea
abbia allontanato dal continente le guerre; se interrogaste insomma uno
come, altro esempio, il piddino golfista Adinolfi (altro contributo video hard, anzi quasi uno snuff movie),
sul ruolo dell'Europa e della Germania in Europa, vi risponderebbe con
qualcosa di molto simile al titolo di questo post. Ovvero con l'idea di
una mamma Germania, una Madre Coraggio veramente nostra amica, che sta facendo di tutto per salvare l'euro, ovvero il dono del cielo, il tessoro che ha permesso a noi rotondi mangiapastaalpomodorosottoilsole di ambire finalmente a diventare virtuosi, sgobboni e quadrati come i tedeschi.
Ebbene, come direbbe Merlino: "Un sogno per alcuni, un incubo per altri". Dopo che avrete letto cosa sta pensando di fare Mutti ai suoi bambini del Sud Europa, a questi mascalzoni bastardi concepiti fornicando dietro le cabine con bagnini greci, spagnoli e romagnoli,
avrete un brusco risveglio con i palazzi che crollano tutt'attorno come
in "Inception" ma è necessario farlo, è necessario svegliarvi per il
vostro bene, tesori.
Intanto cominciate a ripensare a Pollicino, al Pifferaio Magico e a tutte quelle belle favole teutoniche che, nonostante vi siano state inculcate nella zucca fin da cuccioli, non vi hanno insegnato nulla, testoni, non vi hanno fornito i fondamentali per riconoscere in tempo il lupo tedesco.
Per non parlare della Storia che state scoprendo, ahimè, essere l'unica materia utile che andrebbe studiata a scuola ma che purtroppo vi tengono nascosta. Oppure che vi raccontano solo per la parte che fa comodo a loro.
Per esempio io ricordo benissimo la lezione alle medie sulle carriole con i Millionen Mark per andare a fare la spesa nella Repubblica di Weimar "che furono il motivo per il quale arrivò Hitler." Sto parlando dei primi anni '70. Pensa come già stavano preparando bene il lavaggio del cervello sul terribile flagello dell'iperinflazione. La mia prima lezione di Shock Economy; che emozione e che ricordi!
Poi a cinquant'anni scopri che non era vero niente, che non furono le carriole ma la disoccupazione creata da politiche deflazionistiche post Weimariane molto simili a queste dei tecnici bocconiani a favorire l'ascesa del partito nazionalsocialista.
Intanto cominciate a ripensare a Pollicino, al Pifferaio Magico e a tutte quelle belle favole teutoniche che, nonostante vi siano state inculcate nella zucca fin da cuccioli, non vi hanno insegnato nulla, testoni, non vi hanno fornito i fondamentali per riconoscere in tempo il lupo tedesco.
Per non parlare della Storia che state scoprendo, ahimè, essere l'unica materia utile che andrebbe studiata a scuola ma che purtroppo vi tengono nascosta. Oppure che vi raccontano solo per la parte che fa comodo a loro.
Per esempio io ricordo benissimo la lezione alle medie sulle carriole con i Millionen Mark per andare a fare la spesa nella Repubblica di Weimar "che furono il motivo per il quale arrivò Hitler." Sto parlando dei primi anni '70. Pensa come già stavano preparando bene il lavaggio del cervello sul terribile flagello dell'iperinflazione. La mia prima lezione di Shock Economy; che emozione e che ricordi!
Poi a cinquant'anni scopri che non era vero niente, che non furono le carriole ma la disoccupazione creata da politiche deflazionistiche post Weimariane molto simili a queste dei tecnici bocconiani a favorire l'ascesa del partito nazionalsocialista.
Torniamo alla destrutturazione del sogno europeo. Qual era uno degli
argomenti forti del primo video piddino? Ah già, la pacificazione
dell'Europa dopo secoli di guerre, l'ultima delle quali con milioni di
morti. Perché voi eravate rimasti alla Seconda, vero? Avevate creduto al
marchettone scandinavo del Nobel per la pace?
Ebbene, questa che stiamo vivendo, signori, è la Terza Guerra Mondiale e la terza nata in Europa per colpa della Germania; un fronte della guerra della neoaristocrazia globale del denaro alla classe media e la prosecuzione della lotta di classe contro le conquiste dei lavoratori, aperto nel continente dal suo braccio armato, il complesso chimico-industriale tedesco. Guerra che potrebbe finire, come sostengono osservatori dall'occhio fino, in una rivoluzione. Perché, come insegna la rivoluzione francese, è quando costringi la borghesia produttiva all'inazione e all'impotenza che essa trova la forza di reagire e le teste cominciano a rotolare.
Perché sarebbe ancora colpa della Germania? Perché averla disarmata militarmente dopo la Seconda Guerra Mondiale non è servito a farle passare il vizio ricorrente di mettersi in testa di dominare i propri vicini. Non è più con la Wermacht che combatte le guerre di conquista ma per mezzo di quel potere industriale che non ha pagato per i crimini commessi durante il nazismo, che è rimasto silente durante la Guerra Fredda e il periodo della post-riunificazione e che ora si sente libero di riprovarci e rivuole i suoi lavoratori schiavi dei lager, così produttivi e a costo zero.
Se vi avessero fatto studiare il ruolo fondamentale dell'industria tedesca nel sistema concentrazionario nazista non vi stupireste di nulla di ciò che sta accadendo: delle politiche di svalutazione interna sui salari, della compressione della domanda interna, dell'impoverimento della popolazione come metodo, del lavoro come unica redenzione, dei vecchi tedeschi sempre più ridotti in miseria. Arbeit Macht Frei.
L'euro, la moneta unica, è stata il mezzo con il quale la Germania ha intravisto nuovamente il Grande Reich all'orizzonte e purtroppo, visto che ha trovato ancora una volta i suoi volonterosi carnefici e zelanti collaborazionisti negli altri paesi europei, e rifiuta di ascoltare i suoi Schacht, si è ributtata a corpo morto nell'impresa di dominare il continente. Senza ricordare che, ogni volta che ci ha provato, ci si è sempre rotta le corna.
Se è ingiusto generalizzare ed accusare i tedeschi comuni di nazismo, ché probabilmente un po' di lezione l'hanno imparata, tuttavia non bisogna avere alcuna pietà dei loro dirigenti politici ed economici e chiamarli con il loro vero nome. Sono dei nazisti e lo stanno dimostrando con la protervia con la quale si rifiutano di aiutare i paesi della periferia in crisi per colpa loro e del loro maledetto surplus, della loro spregiudicatezza e scorrettezza nel voler far ricadere sugli altri le colpe delle loro banche.
Siccome io non credo alla contrapposizione tra paesi virtuosi e paesi non virtuosi, ho il sospetto che questi bastardi vogliano solo mettere le zampe sulla nostra roba.
Stanno uscendo parecchi articoli sulla stampa tedesca dove si auspica che i paesi della periferia in crisi rinuncino alle loro ricchezze nascoste (soprattutto il patrimonio immobiliare) e se ne privino per evitare che a pagare gli aiuti siano i contribuenti tedeschi. Come accadrebbe in una vera area valutaria ottimale con i trasferimenti tra regioni ricche e regioni povere.
Tradotto per noi: cosa ve ne fate della casa di proprietà? Noi non ne abbiamo bisogno perché siamo frugali, non abbiamo il mito del mattone e viviamo in affitto. Vi costringeremo quindi con i nostri trattati capestro tipo Fiscal Compact a svendere le vostre proprietà, perché noi non possiamo e soprattutto non vogliamo continuare a mantenervi.
Capito? E' il tedesco comune che parla, quello che si accontenta dei 400 euro al mese della riforma Hartz IV e che ci considera mangiapane a tradimento, ma è il caro vecchio capitalista, quello disegnato dalla satira di Weimar come un maiale, che gli suggerisce il concetto nell'orecchio e che nel frattempo sta accumulando, alla faccia del suo concittadino crucco, profitti su profitti con i quali vuole aggiudicarsi all'asta fallimentare il Colosseo e il Partenone.
Sempre per il vizio di aver studiato la storia, non può non ritornare in mente, come atroce metafora, l'opera di sistematica spoliazione dei prigionieri dei lager. Denudati e privati di tutto; con le loro cose, preziose e non, catalogate ed ordinate in modo maniacale in quegli osceni mucchi. Perché nulla venisse sprecato della ricchezza conquistata, perfino gli umani potevano diventare sapone.
E' il lato oscuro che il capitalismo fa emergere periodicamente dall'animo tedesco, sotto forma di invidia per la proprietà altrui che si traduce in distruttività e infine si ritorce contro di sé a causa del senso di colpa creato durante secoli di pedagogia nera. I tedeschi, quando partono per distruggere gli altri ed appropriarsi delle loro ricchezze, finiscono sempre per autodistruggersi e lo faranno anche stavolta se si farà mancare ancora una volta il sostegno alla loro resistenza interna. Come accadde ai Von Stauffenberg ed ai Bonhoeffer.
In Germania è appena nato un partito antieuro - che i nostri TG collaborazionisti, il Rude Pravo e i vari Völkischer Beobachter nostrani hanno già delegittimato e sminuito assimilandolo al grillismo.
In realtà si tratta di resistenza, appunto, di tedeschi mossi da Eros e non da Thanatos che hanno riconosciuto il vecchio vizio auto ed eterodistruttivo e vogliono provare ad invertire la rotta di una politica economica fallimentare che hanno capito essere nefasta anche per loro e non solo per i "fannulloni" del sud. Se il partito otterrà un certo peso politico alle prossime elezioni, cosa che auspicherei di cuore, potremo avere qualche speranza di ricondurre l'Europa a qualcosa di positivo, qualcosa che assomigli di nuovo a quel famoso sogno.
Fino a quel momento, quelle stelle gialle che commuovono tanto i piddini, cominciano purtroppo solo a ricordare altri sogni-incubi di Lebensraum e, in quanto appartenente a paese ritenuto inferiore, non so voi, ma io la stellina me la sento appuntata sulla giacca ogni giorno di più. Stiamo ebreizzandoci, miei cari, ed è un bene, così capiremo finalmente una volta per tutte che cosa si provava. Stanno venendo a prendere noi per ultimi.
Ebbene, questa che stiamo vivendo, signori, è la Terza Guerra Mondiale e la terza nata in Europa per colpa della Germania; un fronte della guerra della neoaristocrazia globale del denaro alla classe media e la prosecuzione della lotta di classe contro le conquiste dei lavoratori, aperto nel continente dal suo braccio armato, il complesso chimico-industriale tedesco. Guerra che potrebbe finire, come sostengono osservatori dall'occhio fino, in una rivoluzione. Perché, come insegna la rivoluzione francese, è quando costringi la borghesia produttiva all'inazione e all'impotenza che essa trova la forza di reagire e le teste cominciano a rotolare.
Perché sarebbe ancora colpa della Germania? Perché averla disarmata militarmente dopo la Seconda Guerra Mondiale non è servito a farle passare il vizio ricorrente di mettersi in testa di dominare i propri vicini. Non è più con la Wermacht che combatte le guerre di conquista ma per mezzo di quel potere industriale che non ha pagato per i crimini commessi durante il nazismo, che è rimasto silente durante la Guerra Fredda e il periodo della post-riunificazione e che ora si sente libero di riprovarci e rivuole i suoi lavoratori schiavi dei lager, così produttivi e a costo zero.
Se vi avessero fatto studiare il ruolo fondamentale dell'industria tedesca nel sistema concentrazionario nazista non vi stupireste di nulla di ciò che sta accadendo: delle politiche di svalutazione interna sui salari, della compressione della domanda interna, dell'impoverimento della popolazione come metodo, del lavoro come unica redenzione, dei vecchi tedeschi sempre più ridotti in miseria. Arbeit Macht Frei.
L'euro, la moneta unica, è stata il mezzo con il quale la Germania ha intravisto nuovamente il Grande Reich all'orizzonte e purtroppo, visto che ha trovato ancora una volta i suoi volonterosi carnefici e zelanti collaborazionisti negli altri paesi europei, e rifiuta di ascoltare i suoi Schacht, si è ributtata a corpo morto nell'impresa di dominare il continente. Senza ricordare che, ogni volta che ci ha provato, ci si è sempre rotta le corna.
Se è ingiusto generalizzare ed accusare i tedeschi comuni di nazismo, ché probabilmente un po' di lezione l'hanno imparata, tuttavia non bisogna avere alcuna pietà dei loro dirigenti politici ed economici e chiamarli con il loro vero nome. Sono dei nazisti e lo stanno dimostrando con la protervia con la quale si rifiutano di aiutare i paesi della periferia in crisi per colpa loro e del loro maledetto surplus, della loro spregiudicatezza e scorrettezza nel voler far ricadere sugli altri le colpe delle loro banche.
Siccome io non credo alla contrapposizione tra paesi virtuosi e paesi non virtuosi, ho il sospetto che questi bastardi vogliano solo mettere le zampe sulla nostra roba.
Stanno uscendo parecchi articoli sulla stampa tedesca dove si auspica che i paesi della periferia in crisi rinuncino alle loro ricchezze nascoste (soprattutto il patrimonio immobiliare) e se ne privino per evitare che a pagare gli aiuti siano i contribuenti tedeschi. Come accadrebbe in una vera area valutaria ottimale con i trasferimenti tra regioni ricche e regioni povere.
Tradotto per noi: cosa ve ne fate della casa di proprietà? Noi non ne abbiamo bisogno perché siamo frugali, non abbiamo il mito del mattone e viviamo in affitto. Vi costringeremo quindi con i nostri trattati capestro tipo Fiscal Compact a svendere le vostre proprietà, perché noi non possiamo e soprattutto non vogliamo continuare a mantenervi.
Capito? E' il tedesco comune che parla, quello che si accontenta dei 400 euro al mese della riforma Hartz IV e che ci considera mangiapane a tradimento, ma è il caro vecchio capitalista, quello disegnato dalla satira di Weimar come un maiale, che gli suggerisce il concetto nell'orecchio e che nel frattempo sta accumulando, alla faccia del suo concittadino crucco, profitti su profitti con i quali vuole aggiudicarsi all'asta fallimentare il Colosseo e il Partenone.
Sempre per il vizio di aver studiato la storia, non può non ritornare in mente, come atroce metafora, l'opera di sistematica spoliazione dei prigionieri dei lager. Denudati e privati di tutto; con le loro cose, preziose e non, catalogate ed ordinate in modo maniacale in quegli osceni mucchi. Perché nulla venisse sprecato della ricchezza conquistata, perfino gli umani potevano diventare sapone.
"Le confische dei beni delle vittime prevedevano modalità dettagliate per la loro distribuzione; in teoria tutto il bottino era di "proprietà del Reich" e veniva distribuito sotto la direzione del WVHA di Pohl ed in particolare del Amt A (amministrazione) diretto da August Frank. La ripartizione prevedeva che il denaro, i titoli mobiliari, metalli rari, oggetti preziosi, gioielli, perle, oro, denti, fossero inviati alla Reichsbank; i tessuti, vestiario, oggetti vari, biancheria, andavano assegnati al VOMI (Volksdeutsche Mittelstelle, l'organizzazione di aiuto dei tedeschi etnici), i capelli servivano per confezionare calzature di feltro per gli equipaggi degli U-Boot e per i dipendenti delle ferrovie tedesche. I prodotti più scadenti venivano assegnati ai detenuti dei campi di concentramento. La Reichsbank organizzò vasti depositi per raccogliere i beni preziosi raccolti nei centri di sterminio; i proventi dalla vendita di questi beni erano depositati in un conto speciale fittizio intestato a "Max Heiliger", mentre una parte servirono a creare i "fondi Reinhardt" utilizzati dalle SS per finanziare le loro attività industriali." [R.Hilberg, La distruzione degli ebrei d'Europa, pp. 1058-1065.]So che è brutto ricordare queste cose e può farmi accusare di spirito antitedesco ma se non si riconduce il nazismo al suo significato economico, troppo spesso nascosto dal folklore e dalla pretesa ed astratta pura cattiveria fine a sé stessa della sua natura, non si è in grado di capirlo fino in fondo e di spiegarlo come neoplasia del meccanismo di accumulazione capitalistica.
E' il lato oscuro che il capitalismo fa emergere periodicamente dall'animo tedesco, sotto forma di invidia per la proprietà altrui che si traduce in distruttività e infine si ritorce contro di sé a causa del senso di colpa creato durante secoli di pedagogia nera. I tedeschi, quando partono per distruggere gli altri ed appropriarsi delle loro ricchezze, finiscono sempre per autodistruggersi e lo faranno anche stavolta se si farà mancare ancora una volta il sostegno alla loro resistenza interna. Come accadde ai Von Stauffenberg ed ai Bonhoeffer.
In Germania è appena nato un partito antieuro - che i nostri TG collaborazionisti, il Rude Pravo e i vari Völkischer Beobachter nostrani hanno già delegittimato e sminuito assimilandolo al grillismo.
In realtà si tratta di resistenza, appunto, di tedeschi mossi da Eros e non da Thanatos che hanno riconosciuto il vecchio vizio auto ed eterodistruttivo e vogliono provare ad invertire la rotta di una politica economica fallimentare che hanno capito essere nefasta anche per loro e non solo per i "fannulloni" del sud. Se il partito otterrà un certo peso politico alle prossime elezioni, cosa che auspicherei di cuore, potremo avere qualche speranza di ricondurre l'Europa a qualcosa di positivo, qualcosa che assomigli di nuovo a quel famoso sogno.
Fino a quel momento, quelle stelle gialle che commuovono tanto i piddini, cominciano purtroppo solo a ricordare altri sogni-incubi di Lebensraum e, in quanto appartenente a paese ritenuto inferiore, non so voi, ma io la stellina me la sento appuntata sulla giacca ogni giorno di più. Stiamo ebreizzandoci, miei cari, ed è un bene, così capiremo finalmente una volta per tutte che cosa si provava. Stanno venendo a prendere noi per ultimi.
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(Bugiardino per sdrammatizzare. )
Questo post può provocare:
- sentimento antitedesco
- angoscia di castrazione
- würstelfobia
- conversione al veganismo di stretta osservanza
- nausea e vomito
- misoginia
- crisi psicotiche acute di tipo paranoideo del tipo: "cazzo guardi??"
- depressione, ansia
- prurito alle mani
- sindrome di Tourette e coprolalia
- intolleranza alla musica di Wagner (anche se non è giusto perché il dolce, dolce Richard non ne ha alcuna colpa!)
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