mercoledì 27 febbraio 2013

ELEZIONI 2013: PERCHÉ IL CENTROSINISTRA HA PERSO VOTI A FAVORE DI M5S




Le ragioni sono tante e se ne parlerà per giorni. Propongo una prima lista di perché:
1. Bersani e i suoi hanno continuato (sordi a ogni suggerimento contrario) a demonizzare la comunicazione, ostinandosi a pensare che sia roba “da imbonitori” (leggi: Berlusconi) o “da uomini di spettacolo” (leggi: Grillo). Invece – lo ripeto fino alla nausea – comunicare è entrare in relazione con gli altri, stabilire un contatto con loro, saperli coinvolgere, esistere innanzi tutto per gli altri. Che in politica vuol dire: entrare in relazione con gli elettori e le elettrici, stabilire un contatto eccetera. Chi non capisce questo concetto elementare si condanna a perdere le elezioni. È successo finora e succederà sempre, perché la democrazia funziona così: per governare occorre che la maggioranza ti dia il voto, e per ottenere i voti della maggioranza, devi persuaderla. D’altra parte, pensaci, accade anche nella vita: chi non riesce a entrare in relazione con gli altri che fine fa? Non solo resta isolato, ma perde progessivamente la capacità di accogliere il nuovo, di capire il mondo.
2. Il Pd ha stretto un’alleanza con Sel (bene bravo bis: la sinistra non vince le elezioni spostandosi al centro, ricorda la lezione di Lakoff). Ma invece di usare l’alleanza per spostare il baricentro della coalizione a sinistra ha spostato Sel al centro, con continui ammiccamenti a un Monti che per giunta perdeva credibilità minuto dopo minuto. Risultato: Sel è quasi sparita e molti elettori ed elettrici di Sel sono confluiti nel M5S.
3. Invece di cercare di capire le ragioni per cui Grillo ha riempito le piazze, i dirigenti di centrosinistra si sono ostinati a ripetere come un mantra, a turno: (1) “Le piazze le riempiamo anche noi”, senza vedere che le differenze di quantità e qualità erano enormi; (2) “Grillo è populista”, senza capire che la parola è ormai vuota, visto che in politica tutti accusano tutti di populismo; (3) “Grillo è fascista”, senza rendersi conto che a sinistra, da molti anni, si usa la parola “fascista” per etichettare ciò che non si capisce, che non si riesce a inquadrare in schemi familiari.
4. Invece di usare la rete come ulteriore e fondamentale mezzo per gestire e alimentare il contatto capillare con gli elettori e le elettrici, sondare i loro umori, capire se si disaffezionano o sono scontenti, coinvolgere e convincere gli indecisi, il centrosinistra ha finito per usare siti web e social media in modo autoreferenziale, cercando di ottenere attenzione “virale” su immagini e audiovisivi scherzosi, parodistici e autoironici che possono funzionare su chi è già convinto, ma allontanano i delusi e indecisi. Detto in altri termini: i Fantastici 5 avevano funzionato per le primarie (e favorito Bersani) perché si rivolgevano solo all’elettorato del Pd più convinto (che votava Bersani), ma giochetti analoghi – e l’avevo scritto – sarebbero stati un boomerang per le elezioni politiche: non convinci un/a indeciso/a mostrandoti spiritoso, lo convinci se unisci al buon umore una proposta chiarissima e concreta. Che non c’è stata (né online né offiline).

LE MISTERIOSE GUIDE STONES – Pietre guida della Georgia




esiste un monumento molto particolare costituito, come facevano gli antichi, da sei grosse pietre alte sei metri e piene di iscrizioni.La particolarità non è tanto la similitudine con vecchi siti come Stonehenge o con vecchi reperti come la Stele di Rosetta, quanto le iscrizioni che le pietre recano.Ma è meglio andare con ordine, le cose misteriose sono diverse.Innanzitutto non si sa chi ha commissionato questa istallazione.Si dice che nel 1979 la Elberton Granite Finishing (la più grande azienda che lavorava il granito dell’epoca, a livello mondiale) ricevette una richiesta insolita, un uomo dal nome Robert C. Christian (dicendo di rappresentare un gruppo di americani onesti) commissionò delle enormi lastre di granito per assemblarle in un’unica struttura, disponendo le pietre in modo da orientarle astronomicamente e farne un meccanismo di rilevazione. Una bussola-calendario-orologio.Sulle pietre sarebbero state scritte, in ben otto lingue, delle linee guida per i sopravvissuti in caso di eventi catastrofici.Ovviamente l’azienda sollevò diversi quesiti e soprattutto comunicò che il lavoro sarebbe costato molti soldi. Il tizio non se ne preoccupò, la sua preoccupazione era piuttosto che il gruppo che aveva pianificato il progetto rimanesse anonimo e in effetti.. il pagamento venne effettuato tramite il versamento da diverse banche e con lo scopo esplicito di far rimanere anonimi i finanziatori.E monumento fu.

LE QUATTRO ROCCE ESTERNE SONO ORIENTATE SULLA BASE DEL MOVIMENTO ANNUALE DEL SOLE

La colonna centrale è orientata sulla posizione della stella polare e del sole al momento dei solstizi e degli equinozi.Un foro di 20 cm sulla pietra posta in alto proietta un raggio di sole che indica il giorno dell’anno.Sulla tavoletta posta alla base delle Guidestone sono incisi dettagli sulla struttura e c’è un riferimento ad una capsula del tempo sepolta sotto il monumento stesso. 

COME AL SOLITO NON CI DICONO PIU’ NULLA SUL MALI , ATTENTATO A KIDAL, L’ALTRA FACCIA DEL CONFLITTO




Un attentato suicida avvenuto ieri a Kidal, nel nord del Mali, ha causato almeno quattro vittime e ha ancora una volta segnalato il cambio di strategia dei gruppi armati che fino a gennaio tenevano sotto controllo questa parte del paese. Ieri l’obiettivo è stato un posto di blocco del Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (Mnla, gruppo armato che sostiene i francesi); ma i precedenti attentati di Gao e le incursioni fatte a più riprese in aree ufficialmente tornate sotto controllo di Bamako lasciano aperti diversi interrogati.
Sul Journal du Mali sono proprio questi interrogativi ad alimentare un articolo di fondo molto chiaro fin dal titolo: “Abbiamo forse sottovalutato il nemico?”. I combattenti islamisti, si legge, “hanno capacità proprie di un esercito… sono pesantemente armati, utilizzano ordigni esplosivi artigianali, ricorrono ad attentati suicidi oppure fanno esplodere ordigni con comandi a distanza”. Per Le Pays, giornale del vicino Burkina Faso, “il nemico non è scomparso e la pace è ancora lontana”.
Ad alimentare la preoccupazione che la guerra sia ancora lunga è d’altronde la stessa Francia che da gennaio guida l’offensiva contro i ribelli. Come detto ieri dal ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian, “combattimenti molto violenti” sono in corso sulle montagne dell’Adrar degli Ifoghas e questo, ha aggiunto, significa che è ancora prematuro parlare di un ritiro di truppe dal Mali.
Pochi tra gli attori in campo hanno finora diffuso notizie particolareggiate su quanto sta avvenendo a nord e su bilanci. L’esercito maliano ha riferito della morte di 37 suoi soldati e del ferimento di altri 138; il Ciad, impegnato nella missione al fianco dei francesi, lamenta almeno 23 vittime; molti, sarebbero poi i caduti tra i ribelli.
Questo scenario di guerra peggiora ulteriormente le condizioni di vita di una popolazione che doveva fare già i conti con la siccità e la carenza di beni di prima necessità. Secondo dati dell’Onu almeno 430.000 maliani sono stati costretti alla fuga. Di loro, ha detto John Ging, dirigente dell’Ufficio dell’Onu per il coordinamento degli aiuti umanitari da poco rientrato a New York dal Mali, deve occuparsi con urgenza la comunità internazionale.
http://www.misna.org/

I BAMBINI IN SPAGNA SEMPRE PIU' AFFAMATI



Non solo Grecia: in Spagna crescono i bambini che possono contare su un solo pasto al giorno. E i fabbri hanno iniziato a rifiutarsi di forzare le case pignorate da chi non riesce più a pagare il mutuo. Cosa c'è, esattamente a metà tra la Grecia e la Spagna? Il prossimo più grande successo dell'euro: l'Italia.

In molti sono rimasti allibiti, in Italia, quando si è squarciata la criminale cappa del silenzio che per mesi aveva avvolto la crisi greca, portando alla luce le sofferenze di un intero Paese ridotto alla fame e alla miseria dalla Troika. Quello stesso silenzio, oggi sta imbavagliando un altro Paese dell’Europa: la Spagna. Forse perché troppo concentrati sulla campagna elettorale, o forse per la necessità di non svelare, a ridosso delle elezioni, le atrocità delle politiche economiche e sociali europee (benedette da una larga maggioranza), i nostri media non si interessano affatto alla crisi spagnola.
continua a leggere su SOS Villaggio dei Bambini
 Uno degli ultimi allarmi, però, è stato lanciato dai quotidiani della Comunità Valenciana, che riportano i dati di una ricerca realizzata dalla “Casa della Carità”. Nel 2012, sono stati 11.600 i bambini che si sono nutriti facendo ricorso alla Caritas locale, e di questi circa la metà hanno tra i 4 e gli 11 anni. Rispetto al 2011, la cifra è raddoppiata. Già nei mesi scorsi “Save the Children” denunciava come nella penisola iberica fossero sempre di più gli adolescenti che ogni giorno facevano un unico pasto, quello dato loro nelle mense scolastiche. La Caritas spagnola conferma ora questi dati, rivelando che, non a caso, il numero di bambini in cerca di cibo cresce sensibilmente nei fine settimana, quando cioè le scuole sono chiuse.

LA VERA RIBELLIONE COMINCIA DA UNA RISATA





Tutt’intorno a noi, qui sulla Terra, c’è un’immensa risata. Tutti ridono, gli alberi, gli uccelli, tutti ad eccezione dell’uomo. La sua tristezza deriva dal voler rimanere troppo aggrappato alle parole, senza concedersi momenti di puro silenzio. Nel silenzio c’è musica, c’è danza, c’è vita, c’è il tempio del divino.

Non servono ideologie, serve solo partecipare alla danza universale. Questa è la sola rivoluzione possibile.La nostra stupidità ci fa ascoltare persone il cui scopo è quello di renderci tristi, perché così possono rompere la sintonia con quello che ci circonda. Così possono sfruttarci, renderci schiavi, opprimerci. Senza l’armonia che dovrebbe esserci, si è soli, divisi ed è più difficile ribellarsi.

La vera ribellione comincia dalla risata. Iniziamo a ridere dei nostri leader religiosi, sono finti, sono ipocriti. Ridiamo dei politicanti che ci ingannano continuamente. E’ solo una banda di criminali. Il giorno in cui tutti rideremo in faccia a queste persone il loro potere svanirà e noi porteremo chitarre in giro, non le croci che abbiamo adesso.

Ogni croce che portiamo dovrebbe essere sostituita da una chitarra!



(articolo ispirato agli insegnamenti del maestro Osho)





VOTO STORICO: FERMIAMO I BANDITI E RIPRENDIAMOCI L’EUROPA



Giulietto ChiesaElezioni storiche: per la prima volta dopo tanti anni possiamo finalmente fermare i “camerieri” della finanza e creare un solido fronte di opposizione che ci consenta, già domani, di riprenderci l’Europa. Insieme a Spagna e Portogallo, Grecia e Francia, potremo rinegoziare i trattati-capestro coi quali Bruxelles impone il massacro sociale dell’austerity. Giulietto Chiesa ha le idee chiare: «Dobbiamo riconquistare l’Europa e riformarla in senso democratico, perché senza l’Europa saremmo perduti, nel grande scontro mondiale che oppone gli Usa alla Cina». Pechino sta crescendo, e fra appena cinque anni avremo di fronte “una Cina e mezzo”: «Quante risorse ci saranno a disposizione, per noi e per loro?». Guai se l’Europa scompare, anche se questa Unione Europea è da buttare. Va cambiata radicalmente, a cominciare dalle singole trincee nazionali. Per questo, l’Italia affronta un voto decisivo, che potrebbe cambiare la storia.
L’Europa dei popoli può ricominciare proprio dalle urne italiane: «Bisogna aprire una battaglia», annuncia Chiesa, intervistato dal blog “Byoblu”. «Andremo a un risultato elettorale che, per la prima volta da molti anni, manifesterà l’esistenza di una opposizione – variegata, molto mobile – con almeno 100 parlamentari che non parteciperanno al gioco della truffa, e cioè i parlamentari di Grillo, quelli di Ingroia e anche una parte di Sel». Lo stesso partito di Vendola, infatti, potrebbe eleggere una cinquantina di parlamentari: il leader è schiacciato dall’alleanza con Bersani – e quindi Monti – ma «molti di questi candidati sono persone oneste, che si troveranno di fronte a decisioni molto difficili e molto sgradevoli: dovranno decidere da che parte stare». Si profila uno scenario molto mobile e, per la prima volta, con uno schieramento radicale che comincia a mostrarsi forte. «Mettiamo insieme quello che accade in Spagna, in Portogallo, in Grecia: sta comparendo una alternativa europea». Non è solo un discorso italiano o dei Piigs: «Anche in Francia la situazione è complicata, per il signor Hollande».

L'ITALIA E' UN PAESE A SOVRANITA' LIMITATA!




Ci maltrattano come servi stupidi. Dal 1948 questo è l’appuntamento elettorale più fasullo della storia repubblicana italiana. La Costituzione (mai applicata nei suoi dettami) è stata annullata nel 2009 con l’entrata in vigore del Trattato internazionale di Lisbona, approvato da tutti gli aspiranti governanti di oggi. La stessa legge elettorale è incostituzionale ed antidemocratica. 



Il Parlamento tricolore non conta più nulla da un bel pezzo: infatti è stato esautorato senza colpo ferire, nella silenzio dei mass media già asserviti, e nella disattenzione totale. L’Italia è un Paese a sovranità azzerata.

E’ stato annesso agli Stati Uniti d’America già dal 3 settembre 1943 con l’armistizio di Cassibile (soprattutto alla voce clausole segrete) e poi definitivamente soggiogato con il BIA del 1954 con annessi e connessi accordi segreti tra il governo italiano ed il padrone USA.





Tra l’altro, i dittatori di Washington hanno imbottito la nostra terra ed i nostri mari di ordigni ed armamenti nucleari e chimici, proibiti dai trattati internazionali. Ci usano come sudditi analfabeti che al massimo possono mettere una croce su candidati designati dal sistema di potere, compreso il movimento 5 stelle dell’eterodiretto Grillo, adottato in tempo utile dalla Casa Bianca (si legga il rapporto dell’ambasciata Usa del 4 aprile 2008). 

Oggi questa sovranità è stata vanificata dal prevalere di interessi che sistematicamente trascurano e calpestano il bene comune, a vantaggio della conservazione dei privilegi di pochi. Accade così che milioni di lavoratori, insegnanti, professionisti, pensionati, studenti, giovani disoccupati e precari, artigiani, piccoli e medi imprenditori, disabili, malati cronici, debbano pagare i costi di una crisi di cui non sono responsabili, mentre un pugno di finanzieri, avidi prenditori, manager senza scrupoli, speculatori , avventurieri della finanza continuano ad appropriarsi di risorse che sono di tutti. 


martedì 26 febbraio 2013

ELEZIONI 2013, SCENARI DELL’INGOVERNABILITÀ




Dopo una giornata pazzesca fatta di exit poll ridicoli e capovolgimenti sorprendenti, alla fine si è realizzato lo scenario più prevedibile: centrosinistra vincente alla Camera e Senato ingovernabile. Le uniche vere sorprese sono la grande affermazione del Movimento Cinque Stelle, il flop di Ingroia e Giannino e il deludente risultato del centrosinistra al Senato che anche con i voti di Monti non riuscirà ad avere la maggioranza.
Questo scenario instabile, allo stato attuale, sta facendo crollare la borsa e lo spread è in forte risalita. Alla luce di tutti questi dati possiamo elencare i possibili scenari:
SCENARIO 1: GOVERNO DI UNITA’ NAZIONALE
In questi giorni assisteremo ad un’estrema volatilità dei mercati finanziari e dello spread che metterà sotto pressioni i nostri politicanti. Con la scusa della possibile bancarotta del paese, è probabile che per riuscire a formare un governo stabile si procederà ad un inciucio tra centrosinistra, centro e centrodestra. Questo garantirà un’ampia maggioranza sia alla Camera e sia al Senato, ma il governo avrà dei margini di manovra veramente ridotti, date le grandi contrapposizioni tra Bersani, Monti e Berlusconi e probabilmente si ridurrà ad essere un governo di responsabilità con l’unico scopo di rispettare gli impegni presi con l’Europa e garantire una sorta di effimera stabilità. Difficilmente Berlusconi appoggerà un governo con a capo Bersani, quindi è più probabile che la presidenza di un governo del genere venga affidata o a Monti, o ad un personaggio neutrale ancora da definire. Questo governo sarà appoggiato dall’Europa e dai poteri forti finanziari e bancari. Sarà comunque un governo instabile vittima di un sistema di veti reciproci e potrà saltare da un momento all’altro. Per me rimane lo scenario più probabile, perché andare di nuovo alle urne, rischierebbe di premiare ulteriormente Grillo e i partiti tradizionali non possono permetterlo.

VINCE IL PARTITO DEL NO A QUESTA ANTIDEMOCRAZIA



Attenzione alle demoplutocrazie anglo-americane che hanno corso con tutti i cavalli: non ci avevano solo puntato sopra, ma li utilizzano indistintamente, calpestando la nostra libertà, meglio nota come autodeterminazione dei popoli

A parte la palese ingovernabilità, il dato importante è che ben 13.299.106 persone (aventi diritto al voto), vale a dire la maggioranza relativa non ha votato (25% di astenuti + 1.269.017 schede nulle + 395.266 schede bianche) per nessuno degli schieramenti sul palcoscenico. Salta subito all’occhio che hanno perso tutti tranne il M5S che incamera 8.688.545 voti di protesta e diventa il primo partito per conto terzi (gestito da un’azienda privata di neuromarketing: Casaleggio associati). 

LA PIU’ GRANDE VITTORIA E’ FORSE QUESTA





POST VOTO: DA FINI A DI PIETRO E PANNELLA, TUTTI I GRANDI PERDENTI
l caso più eclatante è quello di Gianfranco Fini, che passa dalla condizione di presidente della Camera a quella di sfrattato. L'ex leader dell'Italia dei Valori ha pagato il vassallaggio a Ingroia. ROMA (WSI) -Sarà lo 0,4, sarà lo 0,5, sarà quel che sarà: ma dopo otto legislature e a un passo dal trentennale, Gianfranco Fini passa dalla condizione di presidente a quella di sfrattato dalla Camera dei deputati.

I provvisori risultati serali non lasciavano nemmeno spazio alla speranza, colpa degli elettori futuristi - se mai ce ne sono stati al di fuori delle ricerche demoscopiche - e di quelli di Pier Ferdinando Casini: secondo i complicati meccanismi della legge elettorale, l’Udc avrebbe dovuto superare il due, da cui s’è invece tenuto abbondantemente lontano, per consentire a Futuro e libertà di infilare nel palazzo almeno uno dei suoi.

Niente da fare. Nemmeno per Fini, che fece ingresso a Montecitorio nell’estate del 1983, quando era un bimbo, aveva trentuno anni. Per dare un’idea del tempo passato, era legislatura che avrebbe visto Bettino Craxi alla presidenza del Consiglio per il governo che resse clamorosamente per quattro anni (i più giovani nemmeno sapranno quello di cui si parla).

lunedì 25 febbraio 2013

ELEZIONI 2013, QUANDO L’IMPOSSIBILE DIVENTA POSSIBILE.




Aggiorniamo il nostro precedente articolo, E se vincesse Grillo?.
Avevamo promesso di non scrivere più articoli sulle elezioni, fino a lunedì 25, ma è necessario fare un ulteriore aggiornamento sul Movimento Cinque Stelle, alla luce dei più recenti eventi.
Seguendo i sondaggi elettorali ufficiali, il risultato più probabile rimane una vittoria di Bersani e il conseguente tandem Bersani-Monti oppure un governo di unità nazionale anche con anche Berlusconi. Però a questo punto, personalmente penso che l’eventuale vittoria di Beppe Grillo passa da improbabile a perlomeno, possibile.

Questo perché si sono aggiunti alcuni fattori da tenere in considerazione:
1) La continuazione dello scandalo MPS che danneggia il centrosinistra.
2) Le indagini su Formigoni e gli scandali ENI e FINMECCANICA che danneggiano il centrodestra.
3) La figuraccia di Oscar Giannino di Fermare il Declino, che può portare sia alle dimissioni di quest’ultimo e che comunque gli toglierà una parte di consensi che verrebbero intercettati in gran parte dal M5S.


LA LUNGA MARCIA DELL’EUROCRAZIA



In questo articolo, per Eurocrazia, vogliamo intendere tutti quei processi in atto che hanno lo scopo di trasferire il potere da soggetti separati all’Unione Europea, con l’obiettivo finale di creare il Superstato Europeo oppure gli Stati Uniti d’Europa, come si preferisce chiamarli.
Essenzialmente non sappiamo chi veramente stia dietro il movimento che sta spingendo sempre più verso gli Stati Uniti d’Europa, non ci interessa fare congetture complottiste, sicuramente sappiamo che ci sono i tecnocrati europei, gran parte della classe politica, le banche e presumibilmente anche parti della massoneria e dei servizi segreti. Ora, però non ci interessa sapere questo, ci interessa sapere quali sono gli obiettivi di questo processo europeista, così da non rimanere sorpresi quando si mostreranno.
Faremo prima un elenco di questi obiettivi e poi verranno spiegati nel dettaglio.

1) ELIMINAZIONE VALUTE NAZIONALI E CREAZIONE DI UNA VALUTA UNICA
AVANZAMENTO: 45%
2) ANNESSIONE DI TUTTA L’EUROPA GEOGRAFICA
AVANZAMENTO: 70%
3) ELIMINAZIONE SOVRANITA’ ECONOMICA NAZIONALE
AVANZAMENTO: 60%
4) POLITICA INTERNA COMUNE
AVANZAMENTO: 20%
5) ESERCITO COMUNE
AVANZAMENTO: 15%
6) FRAMMENTAZIONE TERRITORIALE
AVANZAMENTO: 10%
7) ELIMINAZIONE CETO MEDIO
AVANZAMENTO: 40%
8) ABOLIZIONI MONARCHIE
AVANZAMENTO: 5%
9) CADUTA DEL VATICANO
AVANZAMENTO: 60%
10) SFALDAMENTO LEGAMI FAMILIARI
AVANZAMENTO: 35%
11) NASCITA DI UN SENTIMENTO EUROPEISTA
AVANZAMENTO: 25%

Ecco questi sono i principali obiettivi della marcia eurocratica, ovviamente le percentuali sono indicative ed ognuno può pensarle in maniere diversa, il nostro scopo non è dare un dato preciso, ma semplicemente dare una linea di massima.
Ora analizzeremo nel dettaglio ogni punto sopra descritto

1) ELIMINAZIONE VALUTE NAZIONALI E CREAZIONE DI UNA VALUTA UNICA
La valuta unica, l’Euro, è stato il primo obiettivo raggiunto dagli eurocrati, abbiamo messo uno stato di avanzamento al 45% perché ancora molti paesi dell’Europa geografica non sono nell’Unione Europea e nemmeno nell’Eurozona e quindi non hanno l’Euro, ad eccezione del Kosovo che lo ha adottato unilateralmente.
E’ sotto gli occhi di tutti, che l’Euro ha avuto si degli effetti positivi, ma presumibilmente, soprattutto per i paesi più deboli, ha avuto gli effetti negativi di facilitare l’eccessivo indebitamento della popolazione grazie ai tassi bassi e di frenare le esportazioni. Quindi è una della cause della crisi economica europea e di riflesso danneggia anche i paesi più forti, perché decrescono fortemente le esportazioni verso i paesi più deboli e inoltre si devono indebitare per aiutare i paesi in difficoltà, quindi non c’è nessuno vincitore, ma solo una crisi generale europea, che come vedremo dopo, è utile per la marcia degli eurocrati.
2) ANNESSIONE DI TUTTA L’EUROPA GEOGRAFICA
Dall’inizio della crisi, si parla tutti i giorni di sfaldamento dell’Unione Europea, di Grexit, di uscita della Germania, di uscita del Regno Unito, di uscita dell’Italia. Ma gli anni passano, la crisi aumenta, ma nessuno abbandona l’Europa. Anzi a breve entrerà la Croazia, poi sarà il turno della Macedonia e forse dell’Islanda. Quindi l’Unione Europea continua ad allargarsi. La percentuale sopra scritta è relativa al totale dell’Europa geografica, esclusa la Turchia, che come già scritto, in un altro articolo, l’Europa genetica, non è geneticamente e culturalmente europea. E difatti anche la stessa Turchia ormai sembra aver rinunciato all’adesione all’UE.
Quindi difficilmente uscirà mai qualcuno dall’Unione Europea, l’unico stato che potrebbe uscire potrebbe essere il Regno Unito, come scritto nel nostro altro articolo, Verso un mondo orwelliano. 3) ELIMINAZIONE SOVRANITA’ ECONOMICA NAZIONALE
La crisi dei debiti sovrani è ovviamente manovrata, da poteri finanziari, che come nel caso dell’Italia e di Spagna, possono far salire lo spread quando vogliono e di conseguenza rendere impossibile finanziarsi sui mercati. Questa è presumibilmente una strategia di questo progetto europeo, perché queste crisi servono a spingere gli stati nazionali a cedere sempre più poteri agli organismi comunitari. Il Fiscal Compact e il Meccanismo Europeo di Stabilità, saranno un passo decisivo di questo processo che porterà infine all’unione bancaria e ad un Ministero dell’Economia Europeo.
A questo riguardo, invitiamo a consultare questo articolo.
4) POLITICA INTERNA COMUNE
Come è sotto gli occhi di tutto, gli scontri sociali sono in forte aumento e questa è una conseguenza necessaria della crisi. Ma attenzione, questo non significherà che i paesi coinvolti lasceranno l’Europa, al contrario questo potrebbe portare ad interventi europei nei paesi dove la situazione diventasse incontrollabile. Del resto un organismo di intervento comunitario, come l’Eurogendarmeria è stato già creato e se scoppiassero rivoluzioni e scontri sociali fortissimi, questo organismo sarà sicuramente potenziato e interverrà dove sarà necessario. Questo sarà un ulteriore passo anche per creare una polizia comunitaria e una politica interna comune. Quindi quando gli scontri diventeranno forti, interverrà l’Unione Europea; a nessun paese sarà permesso di fare una seria rivoluzione perché se un paese cadesse, si sfalderebbe l’intera Europa, quindi gli eurocrati non lo permetteranno mai.
5) ESERCITO COMUNE
La NATO è già un’alleanza militare comune a molti paesi europei, però attualmente esistono ancora gli eserciti nazionali. Probabilmente nei prossimi anni, come anche scritto nei programmi dei principali partiti, si avvierà la costruzione di un esercito europeo e anche di una politica estera comune. Come ho già scritto in questo blog, il mio pensiero è che la Terza Guerra Mondiale scoppierà entro due-tre anni al massimo e questa sarà probabilmente la “crisi” necessaria per spingere verso la creazione di un esercito comune.
6) FRAMMENTAZIONE TERRITORIALE Catalogna, Scozia e le Fiandre sono i casi più importanti di indipendentismi all’interno dell’Unione Europea. Come scritto in Superstato Europa, questi processi d’indipendenza possono essere anche favoriti dagli europeisti, perché regioni più piccole all’interno dell’UE saranno più facili da gestire rispetto a stati nazionali più grandi e inoltre concorrono allo sfaldamento territoriale di quegli stati stessi. E’ probabile che se una regione riuscirà ad ottenere l’indipendenza rimanendo in seno all’Europa, potrebbe innescare un effetto dominio e spinte dalla crisi, diverse regioni di stati nazionali europei potrebbero staccarsi dai rispettivi stati. Quindi non pensiamo che i secessionismi vadano contro l’Europa, al contrario, potrebbero essere il classico Divide et Impera 7) ELIMINAZIONE DEL CETO MEDIO Il ceto medio borghese rappresenta una fascia di popolazione con un certo potere economico e sociale all’interno della società, questo è sicuramente un problema per la marcia eurocratica, perché questa fascia di popolazione fa parte di interessi di categoria ben definiti che spesso si oppongono anche con la forza ai cambiamenti in atto decisi dagli organismi comunitari (vedi quote latte, vedi rivolte camionisti, vedi rivolta anti Bolkestein, vedi rivolte anti liberalizzazioni). La crisi odierna serve, quindi, anche ad eliminare economicamente questa fascia di popolazione. E lo sta facendo dato che le principali vittime sono appunto le piccole e medie imprese, gli artigiani, i commercianti, che chiudono sotto i colpi di una pressione fiscale sovietica e dalla contemporanea stretta creditizia decisa dal sistema bancario. Ma questo come abbiamo detto, non è una cosa negativa per gli eurocrati, perché gli lascia più ampia libertà di manovra e inoltre contribuisce alla caduta di quegli stati nazionali da eliminare. Oltre tutto, ha un altro scopo che descriveremo in un punto successivo. 8) ABOLIZIONE MONARCHIE
Chiaramente è assurdo poter creare uno Stato Unico Europeo, se all’interno esistono Re e Regine indipendenti. E’ vero che essi hanno un ruolo per lo più simbolico, ma impediscono una reale cessione di sovranità agli organismi comunitari. Di conseguenza, seguendo il nostro ragionamento, uno degli obiettivi da abbattere sono loro. E da tempo che i giornali e i media fanno di tutto per mettere in imbarazzo le principali monarchie e inoltre in Spagna e in Belgio ci sono già le prime voci che chiedono l’abdicazione. L’avanzamento di questo processo è pero solo agli inizi, i media hanno preparato il terreno con scandali e velate critiche, probabilmente quando la crisi sarà diventata ancora più grave di quella odierna, il popolo costringerà una di queste monarchie a lasciare il trono e come nel caso degli indipendentismi, si potrebbe innescare un effetto a catena con la conseguente fine definitiva dell’istituto monarchico in tutta Europa.
9) CADUTA DEL VATICANO
Il Vaticano è un potere che non può esistere nei futuri Stati Uniti d’Europea, perché è un potere religioso che influenza milioni di Europei e inoltre non esita a fare dell’ingerenza politica e a contrastare eventuali proposte di legge che non condivide (vedi matrimoni gay, eutanasia, prostituzione, cellule staminali,ecc).
Un potere indipendente di questa importanza deve essere eliminato, e infatti contro di esso si è scatenata una campagna mediatica che ormai dura anni, fatti di scandali sessuali, pedofilia fino ad arrivare a Vatileaks, IOR e alle dimissioni del Papa. Inoltre come scritto nel nostro articolo, l’Europa atea, la maggioranza della popolazione europea sta abbandonando la fede religiosa, e questo anche in termini economici porterà alla caduta del Vaticano e degli altri organismi religiosi protestanti e ortodossi.
10) SFALDAMENTO LEGAMI FAMILIARI La famiglia tradizionale rappresenta per l’individuo un legame più forte rispetto alla lealtà verso lo Stato o del patriottismo. Gli eurocrati sicuramente non vogliono creare uno Stato dove gli individui abbiamo delle priorità più importanti rispetto alla fedeltà allo Stato stesso. E da decenni quindi che si opera per lo smembramento della famiglia tradizionale, attraverso il divorzio, i matrimoni tra omosessuali, la cultura del divertimento, la velata pubblicizzazione della promiscuità. Probabilmente l’obiettivo graduale è sradicare sempre più l’individuo dai suoi legami naturali, così da renderlo indipendente e quindi da ritrovare solo nella futura organizzazione statale il legame più forte.
Vedere a questo riguardo romanzi come 1984 di Orwell e Ritorno al Mondo Nuovo di Huxley,ma anche l’antica società spartana, dove l’individuo fin da piccolo veniva tolto dalla propria famiglia, per farlo crescere legato allo stato. E ovvio che avere una società più divisa, con persone senza legami forti tra di loro, è molto più gestibile rispetto a una società con vincoli familiari e di categoria più forti e radicati.
11) NASCITA DI UN SENTIMENTO EUROPEISTA
Tutti, in linea di massima sanno riconoscere un europeo da un extraeuropeo e sanno cos’è l’Europa, però assolutamente non si è ancora sviluppato una sorta di nazionalismo europeista, anzi, allo stato attuale sono i sentimenti di euroscetticismo, antieuropeismo e di rivalità verso le altri nazioni europee ad accrescere.
Quindi, riguardo a questo punto, siamo solo in uno stato di avanzamento iniziale. Una seria spinta alla creazione di un sentimento comune europeo, potrebbe essere una futura guerra mondiale, dove ci si ritroverà uniti contro un nemico comune. Ma anche, riprendendo il discorso precedente del ceto medio distrutto, un massa popolare europea ridotta in uno stato di povertà potrebbe sollevarsi a livello europeo, manipolata probabilmente dagli stessi poteri forti e creare una Primavera Europea simile ai moti del 1848 che portarono agli stati nazionali. E questo potrebbe creare un diffuso sentimento europeo.
Quindi la fase finale di questi processi potrebbe essere una rivoluzione che porterebbe alla creazione di unico stato. Se questa ipotesi vi sembra avventata, voglio ricordare come la Rivoluzione Francese, i moti del ’48 e recentemente la stessa Primavera Araba sono tutte rivoluzioni che hanno avuto una regia occulta o esterna. Il mio parere, è che difficilmente, noi come popolo, possiamo autonomamente dare vita ad una rivoluzione organizzata. Secondo il mio punto di vista, il popolo fa le rivolte, le rivoluzioni le fanno le elitè. Ma non perché il popolo sia inferiore in qualche modo a queste elitè, ma semplicemente perché quest’ultima è organizzata con un scopo ben preciso, mentre il popolo in rivolta è normalmente un insieme di interessi individuali e di rabbia contro qualcosa, senza uno scopo ben definito e quindi può essere manovrato da forze esterne.

Questa, secondo il nostro parere, è la lunga marcia che l’Eurocrazia dovrà compiere e sta compiendo per raggiungere l’obiettivo finale che si è posta, cioè il Superstato Europeo.
Molti mi criticheranno dicendo che non si può pensare in questo modo, perché se si ragiona dicendo che tutto è già scritto, si spinge verso l’inazione.
Voglio dire che lo scopo di questo articolo non è assolutamente quello, ma invece è quello di elencare le probabili tappe che verranno percorse da chi sta sostenendo questo processo.
Il mio pensiero personale è favorevole alla creazione di uno Stato Europeo Unico. Ma assolutamente sono contrario e sono un acerrimo nemico di questa Europa senz’anima dei tecnocrati e dei banchieri. Però al tempo stesso, penso che per il nostro futuro, solo l’Europa Unita potrà fronteggiare economicamente, politicamente e anche militarmente le potenze extraeuropee. Se no il rischio è che se saremo divisi rischiamo di rimanerne schiacciati e magari le nostre figlie si troveranno a fare le cameriere per il ceto medio arabo, indiano o cinese. Perché attenzione, molti mi fanno l’esempio che senza Europa si sta meglio, può darsi che sia anche vero, ma attenzione, la Svizzera, la Norvegia ad esempio, prosperano perché hanno comunque l’indiretta protezione della NATO e gli stessi stati Europei divisi hanno potuto accrescere la loro ricchezza perché c’è la protezione degli Stati Uniti. Quindi chi maledice l’Europa e auspica l’uscita del suo paese da essa, deve riflettere su questo punto. Inoltre il ruolo degli Stati Uniti come gendarme mondiale sta calando e se un giorno non ci dovesse essere più, io non me li vedo tanto gli stati europei divisi a reggere con una politica estera separata e con eserciti separati, contro la Russia, ma anche solo contro l’insieme dei paesi Arabi o contro Cina o India.
Concludendo, il mio pensiero è che il processo eurocratico difficilmente sarà fermato, noi come popolo l’unica cosa che possiamo fare non è combattere contro la permanenza del nostro stato nell’UE, ma combattere insieme agli altri Popoli Europei contro l’Europa delle banche, ma non contro l’Europa e cercare di scippare l’Unione Europea ai tecnocrati ed ai poteri forti.
Ripeto la descrizione di questo processo non è un invito all’inazione, anzi,ognuno combatta la sua battaglia dove lo porta il suo cuore, indipendentemente dal risultato. La mia battaglia non sarà contro l’Europa ma contro la dittatura usuraia e corrotta oggi al potere e spero in cuor mio che possa nascere una Primavera Europea non manipolata da poteri esterni.

 by hescaton.com

LA SPAGNA E' AL LIMITE DELLA TENUTA DEMOCRATICA. SCONTRI E FERITI IN PIAZZA!




24 febbraio 2013 - Madrid - La Spagna e' al limite della tenuta democratica,continuano quasi quotidianamente le manifestazioni con gente che scende in piazza per protestare contro la crisi e l'Austeita'.Ieri a Madrid migliaia di persone sono scese in piazza sembrava una manifestazione pacifica che poi e' degenerata in vera e propria guarriglia urbana.La politica dei tagli,l'austerita' selvaggia e gli sfratti stanno conducendo il popolo  spagnolo nella disperazone piu' profonda.

Quaranta feriti, non gravi, e 45 persone arrestate, tra cui 9 minori. Questo il bilancio delle manifestazioni che ieri hanno visto tornare sulle strade di Madrid decine di migliaia di spagnoli contro la recessione, l'austerity e per chiedere maggiore tutele sociali. Lo riferisce il ministero dell'Interno, confermando i dati diffusi dalla polizia, che ha sottolineato come tra i feriti ci siano anche 12 agenti delle forze dell'ordine, coinvolti nelle violenze di strada. Il ministero non ha fornito cifre certe sull'affluenza alla manifestazione.